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Così il M5S cerca di staccare la Lega da Forza Italia

luigi di maio matteo salvini

Oggi Silvio Berlusconi in un’intervista al Corriere della Sera è tornato sulla vicenda dell’elezione dei presidente delle camere sostenendo tra l’altro che «La Lega sa che la possibilità di governare dipende proprio dall’unità del centrodestra. Se la coalizione si rompesse, oltre a essere tradito il mandato degli elettori, nessuno di noi avrebbe più titolo per rivendicare la guida del governo».

Così il M5S cerca di staccare la Lega da Forza Italia

Il MoVimento 5 Stelle in una dichiarazione congiunta dei due capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli ha contestato proprio quanto detto da Berlusconi al Corriere, usando come argomento i franchi tiratori che hanno reso meno sicura l’elezione di Fico, ma con un ragionamento molto interessante: “Roberto ha ottenuto 422 voti, pari a oltre i due terzi dei componenti dell’Aula. Sono mancati tuttavia circa una sessantina di voti rispetto ai numeri che ci sarebbero stati se tutte le forze del centrodestra avessero rispettato i patti come hanno fatto la Lega e Fratelli d’Italia. Questo a ulteriore dimostrazione del fatto che la coalizione del centrodestra non è per nulla compatta, contrariamente a quanto afferma oggi Berlusconi”.

m5s forza italia

Ora, attenzione: i franchi tiratori agiscono nel segreto dell’urna e protetti dall’anonimato, eppure la dichiarazione di Toninelli e Grillo punta il dito su Forza Italia addirittura salvando Fratelli d’Italia: secondo il M5S i sessanta franchi tiratori che hanno fatto mancare i voti a Fico nonostante i patti sono tutti di Forza Italia. E questo nonostante moltissimi maldipancia si siano scatenati di fronte al nome di Fico da parte di eletti e attivisti di FdI e della Lega.

Divide et impera

Perché Grillo e Toninelli accusano solo e soltanto Forza Italia anche se dovrebbe aver votato diversamente il 60% dei suoi onorevoli per raggiungere la quota di sessanta voti in meno? Il motivo è facilmente comprensibile e fa parte della strategia di avvicinamento tra Lega e MoVimento 5 Stelle nell’ottica della costruzione di un nuovo governo. L’elettorato del MoVimento 5 Stelle ha infatti faticato a digerire Elisabetta Casellati come presidente del Senato e i grillini sanno bene che questo è soltanto l’inizio. Nel senso che se davvero alla fine entreranno in un governo con il centrodestra dovranno comunque venire a patti con Berlusconi.

giancarlo giorgetti

Proprio per questo il M5S cerca un’impresa impossibile a prima vista: quella di staccare Forza Italia dal resto del centrodestra, allo scopo di rendere maggiormente potabile l’accordo con la Lega e Fratelli d’Italia (il patto di Neanderthal) per un nuovo esecutivo. Il punto però è che le dichiarazioni di stima nei confronti di Matteo Salvini, prima definito come un truffatore, non bastano: la Lega governa con Forza Italia in tantissime realtà territoriali, che sarebbero messe a rischio da un “tradimento” della Lega. Che senza Forza Italia si siederebbe al tavolo con Di Maio da partner di minoranza del M5S. E dovrebbe comunque alzare il prezzo del compromesso.

Leggi sull’argomento: Il patto offerto da Salvini a Di Maio per il governo Lega-M5S