Economia

Virginia Raggi fa perdere soldi ad Acea e ai romani?

alessandrodamato|

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La triangolazione di fuoco via agenzia di stampa del Partito Democratico schiera oggi Maturani, Esposito e Andrea Romano: tutti in coro esclamano: “La Raggi parla e i romani perdono 71 milioni”:  “I romani hanno bisogno di gente onesta e competente, non di amministratori improvvisati che speculano sulla loro pelle e con i loro soldi”, afferma Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo del Pd al Senato. “Roma, purtroppo, ha già dato – prosegue – e quello che scrivono oggi il Messaggero e il Sole 24 ore ci racconta che Virginia Raggi, con le stupidaggini dette in queste ore su Acea, non è il candidato giusto per la nostra città. Ma anzi, un rischio e un pericolo per le finanze della capitale e le tasche dei cittadini romani”. Stefano Esposito le fa eco su Twitter: “Virginia Raggi parla in tv di Acea e il titolo perde in 2 giorni 71 milioni. Soldi dei romani bruciati. Classe dirigente ma de che! #disastri5stelle”.

Virginia Raggi fa perdere soldi ad Acea e ai romani?

Poi arrivano anche Titti De Salvo e Andrea Romano: «Le parole della Raggi sui vertici di Acea hanno fatto perdere all’azienda circa 140mln di valore e, di questi, ben 71 ai danni dei romani: un fatto gravissimo che lascia intuire quali sarebbero i danni di un’amministrazione grillina a Roma. Sarebbe auspicabile che intervenisse la Consob e facesse le dovute verifiche sul crollo improvviso delle azioni Acea anche in relazione al declassamento da parte degli analisti finanziari dopo le parole della Raggi. Occorre anche accertare se si sia trattato solo di disastrosa superficialità da parte della Raggi o se non vi sia qualche cosa d’altro, come un interesse diretto della Casaleggio e Associati, considerando il clamoroso conflitto d’interessi su cui si regge il partito-azienda dei Cinque Stelle. Si tratterebbe dell’ennesima conferma della totale inadeguatezza dei 5 stelle nel gestire la cosa pubblica», dice il deputato ex Scelta Civica, non nuovo a cazzate di un certo spessore in ambito economico, stavolta chiamando in causa senza motivo la Casaleggio e in maniera provocatoria la Consob. «Roma vive una forte necessità di cambiamento, un grande bisogno di voltare pagina, una legittima esigenza di avviare un percorso nuovo. Ma queste giuste e legittime ragioni non devono mai provocare un’ansia da prestazione, né tantomeno ridursi in comportamenti superficiali. Un conto è impegnarsi per il cambiamento, altro è rilasciare imprudenti dichiarazioni nei salotti televisivi. La candidata Raggi, da questo punto di vista, ha puntato sui suoi interessi particolari e non su quelli dei cittadini romani. Le conseguenze delle sue improvvisazioni sono sotto gli occhi di tutti: il titolo Acea sprofonda in borsa a -4.73%, mandando in fumo 142 milioni di euro, 71 dei quali del comune di Roma», sostiene invece la vicepresidente dei deputati PD alla Camera. Di cosa stanno parlando tutti? Facile: di due articoli usciti sul Messaggero e sul Sole 24 Ore oggi che puntano il dito sul crollo del titolo della municipalizzata a Piazza Affari: 

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L’articolo del Messaggero su Virginia Raggi e l’Acea (24 marzo 2016)

Nell’articolo del Messaggero, dove si bolla di irresponsabilità e demagogia la candidata dei 5 Stelle, si sottolinea che domenica scorsa, durante il programma L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg 24 la Raggi ha affermato: «Dobbiamo valutare come agire sul versante Acea: una cosa che faremo di sicuro è cambiare il management». E sul giornale di Caltagirone, secondo socio di Acea, si sostiene: «Solo ieri il titolo della multiutility Acea, che per il 51 per cento è di proprietà del Comune di Roma, ha perso il 4,73 per cento, che tradotto in euro fa circa 142 milioni. Settantuno dei quali sono, anzi erano, del Campidoglio (più o meno trenta euro per ogni romano)».
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Acea e Raggi: l’andamento del titolo della multiutility negli ultimi giorni e i volumi di scambio (Bloomberg/Repubblica)

La Raggi parla, i romani perdono 71 milioni?

