Opinioni

Cos’ha capito Roberta Lombardi del ruolo del M5S in ACEA (per la campagna elettorale)

Qualche giorno fa, ACEA ha siglato con i sindacati CGIL, CISL e UIL un accordo integrativo che non tiene conto del Jobs Act nella parte che riguarda l’articolo 18, mantenendo la possibilità di reintegro per i licenziamenti senza giusta causa anche per i nuovi assunti. Una decisione che ha scatenato la rabbia di Confindustria – che ha minacciato di espellere ACEA dall’associazione degli industriali – e ha invece raccolto il plauso dei sindacati. La segretaria generale della CGIL, Susanna Camusso ha parlato di “un’ottima notizia”.

ACEA: un’azienda utile per fare campagna elettorale

Anche la candidata Presidente alla Regione Lazio del M5S, Roberta Lombardi, ha festeggiato l’accordo annunciando che se verrà eletta il MoVimento “farà lo stesso anche nel Lazio per le partecipate regionali”. La Lombardi rivendica il merito del MoVimento 5 Stelle ricordando che “il Comune di Roma, a guida 5 Stelle, in quanto azionista di maggioranza della società partecipata aveva infatti dato al management di ACEA obiettivi chiari: la ripubblicizzazione dell’acqua e il superamento del Jobs Act”. Il riferimento all’acqua pubblica è a questo geniale piano con il quale il Comune di Roma dovrebbe acquisire da ACEA la società idrica Acea Ato 2. Un piano che dovrebbe costare una cifretta che si aggira tra i 275 e i 400 milioni di euro.

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Ovviamente il fatto che ACEA possegga anche altre aziende idriche non sembra rappresentare un problema per il M5S. Non tutti i sostenitori della Lombardi a quanto pare hanno gradito l’esultanza per la “cancellazione” del Jobs Act. Molti commentatori infatti vorrebbero licenziamenti più facili nei “carrozzoni” pubblici. Un segno della evidente confusione della base pentastellata su certi argomenti. Ad alimentare la confusione nell’elettorato a 5 Stelle c’è anche il fatto che la Raggi abbia vinto le elezioni promettendo di “fare la guerra” ad ACEA, salvo poi ovviamente lasciare tutto com’è. Chissà se anche le promesse della Lombardi faranno la stessa fine.

La marcia indietro di Roberta Lombardi sui meriti del M5S

Quello che la Lombardi non dice è che ACEA è una multiutility quotata in borsa che è controllata al 51% da Roma Capitale (il 23,3% è di Suez, il 5% è del gruppo Caltagirone, l’1,6% di Norges Bank e il 19,1% è suddiviso tra i piccoli azionisti). Ed è curioso che la Lombardi dica che il Comune di Roma ha dato “indicazioni” ad una società quotata in borsa la quale, in quanto tale, non può essere influenzata direttamente dall’azionista di riferimento. Un gioco pericoloso quello della deputata del MoVimento 5 Stelle che ha lasciato intendere che ACEA in buona sostanza fa quello che dice il MoVimento 5 Stelle.

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Cinque ore dopo la pubblicazione del post la Lombardi si deve essere accorta che la sua dichiarazione poteva essere fraintesa. E non certo per colpa dei “benpensanti” come li definisce in un messaggio l’esponente del 5 Stelle ma perché quella dichiarazione lasciava intendere proprio quello che i “benpensanti” (ovvero le persone che conoscono le regole) hanno capito. Ovvero che secondo la Lombardi il Comune di Roma condiziona le scelte aziendali di una società quotata in borsa. Questo non significa dire, come successe in passato con la Raggi, che le uscite della Lombardi fanno perdere soldi ad ACEA in Borsa. Certi “lapsus” da Facebook come quello di Lombardi dimostrano che il partito che ama ricordarci che il modo giusto di fare politica è quello di non immischiarsi negli affari delle partecipate (soprattutto se quotate) è, in fondo, un partito come tutti gli altri.

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