Economia

Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR): la vera storia dietro l’attacco di M5S e Lega a Bankitalia

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La sigla è FIR e significa Fondo Indennizzo Risparmiatori: c’è questo dietro la guerra scatenata da Lega e MoVimento 5 Stelle a Bankitalia e a Luigi Federico Signorini. Dietro l’ostilità nei confronti di via Nazionale c’è la fregatura che Di Maio e Salvini stanno dando ai risparmiatori truffati dalle banche che attendono i loro soldi: gli hanno promesso un rimborso ma la legge che è stata varata manca dei decreti attuativi e per questo sono stati contestati a Vicenza (e hanno reagito attaccando Bankitalia e Consob).

I decreti attuativi tardano perché sulla norma è in atto una trattativa con l’Europa: la Commissione europea si appresta a bocciare quella misura prima delle elezioni europee di maggio perché il Fondo, istituito in quel modo e gestito con i criteri introdotti nella legge di Bilancio, si configura come aiuto di Stato. Questo perché Lega e M5S hanno modificato il testo rendendo più “facile” l’accesso all’indennizzo. In un primo momento, infatti, la legge stabiliva che sarebbe stato un collegio arbitrale a stabilire se il singolo risparmiatore avesse diritto o meno al rimborso. Un soggetto terzo, dunque, collegato ad un organo istituzionale imparziale come la Consob.

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L’operazione salvabanche (Corriere della Sera, 23 novembre 2015)

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Per evitare le proteste, invece, l’arbitrato è stato cancellato e la procedura è stata corretta in questi termini: con decreto del Ministro dell’Economia «è istituita una commissione tecnica per l’esame e l’ammissione delle domande all’indennizzo del Fir, composta da nove membri in possesso di idonei requisiti di competenza, onorabilità e probità». Questa commissione può stabilire solo se nel periodo previsto, il risparmiatore era in possesso di azioni o obbligazioni della banca fallita. L’indennizzo cosi si trasforma in un semplice ristoro.

Il fondo è stato dotato di 500 milioni per tre anni, che non basterebbero in ogni caso per tutti. Ma è difficile che quei soldi possano essere toccati: l’Italia  già sotto osservazione per la recessione tecnica in cui è precipitata, per la mancata crescita rispetto alle previsioni e la probabile necessità di intervenire con una manovra correttiva già in estate, non potrà opporsi alla bocciatura della Commissione. Se non a rischio di subire un richiamo o una procedura che indebolirebbe ulteriormente il nostro Paese. Per questo Salvini e Di Maio stanno facendo casino su Signorini e su Bankitalia: perché non sanno che pesci pigliare per non essere accusati di tradimento da quelli che li hanno votati.

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