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Il nuovo condono a 5 Stelle per le case abusive (casualmente ritirato oggi)

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I paladini dell’onestà e della legalità ad ogni costo ci provano di nuovo. Dopo il condono per Ischia inserito nel Decreto Genova assieme al mini-condono per gli abusi edilizi nelle aree colpite dal terremoto del 2016 in Italia centrale ecco che arriva una nuova proposta di sanatoria targata M5S. A firmarla è il senatore del MoVimento 5 Stelle Francesco Urraro che ha depositato in Commissione Ambiente a Palazzo Madama una proposta di legge recante «modifica all’articolo 36 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380».

Perché il DDL del MoVimento sugli abusi edilizi cambia tutto

La proposta di legge è stata avanzata a novembre 2018 e non è ancora stata calendarizzata la sua discussione in Commissione. Il DDL consta di un solo articolo nel quale si chiede la soppressione di un passaggio (che contiene le parole «sia al momento della realizzazione dello stesso, sia» ) del primo comma dell’articolo 36 del testo unico in materia di edilizia. C’è però chi ritiene che questo piccolo intervento normativo possa avere risultati enormi.

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La proposta di legge Urraro, consta di un solo articolo

La normativa vigente stabilisce il principio della doppia conformità. In caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire, o in difformità da esso, ovvero in assenza di segnalazione certificata di inizio attività o in difformità da essa – vale a dire in caso di abusi edilizi – «il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda». Quel “sia, sia” è una condizione fondamentale perché stabilisce che si possa chiedere una sanatoria solo se l’intervento abusivo è conforme ai regolamenti edilizi dell’epoca in cui è stato commesso l’abuso e a quelli in cui viene presentata la domanda.

Cosa succederebbe se venisse approvato il DDL del M5S sugli abusi edilizi

Allo stato attuale quindi se ad esempio l’intervento abusivo è conforme alla sola disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione dell’istanza di conformità urbanistica, il permesso di costruire in sanatoria deve essere rigettato e si dovrà procedere all’abbattimento dell’immobile. Una situazione che andrebbe a mutare con l’approvazione del DDL Urraro. Il Mattino riporta il parere dell’ex avvocato generale dello Stato e procuratore aggiunto di Napoli Aldo De Chiara «Dire che bisogna sanare certi abusi perché i comuni hanno difficoltà ad abbatterli è una linea
che incoraggia la gente a violare la normativa in materia, come già accaduto con i condoni precedenti». Inoltre abbandonare il principio della doppia conformità «potrebbe provocare
qualche modifica ad personam allo strumento urbanistico vigente poco trasparente». Insorge anche Italia Nostra che spiega che in questo modo diventerebbero sanabili tutti gli abusi commessi dal 94 (anno del Condono varato dal governo Berlusconi) ad oggi.

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Intervistato dal Mattino per un commento il senatore pentastellato si difende spiegando che «è soltanto una proposta che abbiamo lanciato su Rousseau  il provvedimento sarà oggetto di successive valutazioni, non c’è niente di definito». In una nota diffusa oggi il senatore M5S fa sapere di aver ritirato il DDL (il sito del Senato non ha ancora aggiornato il dato) e precisa: «Quindi nessuno può permettersi di montare polemiche, accuse e speculazioni contro il Movimento 5 Stelle. L’ho ritirato proprio per evitare queste conseguenze. Si trattava semplicemente di una proposta aperta al dibattito pubblico sulla nostra piattaforma Rousseau, un contributo personale che poteva eventualmente essere utile al confronto sui temi urbanistici. Peraltro male interpretato dal titolo del quotidiano campano, perché definirlo un ‘maxi condono’ è semplicemente una falsità, per nulla corrispondente al testo della legge». Non si capisce quindi se si tratta di un contributo personale o di una proposta aperta al dibattito su Rousseau. Nel secondo caso non è chiaro come una semplice proposta sul “sistema operativo” del M5S sia finita per diventare un DDL presentato al Senato. Sul fatto che non sia un maxi condono basti leggere queste poche righe della relazione di presentazione del DDL:

Si ritiene pertanto più equo prevedere l’ipotesi della conformità dell’intervento abusivo realizzato alla sola disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda applicando una diversa e più onerosa sanzione. Se l’intervento risulta conforme solo alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda, il rilascio del permesso in sanatoria è subordinato al pagamento dell’oblazione.

Insomma basta pagare e se l’abuso è conforme alla disciplina urbanistica vigente – che ha il “difetto” di poter essere modificata da chi è in carica in quel momento secondo convenienza – allora l’immobile, sia ad uso di edilizia privata sia ad uso commerciabile è sanabile.

 

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Ma la memoria non può non tornare a quando Luigi Di Maio spiegava la vicenda degli abusi edilizi nella casa di famiglia a Pomigliano d’Arco dicendo che tutto era stato fatto in conformità ad una legge del 1942 in vigore quando venne costruita la prima parte della casa e sorvolando sul fatto che poi nel 1985 la casa risultasse abusiva e a tutte le altre vicende che hanno visto coinvolta la famiglia del vicepremier. Trasparenza e onestà vorrebbero che per evitare sospetti e insinuazioni si evitasse di andare a toccare la normativa sugli abusi edilizi. Poi ci sarebbe anche una valutazione più prettamente politica: perché su Rousseau è stata lanciata una proposta per rendere più facili i condoni e le sanatorie? Non bisogna dimenticare che se una casa è considerata abusiva lo è anche in virtù del fatto che magari è costruita in un posto dove è fatto divieto a costruire, con tutti i rischi del caso.

In copertina il senatore Francesco Urraro con Luigi Di Maio durante un incontro a Pomigliano D’Arco via Twitter.com

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