Economia

La controanalisi costi-benefici sulla TAV

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C’è anche una controanalisi costi-benefici sulla TAV e afferma che i vantaggi in caso di completamento dell’opera sono pari a 300 milioni di euro. Nel documento consegnato martedì al ministro Toninelli, Pierluigi Coppola, l’unico esperto della commissione non schierato contro la Tav, ribalta completamente i risultati dell’indagine di Ponti che hanno fatto esultare i politici grillini. E questo perché, scrive Coppola, nel corso dei lavori «sono emerse divergenze su alcuni aspetti della metodologia di valutazione».

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Analisi costi-benefici, la vignetta di Nomfup

Coppola ha elencato sette criticità «per ordine di rilevanza» nell’analisi di Ponti & Co., ma non ha messo numeri o predisposto tabelle. Dentro il governo, però, c’è chi ha utilizzato le sue indicazioni per rifare i conteggi e il risultato finale è completamente diverso da quello calcolato dal gruppo di Ponti: realizzare la Torino-Lione non avrebbe un costo negativo compreso tra i 7 e gli 8 miliardi ma, al contrario, porterebbe dei benefici per 400 milioni (che potrebbero diventare 500 qualora la Ue porti il co-finanziamento dal 40 al 50%). Una cifra che potrebbe aumentare fino a 1,5 miliardi, eliminando i costi di realizzazione della collina morenica, tesi sostenuta con forza dalla Lega.

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I problemi dell’analisi costi-benefici di Toninelli (Il Sole 24 Ore, 14 febbraio 2019)

Il primo punto problematico è l’inserimento delle accise non più percepite dallo Stato tra i costi.  Nella relazione di Ponti le accise hanno un segno meno per 1,6 miliardi. Nel documento firmato da Coppola si spiega che «questa scelta non è condivisibile perché non è coerente con le linee guida del Mit per la valutazione degli investimenti pubblici e la guida all’analisi costi-benefici della Commissione Europea». Per Coppola «considerare le accise e le altre entrate fiscali crea effetti distorsivi» o «porta addirittura a risultati incoerenti». Ad esempio «si arriva alla singolare situazione in cui all’aumentare della quota di auto e di autocarri sottratti alla strada dalla ferrovia, peggiora il risultato dell’analisi, contrariamente alle attese» perché la nuova linea è «stata progettata per favorire il cambio modale».

E ancora: «L’analisi riguarda un’opera che è già in fase di realizzazione (sono stati impegnati circa 1,4 miliardi)» e non farla «comporterebbe il ripristino dello stato dei luoghi e l’adeguamento della linea storica per la sicurezza della circolazione». Se così stanno le cose «ai costi economici di investimento andrebbero pertanto sottratti oltre alle spese già sostenute anche i costi di adeguamento che nella relazione del gruppo di lavoro vengono quantificati tra 1,4 e 1,7 miliardi, ma non vengono compresi nel calcolo». Poi c’è il fatto che non vengono calcolati i costi dell’ammodernamento di strade e ferrovie, necessarie per dare un’alternativa alla TAV.

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