Economia

I grillini vogliono cacciare il funzionario di Bankitalia che bocciò il reddito

Luigi Federico Signorini bankitalia

Ci dovrebbe essere quantomeno la decenza a fermare i grillini che vogliono mandare via Luigi Federico Signorini, il dirigente di Bankitalia e componente del Direttorio di Via Nazionale sul quale è partita una caccia all’uomo. Perché il M5S ha fatto un dossier su Signorini (un’abitudine per i pentastellati) nel quale però si nota soltanto desolazione: gli imputano di aver avuto simpatie di sinistra da giovane e di aver bocciato il reddito di cittadinanza in audizione alla Camera. «Una misura dagli effetti graduali e modesti», il suo giudizio. Racconta Antonella Baccaro sul Corriere:

Signorini, fiorentino, 63 anni,sposato, laureato in Economia nella sua città e alla Harvard University, inglese impeccabile e eloquio misurato, svolge per Bankitalia il ruolo di «ambasciatore» in tutti i più prestigiosi consessi internazionali. Nell’ufficio studi di palazzo Koch il giovane Signorini entra a 27 anni, dopo aver svolto, durante gli studi, altri lavori che nel curriculum ha il vezzo di non celare: giornalista, insegnante, consulente legislativo regionale.

Ildossier su di lui gli attribuirebbe simpatie giovanili a sinistra. Niente che possa trasparire oggi dai suoi discorsi pubblici: solo negli ultimi due, le citazioni di Einaudi e del pensiero liberale si sprecano. Tra il 1994 e il 1996 Signorini viene nominato consulente e speech writer dal presidente del Consiglio, Lamberto Dini.

Signorini è nei guai per evidente lesa maestà:

È l’allora governatore Mario Draghi a promuoverlo alla Vigilanza nel 2008, a 53 anni. Ma non è solo per un dato anagrafico che non rientra tra i «Draghi boys». Il suo rapporto più solido è con l’attuale governatore Ignazio Visco, che lo propone alla vicedirezione generale nel 2013. Carica cessata oggi. Chi cercasse Signorini nei prossimi giorni, sa dove trovarlo. Il suo buen ritiro è la spettacolare residenza di famiglia del ’500 in Toscana.

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