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Cosa nasconde Di Maio con la storia dei Navigator del Reddito di Cittadinanza

Ce la farà il governo del cambiamento a portare a termine la riforma dei centri per l’impiego in tre mesi, entro marzo 2019? Fino a ieri tutti sapevano che prima di poter iniziare ad erogare il Reddito di Cittadinanza era necessario dotare i centri per l’impiego degli strumenti necessari ad aiutare i disoccupati a trovare lavoro. Per questo motivo, dopo aver abolito la povertà, il governo ha deciso di stanziare un miliardo di euro per consentire ai centri di poter offrire le tre fatidiche proposte di lavoro.

Cosa succede se dopo sei anni il M5S non riesce a spiegare come funziona il Reddito di Cittadinanza

Nonostante il M5S abbia presentato già nel 2013 un disegno di legge per l’istituzione del Reddito di Cittadinanza nessuno oggi sa come verrà implementato nel mondo reale. Più passa il tempo più ci si rende conto che quello che i pentastellati hanno detto a riguardo negli ultimi cinque anni non aveva alcuna possibilità di funzionare. E più si avvicina la fine dell’anno più emerge come nemmeno la riforma dei centri per l’impiego potrà essere portata a termine nei tempi strettissimi che il governo si è dato. Aanche se oggi Salvini ha detto «il mio obiettivo è che quota 100 per le pensioni il reddito di cittadinanza entrino in vigore all’inizio dell’anno». Ieri a Porta a Porta il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha elaborato ulteriormente il concetto del “tutor” introdotto nelle scorse settimane.

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Del tutor, così come di tutto quanto riguarda il decreto legge collegato che introdurrà il RdC, nessuno sa nulla. Ieri però Di Maio era in vena di confidenze e rivelazioni e sopo aver detto che «nei confronti dei centri per l’impiego io ho tante, tante difficoltà a pensare che oggi possano essere la risposta unica alla domanda di lavoro» (qualcosa di impensabile fino a qualche mese fa) ha spiegato come funzionerà il principale aspetto del RdC. Che non sono le modalità con cui verranno distribuiti i soldi ma il meccanismo tramite il quale per i disoccupati sarà possibile trovare un lavoro. Secondo Di Maio il meccanismo «si baserà non sul centro per l’impiego come lo immaginiamo oggi; ma chi oggi non ha un lavoro ed entrerà nel programma del reddito avrà dall’altra parte una figura che possiamo chiamare Navigator che è il soggetto che lo prenderà in carico chi prende il reddito di cittadinanza e lo indirizza verso la formazione, verso il placement che non è necessariamente il centro per l’impiego subito, c’è il sistema privato, c’è il sistema pubblico, c’è la formazione pubblica, c’è la formazione privata».

Il Navigator sarà pagato a cottimo?

Il Navigator sarà una persona che farà «da controllore per chi prende il reddito ma anche che orienti quel ragazzo che oggi sta cercando un lavoro o che vuole aprire un’impresa». Quanti saranno? Il ministro dice che lo sapremo a fine anno. Chi li assumerà? A quanto sembra di capire le assunzioni verranno fatte dallo Stato, i Navigator faranno parte del programma di assunzioni (il cui costo non  è dato di sapere) però non saranno inquadrati all’interno dei centri per l’impiego perché il Navigator – spiega il ministro – «deve essere in grado di seguire un ragazzo o un meno giovane che ha perso il posto di lavoro, poterlo riorientare, farlo formare in un sistema di formazione e poi fornirlo alle aziende senza che le aziende lo debbano riformare da zero».

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Questo programma di formazione non si svolgerà però necessariamente all’interno del centro per l’impiego: «si può formare in azienda e noi corrispondiamo all’azienda quello che serve per formarlo. si può formare nei centri accreditati convenzionati delle Regioni. Si può formare attraverso i centri per l’impiego, attraverso un’agenzia privata». Ci sono qui altri aspetti poco chiari: a cosa serve la riforma dei centri per l’impiego se poi lo Stato ha la possibilità di affidarsi anche a soggetti privati. Chi pagherà la formazione fornita dalle agenzie private? 

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Di Maio dice che le agenzie «hanno già le loro dinamiche», tra cui però non risulta esserci quello di fare beneficenza. L’importante ha aggiunto Di Maio «è che ci sia una persona che viene pagata in base a quanti me ne ricolloca nel lavoro di chi rientra nel programma».Il Navigator quindi sarà pagato – in parte o del tutto – a cottimo. Quante possibilità ci sono che il servizio dei Navigator venga affidato direttamente alle agenzie private che già fanno questo di lavoro e che già sono accreditate come enti di formazione regionale? Viste le premesse sono parecchie. Ma a questo punto la riforma dei centri per l’impiego rischia di rimanere lettera morta.

Da dove arriva l’idea dei Navigator?

È inoltre curioso che Di Maio tiri fuori solo oggi la storia dei Navigator perché si tratta di un concetto che era già presente sulle slide di presentazione del progetto sul reddito di cittadinanza del professor Mimmo Parisi della Mississippi State University e che prevede un’app che si può scaricare sullo smartphone e chiamata Mr. Works.

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Nelle slide di Parisi però il Navigator lavora all’interno del centro per l’impiego e sembra di capire che ne faccia parte integralmente in seguito evidentemente ad una riforma e ad un ammodernamento dei servizi offerti dal centro per l’impiego. Nel racconto fatto ieri da Di Maio invece sembra che il Navigator sia una figura quasi del tutto scollegata ai centri per l’impiego visto che la figura che descrive il ministro sembra poter operare su più livello anche fuori dai centri.

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Di Maio però non ha spiegato chi formerà i Navigator, essendo un lavoro completamente nuovo per uno strumento completamente nuovo qualcuno dovrà anche formare (e a quale costo?) i tutor del Reddito di Cittadinanza. Il ministro ha evitato accuratamente di dire – promettendo che lo sapremo a fine anno – quanti ne serviranno e quanti disoccupati ciascuno dovranno seguire. Va da sé che non potranno essere assunti tutti in un unico luogo ma dovranno essere distribuiti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Secondo il Capo Politico del M5S tutto dovrà iniziare da gennaio quando verrà messo online il portale per la gestione delle richieste, quello per la gestione del piano carriera e formazione degli aventi diritto e inizieranno le assunzioni dei Navigator. La centralità data alla figura dei tutor però dimostra una sola cosa: la riforma dei centri per l’impiego non si farà in tre mesi. E quindi che fine farà il miliardo di euro?

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