Economia

No alla TAV? L’Italia rischia di perdere i fondi europei per cinque anni

governo lega m5s

La Stampa in un articolo a firma di Nicola Lillo e Marco Bresolin racconta oggi che l’Italia rischia di perdere i fondi europei per cinque anni in caso di No alla TAV:

L’Italia vuole andare avanti con l’opera oppure no? Quando sarà presa la decisione del governo? In base alle risposte (che probabilmente non arriveranno oggi, e a Bruxelles ne sono ben consapevoli) si apriranno due scenari. Il primo: si va avanti con l’opera, ma bisognerà riscrivere il «Grant agreement», l’accordo di finanziamento firmato nel 2015. Nel documento visionato da La Stampa sono infatti elencate una serie di scadenze (al più tardi al 31 dicembre 2019) che certamente non saranno rispettate.

Secondo scenario: il progetto viene archiviato definitivamente e si apre il confronto sui soldi da restituire, sulle penali da versare e sulle ulteriori conseguenze che non sono state quantificate in termini economici nella relazione tecnico-giuridica, ma che sono incluse nell’accordo di finanziamento. L’Italia rischia infatti di essere esclusa per i prossimi cinque anni da tutti i programmi finanziati con i fondi Ue. È scritto nero su bianco a pagina 45 del «Grant agreement».

Dove si scopre che l’Italia potrebbe perdere soldi per cinque anni se viola gli obblighi del contratto. E violare gli obblighi del contratto è l’unico modo per non fare la TAV:

Nel documento si legge che in caso di «seria violazione degli obblighi derivanti dal contratto» potrebbero scattare «sanzioni amministrative che consistono nell’esclusione da tutti i contratti e accordi di sovvenzione finanziati dal bilancio dell’Unione per un massimo di cinque anni dalla data di accertamento della violazione». Certamente si aprirebbe un contenzioso legale, ma per l’Italia il rischio (almeno potenziale) di perdere i finanziamenti Ue per cinque anni esiste. Un ulteriore costo che andrebbe aggiunto a quelli inseriti nell’analisi.

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