Il Sole 24 Ore, come del resto faceva il Messaggero, cita Equita, una SIM (Società di intermediazione mobiliare), oggi di proprietà di Alessandro Profumo e del management, ed è più puntuto e critico nel suo severissimo intervento ospitato dalla rubrica Parterre sul quotidiano di Confindustria:

La Raggi ha dato scarsa prova di preparazione sulla principale controllata del comune di Roma, sostenendo che ha un utile di 50 milioni, quando l’utile del 2015 è stato per Acea di 175 milioni. Forse i 50 milioni cui si riferiva Raggi erano il dividendo che la società consegna all’azionista-comune e ai cittadini. Anche la frase «inizieremo a fare investimenti nelle reti» è suonata poco ancorata alla realtà dei fatti visto che Acea ha investito nel 2015 428 milioni e nell’ultimo biennio ha registrato un +25% di investimenti rispetto al biennio precedente. Ma la cosa più grave è che proprio in seguito a queste dichiarazioni della Raggi, Equita, investment banking che nel settore delle utilities dà valutazioni che contano, ha abbassato ieri il rating di Acea da “buy” a “hold” e ha eliminato il titolo dal portafoglio delle “small cap”, motivando la scelta proprio con il rischio politico collegato alla possibile vittoria di Raggi a Roma.
L’effetto in Borsa è stato immediato con una perdita del 4,73% della quotazione deltitolo. Come già successo al M5S in precedenti votazioni comunali (basti pensare al caso di Pizzarotti a Parma) le campagne elettorali fondate su dati sbagliati e con posizioni demagogiche portano a proposte sbagliate che devono essere poi corrette faticosamente quando si fanno i conti con il governo di una città. Roma, però, non ha certo bisogno di perdere altro tempo con ricette fasulle. Se poi si mette in grave difficoltà una società quotata in Borsa, il danno rischia di essere molto più grave, soprattutto per i cittadini.

Che cosa dire? In primo luogo, chi aveva interesse a far circolare una notizia del genere ha fatto davvero un ottimo lavoro, visto il risultato: un articolo in prima pagina del Messaggero e uno sul Parterre del Sole sono due spazi di assoluto prestigio. In secondo luogo, è evidente che gli errori su numeri e investimenti non fanno certo fare una bella figura alla candidata sindaca grillina. Mentre che il management di Acea sia genuinamente preoccupato per il suo posto è – come dire? – comprensibilissimo viste le intenzioni, comunicate già da tempo, dei 5 Stelle. Molto più cogente è che, come specificato dagli articoli che affermano il contrario, la caduta in Borsa di Acea si è verificata martedì (edit: mercoledì) – dopo il declassamento di Equita – e non lunedì – dopo le parole della Raggi nello spazio domenicale di SkyTg24.  In ultimo, bisognerebbe ricordare che era Alessandra Mussolini a dire «’A Bassolì, hai fatto crolla’ la lira» quando gli allora candidati sindaci del PDS  si affacciavano ai ballottaggi per la prima volta a Napoli e a Roma. Ora i tempi sono cambiati. E al posto della Mussolini abbiamo i deputati del Partito Democratico (che riescono persino a paventare un fantomatico complotto della Casaleggio). Per dire come stiamo messi.
Edit: La replica di Virginia Raggi su massimo bordin
Edit4: alcuni tweet di esponenti del Partito Democratico sul tema:


Per i più preoccupati del proprio portafoglio magari in attesa della bolletta ACEA e pronti a contestarla (“Non è che mi state addossando le perdite provocate dalla Raggi, eh?“) segnaliamo che è evidente l’utilizzo strumentale dell’informazione nella frase: “Il M5S ha fatto perdere 70 milioni di euro ai romani”. Il numero infatti si riferisce all’oscillazione del titolo sul mercato, ma a perderci, nel caso, sarebbero i possessori dell’azione che l’hanno acquistata sul mercato a un prezzo superiore a quello a cui è arrivata l’azione stessa. Non ci sono settanta milioni di buco di Acea provocati da un’intervista della Raggi da ripianare, ad essere – magari inutilmente visto che era ovvio – precisi sul punto.
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Il grafico avanzato dei volumi e del prezzo delle azioni mostra la crescita degli ultimi giorni e la frenata di mercoledì; i volumi indicano maggior numero di azioni vendute; i dati del 24 sono provvisori