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Il candidato di Fratelli d'Italia e la bufala dei morti di Bergamo spacciati per morti di Lampedusa

@neXt quotidiano|

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Paolo Pace, esponente di Fratelli d’Italia ed ex candidato (non eletto) alle elezioni regionali con il partito di Giorgia Meloni oltre che ex presidente del Municipio VIII eletto con il MoVimento 5 Stelle (e poi primo a cadere a Roma) ha pubblicato su Facebook l’ennesima versione della bufala dei morti di Bergamo spacciati per morti di Lampedusa di cui abbiamo parlato in più occasioni.

Il candidato di Fratelli d’Italia e la bufala dei morti di Bergamo spacciati per morti di Lampedusa

Pace, che è evidentemente un investigatore di un certo livello, scrive su Facebook che:

Le bugie hanno le gambe corte ed il naso lungo. Gli inganni di questo governo per giustificare lo ‘stato di emergenza’ sono indegni di un Paese civile e stanno venendo tutti a galla! Aprite gli occhi, liberate la mente dalle idiozie da minus habens che la propaganda di sistema del pensiero unico ci costringe a subire su tutte le reti televisive, radio e giornali.

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Come abbiamo raccontato, da metà marzo circola sui social network una foto dei morti di Lampedusa nel 2013 spacciata per foto dei morti di Bergamo. state a casa questo è bergamo falsa foto lampedusa

Lo scatto circolava all’epoca soprattutto su profili che si trovano a Roma e provincia oppure nelle vicinanze del Lazio. E già tra i commenti c’è chi spiegava che quella non è una foto delle bare di Bergamo. C’è anche un’altra versione che fa riferimento a Milano:

foto falsa bare bergamo

Si tratta invece di una delle foto pubblicate il 5 ottobre 2013 per raccontare il naufragio di due giorni prima a Lampedusa che aveva fatto 368 morti. Le bare erano ospitate nell’hangar dell’aeroporto. Erano 111 perché ospitavano solo i corpi che non erano stati inghiottiti dal mare. state a casa questo è bergamo falsa foto lampedusa 1

Scriveva all’epoca l’agenzia di stampa ANSA:

La tragedia inimmaginabile fino a pochi secondi prima divampa in un lampo come il fuoco che avvolge subito il ponte del barcone da dove centinaia di somali ed eritrei guardavano la costa vicinissima di Lampedusa, di fronte l’Isola dei Conigli, immaginando gia’ di toccare terra. I migranti volevano segnalare la propria posizione incendiando una coperta ma le fiamme si sono propagate subito sul ponte dove giacevano 300 forse 500 persone. Ed e’ stato subito l’inferno che ha scatenato la piu’ grande tragedia dell’immigrazione: almeno 368 i migranti morti. Le persone salvate sono 155, tra cui sei donne e due bambini. Due donne incinte sono state trasportate a Palermo. Tre migranti, invece, sono stati ricoverati al poliambulatorio di Lampedusa.

“Viene la parola vergogna: e’ una vergogna! Uniamo i nostri sforzi perche’ non si ripetano simili tragedie. ” ha detto papa Francesco. Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ”Bisogna reagire e agire. Non ci sono termini abbastanza forti per indicare anche il nostro sentimento di fronte a questa tragedia”. Sul fondo del mare stanno lavorando i sommozzatori per cercare di recuperare altre vittime: sarebbero decine i corpi rimasti imprigionati nello scafo affondato a cinquanta metri di profondita’. Gli investigatori hanno gia’ fermato il presunto responsabile di questa tragedia, un tunisino di 35 anni indicato come lo scafista del ‘barcone della morte’, che deve rispondere di omicidio plurimo e favoreggiamento.

Dopo questa versione la bufala si è successivamente evoluta con il tratto distintivo di essere diventata sensibilmente più scema. Ovvero c’è chi, pubblicando due scatti molto simili che riguardano l’evento di Lampedusa, cerca di far passare il secondo per una foto di Bergamo allo scopo di sostenere che i morti di Coronavirus siano inventati.

bufala bare lampedusa

La seconda foto, quella che viene spacciata per Bergamo, è proprio quella che avevamo utilizzato all’epoca per segnalare che quegli scatti si riferivano alla tragedia del 2013 a Lampedusa. Ci vuole del talento in effetti per entrare in un cortocircuito logico di questa raffinatezza.

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La foto vera è invece questa:

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C’è da ricordare che qualche giorno fa chi stava facendo circolare la bufala delle bare di bergamo (ovvero una certa Pam Morrigan) è stata denunciata per diffamazione dal comune di Bergamo.

EDIT 2 MAGGIO: Dopo la pubblicazione di questo articolo Paolo Pace si è precipitato a cancellare il suo status su Facebook e poi è venuto a scrivere nei commenti di Disqus qui sotto:

paolo pace

C’è molto di falso in questo commento. In primo luogo, Paolo Pace ha rimosso la foto DOPO L’USCITA DI QUESTO ARTICOLO che gli ha spiegato ciò a cui non era riuscito ad arrivare con un semplice controllo su Internet, nonostante siano decine gli articoli che spiegano che si tratta di una bufala. Questo dimostra che Paolo Pace è uno che pubblica cose senza verificarle e ci fa anche capire in che modo impronta la sua attività politica, ovvero attraverso le scarse conoscenze di partenza, il pressappochismo e l’incapacità di distinguere il vero dal falso. Se lo fanno i suoi collaboratori, questo significa che non è in grado nemmeno di sceglierseli. Peccato che non abbia voluto fornirci il loro nome e cognome…

In secondo luogo, Paolo Pace non è in grado di comprendere che quando c’è il simbolo del “mondo”, ciò che pubblica non lo sta pubblicando sul suo profilo privato ma quello che scrive è visibile a chiunque. E questo dimostra che Paolo Pace non sa nemmeno come funziona Facebook. Per fortuna che ha smesso di fare il presidente del Municipio perché visto che non è in grado nemmeno di sapere come funziona un social network, figuriamoci l’amministrazione.

Infine, Paolo Pace ritiene di dover insinuare che ci sia qualche “intento” nascosto dietro la pubblicazione di una notizia che gli fa fare una brutta figura, senza rendersi conto che pubblicando quelle cagate STA INSULTANDO LA MEMORIA DEI MORTI DI BERGAMO. Per questo non è stato capace nemmeno di scrivere una parola di scuse. E questo lo qualifica come uomo pubblico molto più del poverissimo tentativo di far passare il tutto come un attacco a lui.

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