Opinioni

Clemens Fuest e la Germania che non vuole uscire dall’euro

clemens fuest

Clemens Fuest, economista tedesco e tra i firmatari del documento per le riforme nell’eurozona, il mese scorso aveva proposto un’opzione di uscita dall’euro e aveva parlato di un’Italia che doveva valutare il suo addio alla moneta unica, in un’intervista rilasciata oggi a Repubblica precisa il suo pensiero, soprattutto sulla Germania fuori dall’euro:

Ma lei pensa che l’Italia sia un pericolo per il progetto europeo o per l’euro?
«No, l’Italia è parte irrinunciabile dell’Europa e del progetto europeo. Non può essere una minaccia. Lo sarebbe solo un governo che voltasse le spalle a questo progetto. Perciò è importante il dialogo. Ed è importante che il nuovo governo spieghi immediatamente quale politica europea vuole adottare. L’eurozona e l’Ue possono solo essere riformate se c’è la disponibilità a venirsi incontro e a riconoscere questo progetto , al momento non mi sembra evidente, nella Lega e nei 5Stelle».

Perché ha proposto un taglio del debito nel caso di un salvataggio?
«Nel nostro documento franco-tedesco non proponiamo un taglio automatico del debito, questa lettura è un malinteso nato in Italia. Chiediamo che si proceda a un taglio del debito se si riconosce che un Paese non può uscirne da solo. Vogliamo anche introdurre il principio per cui i debiti contratti per un eccesso di disavanzo avvengano attraverso titoli subordinati».

Lei ha anche proposto una clausola per uscire dall’euro. Ma non pensa che l’euro sarebbe morto, ad esempio, senza l’Italia?
«No. Non sarebbe più ciò che è oggi, ma non sarebbe morto. Una clausola per l’uscita sarebbe utile in ogni caso. Pensiamo ad esempio all’ipotesi che l’Italia volesse uscire e non avessimo alcuna regola per farlo. Scatenerebbe un’enorme scontro».

clemens fuest

Quindi la Germania non vuole uscire dall’euro?
«No, la Germania non vuole assolutamente uscire dall’euro, è un’interpretazione totalmente errata di un mio articolo. Penso che il rischio politico, per noi, sarebbe enorme. La Germania ha un grande interesse a mantenere la moneta unica. Primo, perché rischiamo di perdere per sempre i crediti Target2, si tratta della bellezza di 923 miliardi di euro. E poi, che succede col progetto europeo, se la Germania esce? Lo trovo un piano fantasioso, non è all’ordine del giorno».

Non pensa che la sfiducia tedesca sia esagerata? L’Italia, la Spagna o il Portogallo hanno rimesso a posto i conti, hanno fatto riforme importanti.
«La sfiducia ha radici diverse. Non si tratta tanto della questione se un Paese tenga i conti sotto controllo, ma se siamo pronti per una maggiore integrazione. Ad esempio un fondo comune per i depositi delle banche. E se verranno amministrati come promesso. Abbiamo ad esempio il principio del “no bailout”, del divieto di salvataggi pubblici: in Italia si è rotta questa regola. O guardi il Fiscal compact che fine ha fatto».

Leggi sull’argomento: La brutta botta presa da Lega e M5S in Molise