Economia

Come Salvini ha fregato gli esodati su Quota 100

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Quattro aprile 2016, Matteo Salvini  a Piazza Pulita tuonava contro il governo e contro la Legge Fornero: «gli esodati devono aspettare ANNI senza LAVORO e senza PENSIONE, per queste persone TRUFFATE dallo stato cosa facciamo??». Tre anni dopo Salvini è al governo, a gennaio il Consiglio dei Ministri ha licenziato il 28 marzo il decreto legge recante Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni che ha introdotto Quota 100. Lo  scorso la Camera ha approvato – con modifiche –   il ddl di conversione del DL 4/2019. Eppure per gli esodati non è cambiato nulla.

Quota 100: che fine hanno fatto le promesse di Salvini sugli esodati?

Perché, come si legge al comma 9 dell’articolo 14 della legge su Reddito di Cittadinanza e Quota 100, le disposizioni che riguardano le pensioni con Quota 100 non si applicano a coloro che che hanno usufruito del cosiddetto incentivo all’esodo (art. 4, commi 1 e 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92) e a coloro che percepiscono l’assegno straordinario per il sostegno al reddito. In poche parole gli esodati, usati per anni come strumento della propaganda leghista contro la “cattiva” Elsa Fornero, si trovano oggi nella stessa condizione in cui si trovavano quando c’erano quelli di prima.

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La differenza è che ora al governo c’è un ministro dell’Interno che negli ultimi anni ha versato lacrime di coccodrilo sugli esodati truffati dallo Stato, sugli esodati finiti in mezzo alla strada che da anni stanno soffrendo «grazie all’infame Legge Fornero votata dal Parlamento».

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Ogni volta che saltavano fuori risorse aggiuntive – ad esempio il famoso tesoretto scovato da Renzi – la Lega metteva subito le mani avanti per evitare che finisse nelle “mani sbagliate”. Salvini si ergeva a paladino degli oppressi (italiani) dicendo che prima era il caso di aiutare gli esodati e non “clandestini e Rom”.

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Niente soldi ad esodati, terremotati e disabili? È razzismo contro gli italiani. Poi Salvini è finalmente riuscito ad andare al governo di qualcosa (dopo oltre vent’anni di tentativi) ed ecco che degli aiuti alle persone con disabilità si è persa traccia e gli esodati sono finiti nel dimenticatoio.

Quando Salvini diceva «e vaffanculo alla Fornero»

Ne è passato di tempo da quando Salvini contava quanti giorni erano trascorsi da quando era stata approvata la Fornero. Si è passati dalla promessa di abolirla a quella di “superarla” (per tre anni ed in via sperimentale). Per gli esodati non è stato pensato nulla, nemmeno la nona salvaguardia per quelli rimasti fuori dalle precedenti, la pace contributiva per poter rientrare nei requisiti di Quota 100 o l’APE social. Tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione durante la discussione alla Camera sono stati bocciati.

Nel 2015 Salvini si indignava per la sorte toccata ai 20mila esodati vittime della Fornero. Oggi gli esodati rimasti esclusi dalle salvaguardie sono circa seimila ma Salvini non apre bocca. Tutte le promesse fatte in questi anni non si sono concretizzate. Eppure nel programma della Lega per le Politiche 2018 è scritto nero su bianco “ultima salvaguardia per la platea di esodati esclusi dai precedenti otto provvedimenti“. La nona salvaguardia appunto, quella che avrebbe dovuto varare il governo giallo-verde. Ma a quanto pare gli esodati fanno comodo solo quando si possono usare come arma di propaganda, quando diventano un problema da risolvere vengono gentilmente nascosti sotto il tappeto. E alla fine quel vaffa all’ex ministro Fornero suona tanto come un vaffa agli esodati.

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