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I due giornalisti che hanno denunciato Moscovici e Oettinger per aver fatto salire lo spread

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Due giornalisti che collaborano alla realizzazione del programma Rai “La vita in diretta”, Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso, hanno deciso di denunciare il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici e il Commissario per il bilancio e le risorse umane Günther Oettinger per le loro dichiarazioni sull’Italia che «hanno pesantemente turbato i mercati». Secondo i due giornalisti dal momento che quelle dichiarazioni non sono ufficiali le parole pronunciate dai due commissari sulla situazione italiana con i mercati aperti «hanno modificato l’andamento degli stessi, incidendo in modo significativo sulla fiducia e l’affidamento che il pubblico pone nella stabilità patrimoniale di banche e gruppi bancari, alterando contestualmente il valore dello spread italiano».

I due giornalisti della Rai che hanno deciso di denunciare Moscovici e Oettinger

A raccontare la surreale vicenda è il quotidiano la Verità dove Lo Basso spiega che la denuncia è stata presentata perché «sbigottiti per la noncuranza con cui venivano fatte quelle dichiarazioni». Secondo Lo Basso oltre alla turbativa dei mercati in linea teorica «è ipotizzabile anche l’aggiotaggio». Vale a dire che Oettinger o Moscovici avrebbero addirittura tratto un vantaggio personale dalle loro dichiarazioni e dalla salita dello spread Btp/Bund. Un’accusa che – seppur teorica – è molto grave.

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Secondo i due denuncianti le dichiarazione dei due membri della Commissione Europea sono state rese alla stampa prima che il governo italiano rendesse noto il contenuto della manovra economica. Poco importa ovviamente che autorevoli membri dell’esecutivo gialloverde avessero anticipato ampiamente con dichiarazioni ai giornali, in televisione e su Facebook quello che sarebbe stato scritto nel Documento Programmatico di Bilancio. Per giorni abbiamo assistito al balletto di cifre sul deficit e alla “guerra” tra il ministro Tria e i suoi colleghi sul deficit al 2.4%.

Le accuse ai commissari europei “colpevoli” di aver fatto salire lo spread

Se le dichiarazioni di Moscovici e Oettinger hanno fatto salire lo spread, cosa che per altro è tutta da dimostrare, allora bisogna quantomeno denunciare anche i membri dell’esecutivo che hanno mandato in fibrillazione i mercati attaccando le istituzioni europee o semplicemente avanzando una manovra che tutti giudicano insostenibile per il nostro Paese. Che dire allora dei numerosi “avvisi” dati dalle agenzie di rating su un possibile downgrade del debito sovrano dell’Italia? Anche loro si meritano una bella denuncia. A mettere a rischio i conti pubblici e i risparmi degli italiani non sono le dichiarazioni dei Commissari europei, per altro ampiamente previste e prevedibile. La vera causa della salita dello spread è la politica economica del governo Conte-Salvini-Di Maio.

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La home page del sito dove poter scaricare la denuncia contro Moscovici e Oettinger

Per giorni la manovra annunciata dal balcone di palazzo Chigi è esistita solo nelle dichiarazioni del membri del governo e lo spread aveva già dato segni di “irrequietezza” molto prima anche se nella maggioranza c’era chi ostentava un incredibile entusiasmo (senza aver capito cosa stava dicendo) oppure invitava a comprare titoli di Stato. Secondo i due denuncianti invece sono dichiarazioni come quella di Moscovici del primo ottobre («il 2,4% è una deviazione molto molto ampia») oppure quella di Oettinger del 17 ottobre («la commissione Ue rigetterà la manovra del bilancio italiano») ad aver causato i principali problemi per l’Italia. Ma se è vero che il fatto che la Commissione non abbia gradito la manovra ha contribuito a far salire lo spread i mercati non avevano certo bisogno di Moscovici per decidere se era ancora conveniente scommettere sul nostro Paese. Che ricordiamo è un paese fortemente indebitato che fatica a rifinanziare il proprio debito pubblico e che ha deciso di fare ancora altro debito. Cosa succederà ora? La Procura indagherà, così come ha fatto quella di Trani sulle agenzie di rating (tutte assolte nonostante quello che ha detto Grillo a Roma domenica). E i cittadini potranno partecipare ad una “class action penale” scaricando il modulo per la denuncia da un sito che non è ancora online.

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