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E la Lega dell’«orgoglio italiano» decise: prima i ponti sul Po

Un viadotto è crollato due giorni fa in Liguria, nella regione ci sono almeno altri sei ponti autostradali a rischio, in tutto il territorio italiano le opere che necessitano di manutenzione urgente sono almeno 1.918 ma per la Lega la priorità sono i ponti sul Po. Perché come dicevano qualche anno fa “Prima il Nord”

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Due giorni fa in Liguria è crollato un viadotto sull’autostrada A6 Torino-Savona. Ieri è stato deciso di chiudere l’A26 mentre un’altra  voragine  si è aperta sulla Torino-Piacenza. Complessivamente tra Piemonte e Liguria sono otto i viadotti considerati a rischio crollo. Eppure quando era al Governo la Lega si è interessata più di altri ponti e viadotti: quelli sul Po, il fiume sacro ai padani, per anni scenografia di riti a base di  ampolle d’acqua raccolte alle pendici del Monviso.

L’emendamento leghista per finanziare la manutenzione dei ponti sul Po

A occuparsene fu all’epoca della legge di Bilancio 2019, la famosa “Manovra del Popolo”, la deputata leghista Elena Lucchini. La Capogruppo della Lega in Commissione Ambiente, Territorio, Lavori pubblici presentò un emendamento che stanziava 250 milioni di euro per la costruzione di nuovi ponti sul Po. Un contributo pari 50 milioni di euro l’anno dal 2019 al 2033, ma solo per la manutenzione (o la costruzione ex novo) di ponti sul sacro fiume. Eppure – ricorda oggi su Repubblica Fabio Tonacci – quelli non erano certo gli unici ponti o viadotti a rischio visto che dopo la tragedia del Ponte Morandi l’Unione delle Province aveva individuato 5.931 opere monitorate che necessitano di interventi per i quali erano stati calcolati 2 miliardi 454 mila euro. elena lucchini emendamento ponti po lega - 1

Di queste 1.918 avevano bisogno di interventi urgenti, essendo considerate in “priorità 1” e già soggette a limitazioni del traffico, per un valore di 730 milioni di euro. C’erano poi secondo l’UPI altre 14.089 opere da sottoporre ad indagini tecnico – diagnostiche. Per il governo Lega-M5S la priorità però era un’altra, perché si decise di stanziare i fondi solo per il bacino del Po. Eppure dalla mappa elaborata dall’Unione delle Province si vede chiaramente come i viadotti e i ponti ammalorati considerati in “priorità 1” siano uniformemente distribuiti in tutta la penisola, al Nord come al Sud.

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L’obiettivo principale per l’onorevole Lucchini (che è segretario della Lega a Voghera) era finanziare la costruzione di un nuovo Ponte della Becca (in provincia di Pavia) alla confluenza tra Po e Ticino. In un post del 24 settembre scorso spiega che le risorse messe a disposizione dal suo emendamento serviranno a finanziare 34 interventi dei 258 in graduatoria (compreso il nuovo ponte). Ma quei soldi non erano ancora arrivati, perché – scriveva l’onorevole leghista – «l’ex ministro Toninelli ha più volte fatto slittare» la conferenza unificata rinviando l’approvazione dei finanziamenti inseriti in graduatoria. Insomma l’emendamento padano Il M5S da parte sua per ora è rimasto lettera morta. invece accusava il “vecchio partner di governo” per la mancata pubblicazione del decreto di riparto dei fondi. E alla fine i ponti sul Po sono rimasti a bocca asciutta.

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