Economia

Il Fatto e le due ministre a rischio rimpasto

barbara lezzi giulia grillo

Paola Zanca sul Fatto Quotidiano racconta oggi che ci sono due ministre a rischio rimpasto: Barbara Lezzi e Giulia Grillo. L’asfaltata presa dal MoVimento 5 Stelle in Abruzzo sta infatti avendo ripercussioni piuttosto forti sul governo Conte e Di Maio vuole correre ai ripari senza cacciare fedelissimi come Toninelli o Castelli:

Nel mirino ci sono alcuni degli esponenti che il capo politico ha portato a palazzo Chigi, Barbara Lezzi e Giulia Grillo su tutti. Non il gaffeur nazionale, il titolare delle Infrastrutture Danilo Toninelli: pur con tutti gli scivoloni fatti, resta un fedelissimo di Di Maio e farlo fuori proprio ora che la partita sul Tav è entrata nel vivo, finirebbe per essere un autogol.

Il rischio, sia chiaro, è preso in considerazione anche per le due ministre: cambiare, oggi, potrebbe essere preso anche come un segnale di debolezza, un prestare il fianco agli appetiti della Lega. Ma cambiare si deve. E le due donne di governo, mediaticamente poco esposte e assai deludenti agli occhi dei vertici M5S, sarebbero le caselle più facilmente “liberabili ”per fare posto a qualcuno di più efficace nella nuova narrazione con cui Di Maio vuole affrontare la campagna per le Europee.

Il simbolo degli errori, suo malgrado, è diventato Alessandro Di Battista: tornato per tirare la volata alle amministrative, è finito per spaventare gli elettori più moderati. Alcuni parlamentari l’hanno perfino chiamato per dirglielo. E lui, raccontano, ha lasciato intendere di aver capito che forse ha esagerato. Tant’è che ieri, su La7, sul punto ha risposto: “Mi sopravvalutate, nel bene e nel male”.

E non è un caso che i vertici M5S notino come una delle poche cose memorabili del ministero targato Grillo sia la destituzione del Consiglio superiore di Sanità. O che del Sud guidato da Barbara Lezzi, finora, sia rimasta soprattutto la litigata col governatore Michele Emiliano. Adesso che è arrivato il momento di “batte re sui temi nostri”, ragionano, servono volti capaci di fronteggiare l’onnipresenza salviniana. Nulla è deciso,la valutazione dei rischi è ancora in corso.

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