Opinioni

Paola Nugnes: la senatrice a 5 Stelle e le scelte sbagliate di Di Maio

Qualcosa scricchiola nel granitico MoVimento 5 Stelle. La senatrice Paola Nugnes, vicina a Roberto Fico e non nuova a critiche ai vertici(condite di solito da retromarce), apre la giornata su Facebook con due status in cui parla a suocera affinché nuora intenda. Nel primo la senatrice spiega che l’obiettivo che il M5S dovrebbe avere è la rivoluzione culturale, che significa “mettere in atto le proposte elaborate in rete in anni di attivismo e lavoro nelle istituzioni, attuare il Programma, Nostro Unico Candidato”. Il programma, non Di Maio, dice la senatrice senza nominare il candidato premier e spiegando che il grillismo si è posto un obiettivo ma se non ci sono strade per perseguirlo inutile insistere. E quello che intende sembra piuttosto chiaro.

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Poi la senatrice, evidentemente intenzionata a dire la sua nonostante il silenzio imposto ai parlamentari semplici dall’ufficio comunicazione del M5S, dice un’altra verità: se ci si trova in situazione di stallo alla messicana la colpa non è del Rosatellum – come tra l’altro è stato spiegato da molti – perché le leggi elettorali servono a eleggere i parlamenti e non a formare i governi. Il tripolarismo all’italiana ha causato questi risultati e lo stallo ne è la semplice conseguenza. Infine, un’altra stoccata con obiettivo molto chiaro: “Avremmo dovuto PRIMA rivoluzionare questo paese e poi puntare al governo del paese, ma si sa, si è scelto di fare diversamente…”

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L’uscita della senatrice, la cui fedeltà al M5S non è in discussione, è la testimonianza che sotto la cenere dell’unanimismo con cui l’assemblea dei parlamentari ha ribadito la linea Di Maio – nessuna alleanza con Berlusconi, offerta alla Lega per un governo di cambiamento – cova il fuoco di una ribellione alla politica dei due forni immaginata da Di Maio come del resto era già chiaro dai tanti commenti negativi comparsi negli status del candidato premier. Il problema è quale alternativa proporre, visto che se ai parlamentari meridionali grillini non piace l’alleanza con la Lega, in pochi gradiscono l’alternativa Partito Democratico. Il M5S sopporterebbe un altro Aventino di cinque anni senza spaccarsi?

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