Politica

Nicola Grimaldi, il deputato M5S che vorrebbe ospitare Putin in videoconferenza alla Camera

@Massimiliano Cassano|

nicola grimaldi giuseppe conte putin parlamento camera zelensky

Martedì prossimo alle 11 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlerà in videocollegamento alla Camera dei deputati, dopo essere già stato ascoltato dai parlamentari di altri Paesi come ad esempio quelli del Regno Unito o degli Usa. L’intervento è stato sollecitato dall’ambasciata di Kyiv e il presidente dell’aula di Montecitorio Roberto Fico si è detto immediatamente favorevole, nonostante alcuni parlamentari non fossero del tutto convinti della bontà dell’iniziativa. Tra questi Nicola Grimaldi del Movimento 5 Stelle, che in un’intervista ieri a Repubblica ha precisato di non essere contrario a prescindere: “Bene Zelensky, ma bisogna sentire anche l’altra parte, per capire la situazione. Mi piacerebbe che parlasse alla Camera anche Putin”.

Nicola Grimaldi, il deputato M5S che vorrebbe ospitare Putin in videoconferenza alla Camera

Grimaldi era tra gli astenuti durante il voto sul decreto che sanciva l’invio di armi all’Ucraina perché non crede che “spedire armi letali all’Ucraina sia risolutivo per il conflitto”. Soluzioni semplici, però, non ce ne sono: “Credo che la pace debba passare dal negoziato, dalla diplomazia, bisogna spingere in questo senso, ma mi rendo anche conto che è quasi impossibile trattare con la Russia in questo momento, mentre continuano gli attacchi”. Tra le opzioni sul tavolo, secondo il deputato M5S, dovrebbe esserci l’intervento dei Caschi Blu delle Nazioni Unite, soluzione difficilmente praticabile visto che Putin ha potere di veto in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Grimaldi ha anche dato disponibilità a partire per l’Ucraina in quanto “medico e volontario dell’Associazione Medica Internazionale di Lourdes”. “Sono in contatto con la Farnesina – spiega – che ha sconsigliato la missione, per ragioni di sicurezza. Devo sentire in queste ore il presidente della Giovanni XXIII, per capire come organizzarci. Io vorrei partire, ma in un quadro di sicurezza per tutti. C’è un altro pericolo, poi: se per caso feriscono un parlamentare italiano, si rischia di coinvolgere anche il nostro Paese nel conflitto”.