Fact checking

Il M5S e il complotto delle Iene per danneggiare Fico (e fare un favore a Berlusconi)

Il complicato rapporto dei 5 Stelle con la libertà di stampa si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la messa in onda del servizio delle Iene sulla colf che lavora in nero nella casa della compagna del Presidente della Camera le reazioni ufficiali del MoVimento si limitano ad un comunicato congiunto dei capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli che esprimono la loro solidarietà a Roberto Fico “in queste ore oggetto di strumentali attacchi politici privi di fondamento”.

Il MoVimento 5 Stelle fa quadrato attorno a Roberto Fico

Altrove però la musica è diversa. La senatrice napoletana Paola Nugnes si dice disgustata e va subito dritta al punto: la colpa è tutto della “buona vecchia legge” sul conflitto d’interessi che ancora non c’è. Scrive la senatrice pentastellata che «Se una parte politica possiede uno strumento di informazione, tipo una o più tv, e se questo strumento di informazione viene usato sistematicamente contro un’altra forza politica, c’è conflitto di interessi». Bisognerebbe poter distinguere tra “inchiesta giornalistica” con un interesse pubblico e “incursione nella parte più privata delle persone”. La Nugnes però coraggiosamente non vuole entrare nel merito, preferisce esprimere un desiderio, quello di «essere certa che l’azione giornalistica in questione non sia manovrato da interessi politici, che non sia strumento di alcuni contro altri».

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Il partito che ha strumentalizzato costantemente ogni intercettazione di un personaggio politico e che ha chiesto ed ottenuto le dimissioni di una ministra (Federica Guidi) per una vicenda che poi è stata giudicata penalmente irrilevante, si scopre non solo ultra garantista (in fondo non c’è nulla di penalmente rilevante nemmeno qui) ma addirittura punta il dito contro la trasmissione che ha rivelato la vicenda della colf in nero. Inutile poi ricordare che alle Iene abbia lavorato a lungo uno pentastellato di “altissimo livello” come Dino Giarrusso, autore ad esempio di un servizio sulle primarie “truccate” del PD a Napoli e a Roma.

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Anche un’altra deputata M5S di Napoli, Carla Ruocco, prende le difese di Fico condividendo un post del senatore M5S Gianluca Ferrara che accusa le Iene di essere tali «solo con il M5S» mentre sarebbero «dolci koala con il “delinquente naturale ” Silvio Berlusconi». Perché le Iene si occupano della colf di Fico invece che guardare in casa Mediaset e interessarsi degli affari e dei guai del loro “padrone”? Perché tormentare gli onesti e lasciare tranquilli i delinquenti?

La vignetta di Marione sulle Iene “serventi”

Giù le mani da Fico, scrivono i pentastellati, soprattutto se a gettare fango sul Presidentissimo della Camera sono le Iene “serventi” dell’omonima trasmissione. Il nervosismo a 5 Stelle è ben rappresentato da una vignetta di Marione che ritrae il leader di Forza Italia mentre tiene al guinzaglio una iena. Una chiara allegoria dell’informazione addomesticata delle Iene. Visto che le Iene sono “pagate da Berlusconi” è ovvio che non solo non mordano la mano del padrone ma che si cimentino ad attaccare il MoVimento.

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C’è da ricordare però che già in passato l’autore del servizio, la iena Antonino Monteleone, era stato vittima dell’odio a 5 Stelle a causa di un servizio dove rinfacciava a Di Maio di aver cambiato idea sull’incontro televisivo con Matteo Renzi. Anche all’epoca Monteleone e le Iene venivano definiti “servi” anche grazie alle uscite di Di Maio che aveva apostrofato l’inviato Mediaset dicendogli “una volta eri un giornalista serio” oppure “ma tu sei passato alle Iene? Prima facevi il giornalista”.

Quando parte l’hashtag #FicoDimettiti?

Inutile ricordare che nei cosiddetti “paesi civili” fonte d’ispirazione per il partito degli onesti ministri e politici scoperti a pagare in nero le colf si sono dovuti dimettere. Fico invece se l’è cavata dicendo che si tratta sostanzialmente di “beneficienza”. E gli elettori non hanno sentito il bisogno di  chiedere ulteriori spiegazioni. In fondo hanno creduto alla storia del Presidente della Camera che va in ufficio in autobus.

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Simpatizzanti e attivisti a 5 Stelle oggi parlano di fantomatici “dossier” di cui Berlusconi sarebbe in possesso e che utilizzerebbe per attaccare coloro che vogliono mettere le mani sul conflitto d’interesse. Non è un caso, nota un elettore pentastellato, che l’attacco a Fico giunga proprio dopo che il Capo Politico del MoVimento “ha detto pubblicamente come stanno le cose sul Berluska con le sue tv”. Ovvero cose che tutti dicono da vent’anni.

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C’è chi invece ci spiega che la storia non è vera perché l’unico “che ci ha messo la faccia” è Fico mentre gli altri potrebbero essere chiunque. Il che ovviamente è assurdo, perché Fico sarà anche apparso in video “con la sua faccia” ma non è che ha chiarito granché della situazione. In ossequio al principio della trasparenza quanno ce pare Fico ha preferito dire che si tratta di “un’amica” della compagna con cui si scambiano favori. Una versione che è smentita non dalle Iene ma dalla stessa colf che ha ammesso di essere stata pagata.

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Su Twitter le dimensioni del complotto diventano epocali. Le Iene si sarebbero coordinate con Renzi perché “guardacaso” il servizio su Fico è andato in onda proprio quando l’ex Segretario del Partito Democratico era in televisione da Fabio Fazio (che però lavora per la Rai e non per Mediaset, ma sono dettagli). Per altri invece non si tratterebbe altro che di una nuova puntata del “metodo Boffo” (una vicenda che ha visto coinvolto Il Giornale  ma non le Iene).

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Il benaltrismo è servito quando qualcuno invece che pretendere chiarezza e trasparenza da Fico, in fondo si tratta solo di uno dei valori fondanti del M5S, puntano il dito contro gli  onorevoli che non pagano i collaboratori (ma chi, l’ex deputato M5S Paolo Bernini?) oppure i giornalisti che non pagano i portaborse (??) fino alla storia dei VIP (quali?) che pagano i contributi per 2 giorni a settimana. Purtroppo è una “STORIA LUNGA” e non ci sta nello spazio dei tweet.

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I 5 Stelle, che se Fico fosse stato di un altro partito non avrebbero perso tempo a far partire l’hashtag #FicoDimettiti sono impegnati in una strampalata difesa d’ufficio dell’eroe della gente. Ed ecco che vengono pubblicate le prime “prove” del complotto: Monteleone si è girato verso la telecamera mentre intervistava Fico!!1 Almeno così non potranno accusarlo di non averci messo la faccia.