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Il “metodo Naomo” del vicesindaco leghista di Ferrara: stipendio da tremila euro e casa popolare (e i terremotati nelle tende!!)

Il vicesindaco leghista di Ferrara Nicola Lodi prende 3.200 euro netti al mese di stipendio ma vive ancora in una casa popolare dell’ACER. Tutto legittimo, tutto regolare, ma non sarebbe il caso di pensare “prima agli italiani in difficoltà” come predica Matteo Salvini?

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Qualche tempo fa ci eravamo occupati del curioso caso di Nicola “Naomo” Lodi, all’epoca candidato al consiglio comunale di Ferrara per la Lega. Oggi, dopo la vittoria di Alan Fabbri alle amministrative Nicola Lodi è vicesindaco di Ferrara con delega alla sicurezza e alla protezione civile. Ed in virtù di quell’incarico Lodi percepisce un’indennità di carica pari a 4.802,44 euro lordi al mese (circa 3.200 euro netti). Un compenso senza dubbio commisurato al lavoro svolto, un lavoro difficile visto che la giunta leghista ha deciso di aumentarsi lo stipendio del 10% rispetto a quello dell’amministrazione precedente ripristinando il salario pieno.

Non è solo la Lega a fare politica sugli alloggi popolari

Il problema è che “da grandi (se paragonati allo stipendio medio del ferrarese) stipendi derivano grandi responsabilità”, come direbbe Stan Lee. E nel caso di Lodi si tratta di una questione tutta politica. Il vicesindaco abita infatti in un alloggio popolare dell’ACER, l’Azienda casa Emilia Romagna, la stessa azienda che gestisce l’edilizia pubblica a Bologna oggetto delle accuse dei due esponenti di Fratelli d’Italia che hanno filmato i campanelli. Lodi vive in una casa ACER – di cui è titolare dal 2007 – perché ne ha diritto, in virtù del reddito dichiarato prima di diventare vicesindaco.

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E in questo senso la sua storia è molto simile a quella del senatore M5S Emanuele Dessì. Certo, a differenza del pentastellato “Naomo” ha pure provveduto a ridecorare la casa in “stile Hollywood” (come lo definiva lui in un video dove parlava di sé in terza persona) con tanto di vasca idromassaggio, climatizzatori e rifacimento della pavimentazione, tutto fatto stando a quanto riferiscono i quotidiani locali, senza l’autorizzazione dell’ACER.

Prima i ferraresi vicesindaco!

Ma quello è il passato, veniamo invece al presente. Qualche tempo fa la presidente della Provincia di Ferrara (che Lodi definisce “pro tempore” usando un’espressione tanto cara a Salvini) Barbara Paron ha risposto alle richieste di dimissioni da parte del centrodestra sottolineando che, «se esiste un posto da liberare quanto prima è l’appartamento Acer in cui tutt’ora sembra abitare il vicesindaco Lodi». Occupazione che, come dice la stessa Paron, è legittima in quanto fa riferimento ad una dichiarazione Isee precedente all’assunzione dell’incarico di vicesindaco da parte di Lodi: «ma la cospicua indennità che il vicesindaco da mesi sta percependo, suggerirebbe l’opportunità di lasciare l’appartamento ai ferraresi, prima di tutto, che ne hanno più necessità», ha concluso la presidente della provincia.

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Lodi invece preferisce attaccare i giornalisti, curiosi di sapere quanto paga di affitto definendolo “giornalismo spazzatura” che cerca di fare politica sul nulla. Inutile ricordare come proprio in questi giorni ha tenuto banco la polemica sul canone di affitto pagato dall’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta per il suo alloggio di servizio. Il vicesindaco di Ferrara ha il diritto di rimanere nell’alloggio popolare assegnato fino alla presentazione della prossima dichiarazione ISEE a gennaio 2021. Anche in quel caso non è nemmeno detto che debba liberare l’appartamento, si potrebbe procedere ad un adeguamento dell’affitto ai nuovi parametri. Dall’ACER però ci tengono a sottolineare che «è auspicabile non confondere il diritto a rimanere nell’alloggio popolare con l’opportunità politica, altrettanto rilevante, di effettuare determinate scelte in base a intervenute modifiche, in corso d’anno, della propria situazione reddituale». Anche per Italia Viva Ferrara il problema che Naomo Lodi occupi una casa popolare« non è tecnico. È politico».

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Lodi del resto è uno che a cadenza regolare pubblica sulla sua pagina Facebook notizie circa operazioni di “ripristino della legalità” e di lotta contro l’abusivismo di quelli arrivano con le roulotte e che «usano l’acqua pubblica per lavare i panni». Nulla a che vedere con la situazione abitativa di Lodi, che appunto è perfettamente regolare, certo però se si dice di voler pensare prima agli italiani in difficoltà da qualche parte il buon esempio si dovrà pure iniziare a darlo. 

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