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Cosa c’è dietro Roberto Fico che va alla Camera in autobus

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Il nuovo Presidente della Camera, Roberto Fico (per alcuni “Lauro Boldrino“) non perde “le buone abitudini”. Come spiegava questa mattina l’Huffington Post oggi infatti Fico è arrivato a Montecitorio in autobus. Il Presidente-cittadino (perché gli altri non lo erano) «non sembra voler derogare al “low profile” che vuole imprimere al suo mandato». Direzione Camera dei Deputati ha scritto su Instagram il primo deputato del MoVimento 5 Stelle ad essere eletto Presidente della Camera. A corredo della didascalia una foto di un Fico sorridente che scende da un mezzo ATAC.

Le buone abitudini di Fico? Prendere il taxi

Le cronache raccontano che oggi Fico è arrivato in treno da Napoli dove era sceso da Roma (classe Standard fanno sapere) per festeggiare con parenti e amici l’elezione  Dalla stazione Termini ha poi preso l’autobus (l’85) e si è accomodato nella parte posteriore, come tutti i cittadini. Finalmente un Presidente cittadino tra i cittadini insomma. Uno di quelli che rinuncia all’auto blu e a tutti i privilegi della sua carica per vivere come tutti gli altri. La svolta pauperista della terza carica dello Stato ovviamente piace. Nessuno però ricorda di quando Fico ci spiegava di essersi dimezzato lo stipendio (falso) e voleva dimostrare che i 5 Stelle non si erano arricchiti con la politica (nel suo caso passando da 0 a 98mila euro all’anno). Al Fatto Fico ha detto che tutto deve rimanere normale, semplice e umile: treno e tassì.

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In realtà per il suo primo giorni di lavoro da Presidente della Camera Fico ha scelto l’autobus, ma la sua non è “una vecchia abitudine”. Per scoprirlo basta dare un’occhiata ai rendiconti di Fico pubblicati sul sito Tirendiconto del M5S. Da questi si evince che Fico molto raramente utilizza l’autobus o la metropolitana. Preferisce invece spostarsi in taxi avendo rendicontato zero euro per le spese dei biglietti dell’ATAC tra i 150 e i 205 euro al mese per le corse in taxi.

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Credits: Mariangela Paradisi

Fico poi spende poco meno di duemila euro al mese per l’affitto, il che ci fa pensare che sia solito prendere il taxi il lunedì quando rientra da Napoli, per andare a Montecitorio. Probabilmente poi abita in una zona abbastanza centrale e non ha bisogno di utilizzare i mezzi pubblici durante la settimana. Il fatto che però utilizzi spesso e volentieri il taxi ci fa pensare che la buona abitudine sia il taxi, non l’autobus. Se guardiamo poi anche i rendiconti di altri deputati o senatori a 5 Stelle (ad esempio la romana Paola Taverna o Danilo Toninelli) scopriremo che in pochi sono soliti utilizzare l’autobus o la metropolitana.

No, Roberto Fico non ha rinunciato alla scorta

E dagli importi rendicontati si evince che non ne facciano un uso regolare e abituale. Perfino un uomo della ggente come Alessandro Di Battista non rendiconta spesso le corse dell’ATAC. E il motivo della disaffezione degli eletti a 5 Stelle per autobus e metropolitane (a parte qualche sporadica photo opportunity) lo si può trovare in questa interrogazione al Senato del 2016 dove tutto l’arco parlamentare si lamentava dello stato del trasporto pubblico locale a Roma.

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Fonte

Siamo quindi alle solite. Alla foto di Di Battista che addenta una focaccia sugli scalini del Palazzo e poi rendiconta 1.500 euro al mese di spese tra alimentari, pranzi, cene e colazioni al bar. Il nuovo potere vuole sempre mostrarsi vicino ai cittadini, gente tra la gente. Era già successo a Renzi quando disse che la sua scorta “sarebbe stata la gente” e poi per tre anni abbiamo visto i pentastellati rinfacciare a Renzi il ricorso alla scorta.

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Già oggi circolano foto di Fico tra la “folla” (per lo più giornalisti e addetti alla sicurezza in borghese) che vengono usate per dimostrare che il Presidente della Camera avrebbe rinunciato alla scorta.

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Il parlamentare M5S Luigi Gallo saluta la nuova era

Ovviamente non è così, perché la legge 133/2002 stabilisce che è il Ministero dell’Interno ad assegnare i servizi di scorta e che non è facoltà del Presidente potervici rinunciare. Insomma la scorta è un obbligo (e ci mancherebbe altro) e chiunque guardi i video di Fico sulla linea 85 si renderà conto che il Presidente è costantemente seguito nei suoi spostamenti dalla scorta. Come è giusto che sia e non c’è nulla di scandaloso in questo.

Foto copertina via Instagram

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