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La standing ovation del parlamento italiano a Zelensky

neXt quotidiano|

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È stato accolto come già successo durante il suo intervento al Congresso USA, al Parlamento britannico e al Bundestag tedesco. Il collegamento-video in diretta di Volodymyr Zelensky alla Camera è iniziato alle 11, tra gli applausi e la standing ovation dei parlamentari italiani che si sono recati in Aula a ranghi quasi compatti.


Nel suo messaggio, il presidente ucraino ha ringraziato l’Italia per gli aiuti (anche a livello umanitario) inviati al suo popolo. I leader  presenti in aula alla Camera: Enrico Letta è al suo posto, di fianco alla capogruppo Serracchiani. Matteo Renzi ha intrattenuto un gruppo di deputati di IV, seduto tra i banchi. Matteo Salvini e Giorgia Meloni presenti. Il presidente della Camera Roberto Fico prima dell’intervento del presidente ucraino si è rivolto a lui spiegando:  “Ora, Presidente Zelensky, ascolteremo dalla sua voce qual è l’attuale situazione nel suo Paese, quali sono le prospettive di negoziato, quale contributo può dare l’Italia, insieme ai suoi partner atlantici ed europei, per favorire il ristabilimento della pace”. La presidente del Senato Casellati ha invece espresso vicinanza al popolo ucraino: – “Le esprimo insieme al saluto del Senato sentimenti di vicinanza e di profonda e ammirazione per il coraggio del popolo ucraino”. Zelensky ha esordito ringraziando il popolo italiano, il parlamento e i presidenti. Ha spiegato di aver parlato oggi con Papa Francesco che a dire del presidente ha detto di capire la difesa anche con le armi dell’Ucraina. A papa Francesco “io ho risposto che il nostro popolo è diventato l’esercito”, ha aggiunto. Poi ha parlato della distruzione e della tragedia di Mariupol chiedendo agli italiani di immaginare una città come Genova ridotta allo stesso modo dai bombardamenti e dalle truppe dell’esercito russo: “L’invasione russa sta distruggendo le famiglie, la guerra continua a devastare citta ucraine, alcune sono completamente distrutte come Mariupol, che aveva mezzo milione di abitanti, è come Genova, immaginate Genova completamente bruciata”. Poi Zelensky ha ricordato la vicinanza dell’Ucraina all’Italoa: “Gli ucraini sono stati vicini a voi durante la pandemia, noi abbiamo inviato medici e gli italiani ci hanno aiutati durante l’alluvione. Noi apprezziamo moltissimo ma l’invasione dura da 27 giorni, quasi un mese: abbiamo bisogno di altre sanzioni, altre pressioni” e proiettando verso il futuro l’amicizia tra i nostri paesi:  “Dovete fermare la crisi alimentare, le uccisioni perche’ la guerra deve finire al piu’ presto, dobbiamo proteggere le famiglie ucraine, bonificare il territorio dalle mine e ricostruire l’Ucraina dopo la guerra, con voi, insieme nell’Ue”. Ha poi spiegato quanti profughi sono già fuggiti dal paese sottolineando “L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo, loro vogliono entrare in Europa ma la barbarie non deve entrare”. Alla fine del discorso del presidente ucraino c’è stata una nuova lunghissima standing ovation. “A nome del governo e mio personale voglio ringraziare il presidente Zelensky per la sua straordinaria testimonianza”, ha poi detto il premier Draghi dopo l’intervento in Parlamento del presidente ucraino Zelensky: “Oggi l’Ucraina non difende solo se stessa ma la nostra pace, libertà e sicurezza”.

Zelensky alla Camera, la standing ovation dei parlamentari

E il collegamento di Volodymyr Zelensky alla Camera oggi è stato accolto dagli applausi, ma nei giorni scorsi non erano mancate le polemiche. Alcuni parlamentari – in special modo nell’alveo del MoVimento 5 Stelle, compresi ex eletti pentastellati ora passati ad altri gruppi, ma anche nella Lega – avevano annunciato la loro non presenza all’evento di oggi a Montecitorio. Il nome che ha fatto più rumore, alla vigilia di oggi, è quello del senatore della Lega Simone Pillon che aveva espresso perplessità su questa iniziativa.

Ma l’elenco di chi ha detto no alla “presenza” a distanza di Zelensky alla Camera è stato molto più cospicuo. Dall’universo pentastellato in essere a Montecitorio si sono alzate due voci di dissenso: da una parte il deputato Nicola Grimaldi che vorrebbe ascoltare in Aula anche la “versione di Putin”, dall’altra la “collega” Enrica Segneri che aveva annunciato la sua assenza perché il presidente ucraino avrebbe sicuramente “richiesto la no-fly zone”.

La galassia pentastellata, multi-frammentata, conta anche i nomi di quei parlamentari eletti con il MoVimento 5 Stelle e poi fuoriusciti (o cacciati). E proprio lì si trovano i nomi di chi ha detto no alla conferenza di Zelensky alla Camera. La voce più roboante – non per “peso politico”, ma per paradossi cospirazionisti – è quella della senatrice no vax Bianca Laura Granata che sui social prosegue nella sua compagna di disinformazione (come fatto sulla pandemia e sui vaccini), pubblicando storie irrazionali. Non a caso, è finita anche nel mirino dei servizi di intelligence italiani. Lei preferiva e preferisce Putin.