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Lasciarne morire uno per salvarne 100: come il decreto sicurezza bis gioca coi numeri sulla pelle dei migranti

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Matteo Salvini è il ministro-papà che lavora per gli italiani. Ma nessuno gli chiede come mai l’unico decreto – il primo Decreto Sicurezza, emanato nel settembre del 2018 –  che è riuscito a produrre in un anno di governo al momento non è ancora pienamente operativo. Sono infatti diciassette le norme da rendere attuative della prima formidabile grande fatica del Capitano. Di fatto – spiega il Sole 24 Ore – al momento solo quello sul fondo per la sicurezza urbana è stato attuato. Ma Salvini non molla, il Popolo vuole il pugno duro contro i migranti ed ecco che arriva il Decreto sicurezza bis.

Le multe alle Ong del Decreto Sicurezza bis

Il particolare più inquietante è quello contenuto nell’articolo uno del nuovo decreto. Quello che va a modificare il Testo Unico sull’Immigrazione (286/1998) introducendo il concetto di multa per chi soccorre le persone in difficoltà in mare. Per la verità il testo presentato da Salvini parla di «azioni di soccorso di mezzi adibiti alla navigazione ed utilizzati per il trasporto di migranti». Il che presuppone che il comandante di un’imbarcazione sappia che quelli che soccorre sono migranti. Inizialmente il nuovo decreto prevedeva multe da 3.500 a 5.500 euro per ogni migrante trasportato. Il nuovo testo riveduto e corretto invece parla di una sanzione amministrativa nei confronti del comandante, dell’armatore e del proprietario della nave che va da 10mila a 50mila euro.

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Nel caso di “reiterazione” con la stessa imbarcazione oppure se il numero delle persone sbarcate è superiore a cento allora alla multa si aggiunge la sanzione accessoria della confisca della nave. Il senso del provvedimento è chiaro e le sue radici affondano in mesi di dichiarazioni contro le Ong che operano nel Mediterraneo: accusate di volta in volta di guadagnare dalle operazioni di salvataggio come se fossero dei traghetti (“vicescafisti” li definisce Salvini) oppure profumatamente sovvenzionate dai poteri forti come ad esempio Soros.

Si possono salvare al massimo cento migranti alla volta

Il meccanismo è chiaro: così come con il codice di condotta dell Ong di Minniti si vuole fare in modo che le Organizzazioni non governative abbandonino l’area delle operazioni. Niente Ong, niente sbarchi è l’assunto di base (falso, perché gli sbarchi continuano, soprattutto quelli fantasma). Alla base del ragionamento non c’è tanto la considerazione del fatto che le Ong salvino vite umane ma quella – mai dimostrata – secondo la quale agirebbero da “pull factor” ovvero da fattore che attrae le partenze.

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Se so che sarò soccorso allora partirò volentieri. Ma non funziona così perché le partenze c’erano anche quando in zona non operavano le Ong. Il vero pull factor sono le condizioni di benessere della nostra società e la promessa di una vita migliore. In mare invece si muore, e da quando c’è il governo Conte si muore di più, in rapporto alle partenze.

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Si dirà che Salvini è proprio un bel cattivone. Vuole fare in modo che le Ong sospendano le operazioni, vuoi perché non hanno più soldi per pagare le multe o perché hanno la nave sotto sequestro. Ma l’idea delle multe e del numero “massimo” di migranti non è di Salvini. A quanto pare si tratta di un suggerimento arrivato da parte del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Se qualcuno pensava che il MoVimento 5 Stelle fosse un partito attento ai diritti degli ultimi si sbagliava. Del resto commentando il nuovo decreto Luigi Di Maio si era detto “deluso” perché non c’era nulla sui rimpatri (stipulare gli accordi internazionali sarebbe di competenza della Farnesina) ma aveva criticato il contenuto della norma. Ora sappiamo perché: il MoVimento 5 Stelle la voleva ancora più dura. Chissà cosa succederà ora in mare, verranno contati i migranti e il centounesimo verrà lasciato in mare? Sapendo come operano i volontari delle Ong è improbabile che accada.

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Il governo invece, sempre molto attento al potere suggestivo dei numeri, sa che fa molta più impressione lo sbarco di CENTO migranti che quello di trenta o quaranta persone. Chissà perché è stata fissata proprio a cento persone. Chissà se qualcuno al Ministero si è chiesto cosa dovrebbe fare una nave di soccorso se si trovasse di fronte ad una situazione come quella del barcone nel quale annegarono 700 persone nel 2015. Eppure che le multe alle Ong o i sequestri dopo il centesimo migrante soccorso e salvato non servono a nulla. Se ne è accorta perfino Roberta Lombardi che si lamenta che il Viminale soffia sulla paura e che la gestione della sicurezza “non si fa con le multe alle Ong”. Appunto.

EDIT delle 18:00 Stando a quanto riferiscono le agenzie il testo del DDL Sicurezza Bis ha subito una ulteriore modifica. Il “nuovo” articolo 1 stabilisce che “il ministro dell’Interno, Autorità nazionale di pubblica sicurezza, può limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica ovvero quando si concretizzano le condizioni di cui all’articolo 19, comma 2, limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti”, della Convenzione di Montego Bay. Le sanzioni passano dall’articolo 1 all’articolo 2: sempre “salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo, il comandante della nave è tenuto ad osservare la normativa internazionale”: viene tagliato però il riferimento al comandante “che nel corso della navigazione procede anche in acque internazionali ad azioni di soccorso di mezzi adibiti alla navigazione ed utilizzati per il trasporto di migranti (anche mediante il recupero delle persone ovvero il traino del mezzo)” e che “è tenuto ad operare nel rispetto della normativa internazionale e delle istruzioni operative emanate dalle autorità responsabili dell’area in cui ha luogo l’operazione di soccorso”. Anche nella versione riveduta e corretta, resta per il comandante, l’armatore e il proprietario della nave che viola l’eventuale divieto “la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10 mila e euro 50 mila“; inoltre, “si applica la sanzione accessoria della confisca della nave, procedendo immediatamente a sequestro cautelare”. Scompare invece il riferimento al numero “massimo” di migranti trasportabili.

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