Politica

Processo a Di Battista nel M5S

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Ieri il MoVimento 5 Stelle ha perso la password di Facebook e per questo tutti i big hanno evitato di commentare il risultato delle elezioni in Abruzzo. Cose che capitano, spesso, ai grillini che quando c’è da dare una brutta notizia sviluppano un’allergia ai social network degna di un vecchietto che non è mai uscito dal suo paesello e intanto complottano per far cadere il governo con un incidente che garantirebbe la ricandidatura a tutti gli attuali eletti. E, soprattutto, cercano qualcuno a cui dare da colpa. Il bersaglio perfetto è Alessandro Di Battista, che sarebbe troppo movimentista. Spiega Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano:

Ma sul banco degli accusati finisce anche quello che doveva trascinare alla riscossa, Alessandro Di Battista. “Se ne è fatto un uso pessimo, solo per recuperare consensi”scandisce la senatrice Paola Nugnes. E arrivano i dardi contro “le star di cui non abbiamo bisogno”. Con Di Battista, raccontano, che non si stupisce. Ma in tanti si chiedono se sia stato mandato allo sbaraglio. Usato troppo, e troppo presto. Poi c’è anche lui, Conte, che a Politico.eu promette: “Il voto è stato chiaro, ma abbiamo 4 anni di governo davanti a noi”. Ma dall’esecutivo sono più pratici: “Così perderemo anche le prossime Regionali, a partire dalla Sardegna. E alle Europee come ci arriviamo?”.

Anche La Stampa dice che sul banco degli imputati c’è l’ex deputato. A parlare delle sue colpe però non sono i dissidenti (quelli, chissenefrega) ma i capi:

In una riunione con lo staff, con Di Maio e i suoi collaboratori, gli strateghi della Casaleggio, rispuntano i dubbi sulla strategia movimentista ritrovata con Di Battista. Qualcuno ammette: «Non ci fa sta facendo così bene». Si guarda indietro, all’ultimo mese e mezzo passato sulle barricate: il Venezuela, il sostegno ai gilet gialli, la crisi con la Francia, e ora l’attacco a Bankitalia. Sempre contro, come se il M5S fosse ancora all’opposizione, alieno da mondi dove la diplomazia e la moderazione è d’obbligo.

Oggi Di Battista sarà ancora ospite di un talk show, a Di Martedì. Ma la sua presenza potrebbe diventare meno centrale, per lasciare più spazio a Conte. «Abbiamo bisogno di figure più come la sua – si ragiona – Avete visto i sondaggi? Ha un consenso altissimo». L’unico davvero a poter competere con quello di Matteo Salvini. Con ricette che sono l’opposto di Di Battista. L’ex deputato rompe con Macron? Il premier si augura di ricucire presto con la Francia.

Così sul Venezuela e su Bankitalia, dove ha mediato per un compromesso. In molti hanno notato l’onnipresenza di Conte agli eventi organizzati da Di Maio per il reddito di cittadinanza. Cagliari, ieri, è stata invece la terza tappa di un tour in cui sta firmando contratti di sviluppo, con un occhio al Sud.

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