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Boicottaggi e “tradimenti”: così si spacca il fronte free-vax della manifestazione dell’8 maggio

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«Racconteremo delle verità scomode», così qualche giorno fa Radio Informazione Libera – la web radio di “riferimento” per il movimento per la libertà di scelta in campo vaccinale – annunciava la notizia “bomba” sulla manifestazione free-vax in programma l’8 maggio a Roma. Genitori, avvocati, medici ed “esperti” di vaccini scenderanno in piazza mercoledì per chiedere l’abrogazione della legge sull’obbligo vaccinale. Che non sarebbe stata una manifestazione come quella del Popolo Arancione di Pesaro lo si sa da tempo, ad esempio da quando importanti associazioni come Comilva, Condav, Genitori per la Vita e RAV HPV hanno annunciato che non avrebbero contribuito all’organizzazione.

Perché la manifestazione dell’8 maggio è stata annullata

Gli organizzatori sono andati avanti con i preparativi e ad inizio maggio è stata annunciata la lista ufficiale dei relatori: la dottoressa Gatti e il dottor Montanari, il medico radiato Dario Miedico. il negazionista dell’AIDS Fabio Franchi ma anche il filosofo turbosovranista Diego Fusaro. Tutto sembra procedere per il meglio, come sempre. Ma secondo Radio Informazione Libera alcune associazioni e comitati free-vax «Corvelva, Cliva, No obbligo Lombardia, Colibrì e Vaccipiano Sicilia hanno minacciato di boicottare la manifestazione» e avrebbero minacciato anche una delle organizzatrici, Giorgia Scataggia, diventata famosa nell’ambiente free-vax per essere un’immunodepressa contro le vaccinazioni obbligatorie. «Abbiamo le prove e le mostreremo dopo l’8 maggio» dice Antonio Corcione, speaker della trasmissione.

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Bisogna fare alcuni passi indietro, fino al due maggio sulle bacheche free-vax circolavano i messaggi (ad esempio qui sotto quello dell’ex sindaco leghista di Resana Mazzorato) che chiedevano di partecipare alla raccolta fondi per il sostegno delle spese organizzative come ad esempio il noleggio dell’impianto audio per amplificare gli interventi dei relatori dal palco. Le donazioni venivano inviate sui conti correnti PostePay e PayPal di Giorgia Scataggia.

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Ad un certo punto però durante la trasmissione del due maggio viene dato un annuncio che ha scatenato il panico. La manifestazione, senza loghi, senza simboli di partiti o associazioni non si sarebbe fatta. Perché? In trasmissione la Scataggia spiega che i comitati e le associazioni volevano i permessi per Montecitorio, ritenuta troppo piccola (la capienza consentita è di 300 persone) per le esigenze degli attivisti. Motivo per cui è stata scelta piazza Santi Apostoli. Che però a quanto pare non andava bene alle associazioni e ai comitati.

La manifestazione non si fa, anzi sì, ma senza Giorgia Scataggia

A quel punto inizia un piccolo dramma nel dramma, nei commenti al post – ora cancellato – Radio Informazione Libera dice che “la manifestazione non si annulla” e subito dopo qualcun altro scrive «i permessi sono nostri e li annulliamo quando vogliamo».

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Panico. Nel frattempo in trasmissione Corcione chiede a Corvelva di «mostrare le fatture perché hanno preso 100mila euro dai genitori». Le fatture sono quelle delle famose analisi dell’associazione veneta sui vaccini ampiamente pubblicizzate sul Tempo.

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In poche parole volano gli stracci. E le accuse sono pesanti perché Corcione accusa Corvelva di non aver fatto leggere le analisi alla dottoressa Gatti, ipotizzando non si sa quale complotto da parte di Corvelva. Corcione definisce “burattina” la scienziata «pagata da Corvelva» che «scrive e dice quello che vuole Corvelva». Il problema sembra essere dovuto al fatto che ci sono comitati e associazioni che «vogliono mettere il cappello» sull’evento dell’8 maggio.

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Alla fine, grazie all’intervento di Franco Trinca – che è uno degli organizzatori – Scataggia e Corcione tornano sui loro passi: la manifestazione si farà lo stesso ma l’attivista free-vax immunodepressa, protagonista di tante conferenze sulla “libertà di scelta” annuncia che non ci sarà, a causa degli insulti e delle minacce ricevute, e che proprio per questo motivo si cancellerà da Facebook (infatti il profilo di Giorgia Scataggia non è più disponibile). Trinca su Facebook spiega che non sarà più necessario raccogliere i fondi perché la somma (380,00 euro) necessaria per il service è già stata raccolta.

Dal boicottaggio al tradimento, storia di una tempesta in un bicchier d’acqua

Una volta chiusi i microfoni la questione si ingigantisce invece che placarsi. Ad esempio il Dottor Andrea Tosatto (anche lui tra i relatori sul palco di Roma) scrive su Facebook che la manifestazione si farà e punta il dito contro i “precedenti organizzatori” spiegando a chi ha donato che «ad ora non era stato pagato nulla» e «chi ha intascato il malloppo si faccia un bell’esame di coscienza» suggerendo che qualcuno si sarebbe rubato i fondi raccolti. Cosa che – come la vicenda di Corvelva raccontata da Corcione – non risulta essere provata in alcun modo.

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Ma chi ci sarà a Roma fra due giorni? Il giorno dopo la drammatica diretta di Radio Informazione Libera la dottoressa Antonietta Gatti annunciava su Facebook che sarebbe stata a Roma «con i genitori dei bimbi danneggiati» e lanciava un messaggio «a coloro che stanno boicottando questa riunione» criticandone il «comportamento egotistico» che definisce una pugnalata alla schiena dei bambini danneggiati da bambino.

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Il post della Gatti sembra quindi sposare le teorie di Corcione e dare il suo sostegno alla manifestazione dell’otto maggio. Ma passano poco più di ventiquattrore che un altro post, pubblicato questa volta sulla pagina dell’Associazione Vita al Microscopio (che sostiene le ricerche di Gatti&Montanari), annuncia che «alla luce di quanto è accaduto in questi ultimi giorni tra gli organizzatori, a causa delle polemiche e delle diatribe tra associazioni, alla dubbia natura del comitato organizzativo» i due scienziati esperti di contaminazione da nanometalli non parteciperanno all’evento.

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Ma perché tutti ce l’hanno con Radio Informazione Libera, con Corcione e Scataggia? Il vero motivo non sono i soldi “rubati” (un’accusa falsa messa in circolazione per screditarli) quanto piuttosto il sostegno dato ad un candidato del Popolo della Famiglia. Il partito di Mario Adinolfi è sempre stato vicino alle posizioni free-vax ma ultimamente ha commesso quello che per molti sostenitori della libertà di scelta è un “tradimento”. Tra le fila dei candidati alle europee per il PdF, spiegano sulle bacheche e nei gruppi no/boh/anti-vax c’è chi alle politiche del 2018 era candidato con Alternativa Popolare, la lista dell’odiatissima ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Ecco quindi che il presunto boicottaggio sarebbe una reazione al “tradimento” di Radio Informazione Libera che ha dato ampio spazio ad un esponente del partito di Adinolfi. Candidato che non sarebbe uno degli ex-Lorenzin ma che però è considerato responsabile lo stesso dei “crimini” dell’ex ministra della Salute. Come capita spesso: c’è sempre qualcuno più puro di te che ti epura. E nel movimento dei genitori che vogliono i vaccini “liberi” e puri da contaminanti non poteva essere altrimenti.

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