Opinioni

Chissenefrega del rating di Fitch?

Come ampiamente previsto dalla maggior parte degli operatori, l’agenzia di rating Fitch non ha proceduto con il downgrade sul debito italiano, modificando tuttavia l’outlook da neutrale a negativo. Se il giudizio negativo dei mercati e degli esperti viene speso dai populisti quasi come una medaglia d’onore, è importante ricordare che lo spazio per le chiacchiere gratuite è finito almeno da quando si è insediato il governo gialloverde e il rischio che la situazione degeneri in maniera grave si fa ogni giorno più elevato.

In una nota divulgativa realizzata dall’osservatorio sui conti pubblici italiani viene spiegato quanto sarebbero gravi le conseguenze di un declassamento del rating del debito italiano al di sotto del livello investment grade. Al momento, gli istituti di credito, soprattutto italiani, hanno in portafoglio una gran quantità di titoli di stato che utilizzano come garanzia per finanziarsi presso la banca centrale. Se questi titoli venissero declassati al livello di Junk bond, le banche dovrebbero restituire i finanziamenti o sostituire i titoli spazzatura con altre garanzie. Questa eventualità dunque potrebbe portare al dissesto degli istituti più fragili e a serie difficoltà per quelli più solidi.

salvini di maio totò peppino
Vignetta di Emiliano Carli su Facebook

Esistono meccanismi di emergenza come i finanziamenti di tipo ELA (emergency liquidity assistance) concessi dalle banche centrali nazionali, ma soggetti a una serie di condizioni e con tassi di interesse penalizzanti. Tutto questo per rimanere agli effetti più immediati e senza menzionare che, alle prossime emissioni di nuovo debito il nostro paese potrebbe perdere l’accesso al mercato e necessitare dell’intervento di organismi sovranazionali come il fondo salva stati europeo (European Stability Mechanism) e il Fondo Monetario Internazionale.

In conclusione, i giudizi delle agenzie di rating, che per il momento hanno risparmiato una bocciatura al nostro paese, ma che lo hanno collocato in uno status di sorvegliato speciale, hanno una importante funzione di “Termometro” sullo stato di salute del nostro paese e sulla capacità di ripagare i propri debiti con gli interessi.
Il giudizio per il momento è sospeso, in attesa di comprendere meglio come verrà strutturata la manovra di bilancio. A questo proposito è fondamentale non infrangere i parametri di riferimento, soprattutto in termini di rapporto Deficit/ Pil entro la soglia del 3%.

Nel caso le pompose affermazioni dei vicepremier Di Maio e Salvini, prevalgano sul buon senso di Tria, non rischiamo semplicemente una procedura di infrazione o generici richiami dai partner europei, ma una vera a propria crisi di fiducia, che potrebbe avere effetti drammatici per il nostro paese.

*** Massimo Famularo è un investment manager esperto di crediti bancari in sofferenza che lavora a Milano. Qui la sua bio

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Massimo Famularo

Massimo Famularo è un esperto di Crediti Bancari Non Performing (Linkedin ) e blogger per Il Fatto Quotidiano  e Linkiesta