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Lamorgese batte Salvini cinque a uno sui ricollocamenti

alessandrodamato|

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I migranti ricollocati dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sono cinque volte di più rispetto a quelli ricollocati da Matteo Salvini nel 2019. Il Capitano era quello che prometteva che avrebbe rimpatriato 600mila “clandestini” l’anno, ma Lamorgese prima in un mese ha ottenuto più di Salvini in un anno e poi ha stipulato l’accordo di Malta con altre nazioni europee che oggi sta funzionando.

Lamorgese batte Salvini cinque a uno sui ricollocamenti

Alessandro Mantovani oggi sul Fatto Quotidiano spiega che mentre sull’arrivo dei migranti con i barchini l’esecutivo non può fare nulla,  quel che il governo può e deve fare è ricollocare i richiedenti asilo nei Paesi europei, almeno quelli soccorsi in alto mare da ong e altri, secondo la strategia degli accordi avviata dal Conte 1 con Salvini e proseguita dal Conte 2 con Lamorgese. E qui i numeri, ammesso che si possano ridurre persone e destini a numeri, danno ragione alla ministra Lamorgese.

NEI PRIMI otto mesi del 2019, quando al Viminale c’era Salvini, secondo il ministero dell’Interno sono stati ricollocati in Europa 85 richiedenti asilo. Meno di undici al mese. Tutte le volte il presidente del Consiglio Giuseppe Conte doveva concordare le “quote ”, magari mentre il vicepremier leghista strepitava e lasciava le navi in mare anche in pieno inverno. Negli ultimi quattro mesi, cioè dell’insediamento a settembre del Conte 2 e di Lamorgese al Viminale, i ricollocamenti effettivi sono stati 196, cioè 49 al mese.

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Il patto di Malta e la ridistribuzione dei migranti (Corriere della Sera, 2 dicembre 2019)

È in parte l’attuazione di accordi precedenti, come sottolineato nei giorni dagli ex sottosegretari leghisti. Per tutta una fase, infatti, erano rimasti sulla carta, come indicò per primo Matteo Villa dell’Ispi. Ora i più solerti sono i francesi,Spagna e Portogallo fanno la loro parte in misura minore e nel loro piccolo anche Malta e Lussemburgo e a volte la Finlandia. La Germania molto meno, come hanno scritto il 4 dicembre Maria Maggiore e Nico Schmidt di Investigate Europe e sul Fattoe sulla Berliner Tageszeitung, sottolineando che il governo tedesco non aveva iniziato a trasferire neppure i 53 sbarcati a giugno con la Sea Watch 3 comandata dalla tedesca Carola Rackete.

Secondo il Viminale dovrebbero partire per la Germania altre 149 persone entro Natale: così i ricollocati salirebbero a 345 in quattro mesi, quindi 86 al mese contro gli 11 di Salvini.

L’accordo di Malta firmato da Lamorgese funziona

Intanto, spiega Il Fatto, comincia a funzionare il preaccordo sugli sbarchi firmato a Malta il 23 settembre da Lamorgese con i ministri degli Interni di Francia, Germania, Italia, Finlandia e appunto Malta per una ripartizione parziale ma automatica: “Il rapporto tra migranti “ricollocati”e“quote” offerte dai Paesi europei è all’82 per cento. Ora l’obiettivo è rispettare il termine di quattro mesi dallo sbarco”. Anche il Corriere della Sera il 2 dicembre scorso spiegò che l’accordo cominciava a funzionare:

Il 24 novembre è giunta a Messina la Ocean Viking con 212 migranti, due giorni dopo la Open Arms ha portato a Taranto 62 stranieri (11 erano stati prelevati prima) e sempre il 26 novembre la Aita Mari ha attraccato a Pozzallo con 78 persone. In tutti i tre casi è stato applicato l’articolo 8o del Trattato di fondazione dell’Unione che sancisce il principio di «solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri». Ed è scattata la divisione: la Germania ha accettato 69 richiedenti asilo, mentre 90 andranno in Francia. A loro si sono aggiunti la Spagna con 25 stranieri, il Portogallo 20 e l’Irlanda 6.

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Il percorso è avviato e adesso si sta trattando con Cipro, Lussemburgo e Grecia, ma anche con la Romania per ampliare la rosa di chi accoglie. Secondo i dati forniti dal Viminale «nel 2019 sono stati trasferiti con ricollocamenti 262 migranti, 172 di quali dopo il 5 settembre», dunque dopo l’insediamento del governo Conte 2 e l’uscita di Matteo Salvini dal Viminale. Negli ultimi tre mesi «i trasferimenti con ricollocamento sono stati 172 (57 al mese) che comprendono anche le quote offerte precedentemente dai Paesi Ue». Una media molto più alta di quella registrata tra giugno 2018 e agosto 2019 quando «i migranti trasferiti con ricollocamento sono stati 238 (16 al mese)».

Come abbiamo spiegato, a dispetto dei moltissimi sommelier degli accordi internazionali sui migranti nati non appena Salvini è uscito dal Viminale, all’epoca del Capitano invece funzionava così:

– Veniva avvistata una nave con naufraghi a bordo o questa chiedeva un porto sicuro
– Salvini partiva con la prima diretta su Facebook in cui negava il porto sicuro e diceva che dovevano passare sul suo cadavere
– Partiva un’interlocuzione di Conte con il resto d’Europa per risolvere il problema mentre Salvini sorseggiava un mojito al Papeete
– Appena finito il mojito, Salvini tornava in diretta su Facebook per ribadire che quelli non sarebbero mai sbarcati, stavolta no, signora mia
– I social media manager di Salvini intanto si affrettavano a cancellare dalla diretta su Facebook i commenti che ricordavano a Salvini che anche l’altra volta aveva detto così e alla fine erano sbarcati
– Conte ci provava, la Chiesa ci provava, Salvini continuava a sorseggiare mojitos
– Alla fine sbarcavano tutti.

Questa procedura veniva ampiamente rispettata anche negli ultimi giorni di Salvini al Viminale.  Il 2 settembre scorso, mentre era ancora in carica come ministro dell’Interno si era verificato lo sbarco di 31 naufraghi dalla Mare Jonio. Quello stesso giorno l’ex ministro annunciava il sequestro di una nave di una ONG tedesca, ovvero la Eleonore. Quello che Salvini non diceva ai tontoloni che credono alla propaganda del Capitano era che quella nave aveva in carico 104 persone che sono tutte sbarcate in Italia. Ancora: il 7 giugno 2019 62 persone soccorse in acque SAR maltesi dal rimorchiatore Asso 25 sono state fatte sbarcare a Pozzallo. Da chi? Da Salvini. Ne sono sbarcati 192 il 2 giugno (ma forse Salvini era impegnato a litigare con Fico) e 117 il 3 giugno. Per fortuna adesso non c’è più al Viminale qualcuno che usava gli sbarchi per fare politica. Per questo adesso le cose funzionano.

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