Opinioni

La brutta fine del sovranista che voleva vendere l’Austria ai russi

Heinz-Christian Strache è stato cacciato ieri ufficialmente dall’FPOE. Il sovranista che voleva vendere l’Austria ai russi è stato accompagnato alla porta da Norbert Hofer, l’ex candidato presidente dell’Austria, indagato per le spese pazze e diventato famoso sui media internazionali per essersi fatto incastrare in un video segreto su un’isola spagnola, mentre offriva a una finta oligarca russa appalti pubblici e altri favori illeciti, in cambio di sostegno economico alle elezioni 2017. Uno scandalo che ha fatto saltare il governo a Vienna con i popolari di Sebastian Kurz ed è costato la carriera all’ex falco populista, antimigranti e vicino, in gioventù, ai movimenti filonazisti.

heinz christian strache matteo salvini

 

Ieri  il partito ha voluto spettacolarizzare la sua espulsione, ricordando i plafond mensili da 10 mila euro che Strache aveva a disposizione dal partito, e che pare spendesse per i lussi personali e quelli della moglie Philippa (anche lei candidata a settembre e al momento sospesa dall’Fpö) e i 2500 euro di affitto garantito: «Il partito era ufficialmente una lavatrice di scontrini per lui», spiega laconico l’altro leader Fpö, Herbert Kickl. Si tratta del secondo scandalo che ha investito Strache, proprio alla vigilia delle elezioni che hanno visto il tracollo dell’FPOE e il trionfo di Sebastian Kurtz, che però deve ancora trovare un accordo con i Verdi per poter varare il suo governo. Strache adesso potrebbe varare un proprio movimento che vale il 3% alle urne secondo i sondaggi, per correre come sindaco di Vienna. Non ce la farebbe ma tornerebbe in politica e ruberebbe voti al suo ex partito. Senza però essere più l’ago della bilancia della politica austriaca. Quei tempi sono finiti, la destra sovranista ha un destino segnato. E la storia potrebbe ripetersi anche in altri luoghi.

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Mario Neri

Mario Neri è uno pseudonimo. La foto di Cattivik che usa come immagine del profilo lo rappresenta pienamente