Politica

Lo sgombero del Camping River e la salvinizzazione di Virginia Raggi

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Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha incontrato la sindaca di Roma Virginia Raggi. Nessuna visita nei campi Rom della Capitale, la situazione evidentemente non consente di fare spot da propaganda elettorale. Salvini ieri ha sorvolato con grazia sui finanziamenti per la costruzione dei campi Rom concessi dal suo predecessore Roberto Maroni al sindaco Alemanno parlando di «un costo folle su cui potevamo investire in passato ma alla luce dei fatti sono soldi buttati via». Il ministro e la sindaca in conferenza stampa però si sono trovati d’accordo sul ripristino della legalità e sullo sgombero dei campi.

Se Virginia Raggi diventa la ruspa di Salvini

Questa mattina agenti della Polizia Locale, dei Carabinieri e della Polizia di Stato hanno iniziato le operazioni di sgombero dell’area (il campo sorge su un terreno di proprietà privata) e il trasferimento dei residenti in strutture di accoglienza. Tutto si è concluso dopo poche ore, non senza momenti di tensione. Oggi pomeriggio la sindaca ha dato il tanto atteso annuncio “La legalità e la tutela dei diritti delle persone. Con questi principi saldi prosegue la nostra azione per il superamento dei campi rom: da oggi, il Camping River chiude”. Un altro successo per l’amministrazione capitolina che però – bisogna ricordarlo – il campo lo aveva chiuso ufficialmente il 30 luglio 2017, un anno fa. Il River infatti faceva parte del novero degli insediamenti legali da “superare” secondo il fantomatico piano del Campidoglio.

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La Raggi scrive che già molte famiglie si sono trasferite “presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale”. Però nel piano originario non era previsto alcun trasferimento in strutture di accoglienza. Perché secondo il progetto di “superamento” del River i Rom avrebbero dovuto affittare un’appartamento con un contributo economico (800 euro a famiglia per sei mesi) da parte del Comune. Contributo prelevato dai fondi europei del PON Metro assegnati a Roma Capitale per i progetti di inclusione sociale.

La “terza via” di Virginia Raggi

Nei giorni scorsi un ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva fatto sperare in uno stop alla procedura di sgombero. Il Comune ha deciso di non tenerne conto a causa delle gravi condizioni igienico sanitarie in cui versa l’insediamento. Eppure a Roma ci sono campi Rom in situazioni peggiori: quello di Castel Romano ad esempio, dove però il Comune non si azzarda a parlare di sgomberi. Da mesi il campo non ha infatti acqua potabile (necessaria per lavarsi, cucinare e bere) né un servizio di fognatura. Roma Capitale però si è ben guardata da dire chi ha provocato questa situazione: vale a dire il Comune stesso. L’estate scorsa infatti dopo la fine della concessione alla società che aveva in gestione il Camping e la successiva “chiusura” la mancanza di manutenzione causò guasti alle pompe e agli impianti di depurazione. Il Comune dovette intervenire mandando cisterne d’acqua e casse di bottiglie.

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Nella famosa ordinanza numero 122 del 13 luglio, pubblicata solo oggi sul sito di Roma Capitale, si legge che i residenti del River sono stati “formalmente dimessi dalla struttura” dal 30 settembre 2017. Si legge anche che la sindaca aveva ordinato (a dicembre 2017) il mantenimento della funzionalità degli impianti idrico e di depurazione fino al 30 giugno scorso. Quando è cessata di nuovo la manutenzione  sono tornati a presentarsi problemi legati alla situazione igienica e sanitaria. Un avvenimento davvero imprevedibile.

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Per un anno il Comune ha lasciato gli abitanti del River (400 persone, molte donne e bambini) in un limbo di illegalità limitandosi sostanzialmente ad andare a riprendere possesso dei moduli abitativi di proprietà del Comune. La Raggi scrive su Facebook che quello di oggi è «un cambio di marcia rispetto al passato: stiamo unendo fermezza ed inclusione non appiattendoci sulle posizioni estremistiche di chi propone l’assistenzialismo ideologico senza regole o chi vorrebbe la chiusura dei campi senza proporre alternative di vita concrete alle persone». Anche l’idea di rimpatriare alcune famiglie è già stata adottata in passato, e non funzionò.

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Peccato che proprio nella stessa ordinanza di sgombero il Comune prenda atto che solo una quota minoritaria delle persone ha aderito ai percorsi di accompagnamento e all’accoglienza protetta ed ha effettivamente lasciato l’insediamento. Questo perché nessuno dei residenti (ad eccezione di una famiglia aiutata dai Testimoni di Geova) è riuscito a stipulare un regolare contratto d’affitto. Il motivo? Il Comune paga solo i primi sei mesi, e nessuna agenzia dà in affitto immobili a persone che non hanno lavoro né possono fornire alcuna forma di garanzia. Inoltre da quando il campo è stato “chiuso” vi ci sono insediate illegalmente altre persone. Secondo il presidente dell’Associazione 21 luglio Carlo Stasolla invece «L’azione di oggi segna un’altra pagina buia dei diritti umani in Italia una gravissima violazione dei diritti, un gesto scellerato che oltretutto offende in maniera sprezzante l’autorità e le funzioni della Corte Europea. Un centinaio di uomini, donne e bambini, già in condizioni di estrema fragilità saranno esposte ad un’ancora maggiore vulnerabilità. Da oggi vivere in Italia, e nella città di Roma, non significa vedersi garantiti i diritti umani fondamentali». Oggi la maggior parte delle famiglie del River si è accampato di fronte al cancello. Questa è la soluzione del M5S ai campi Rom?

EDIT: Il presidente dell’Associazione Nazione Rom Marcello Zuinisi si è visto negare l’accesso a via di Tenuta Piccirilli dove si era portato per portare un farmaco salvavita per una donna cardiopatica residente al River.

EDIT DELLE 20:12: Il presidente dell’ANR ha comunicato che un gruppo di persone ha sfondato i cancelli del River ed è tornata all’interno del campo chiuso oggi dalla sindaca Raggi.

EDIT DELLE 20:51: Le famiglie Rom che sono ancora nel River hanno trovato ospitalità all’interno della pizzeria. Il portavoce dell’ANR Zuinisi ha dichiarato che di fatto la chiusura del Camping River è nuovamente fallita.

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