Opinioni

Carlo Calenda e i 15 senatori M5S guidati da Lezzi che hanno imposto lo scudo penale al PD

Ieri Carlo Calenda a Otto e Mezzo ha parlato del suo argomento preferito, ovvero l’ILVA di Taranto, raccontando un presunto retroscena in cui 15 senatori del MoVimento 5 Stelle guidati da Barbara Lezzi hanno imposto lo scudo penale al Partito Democratico e a Italia Viva: “La cancellazione dell’immunità penale è stata votata dal PD e da Italia Viva ed è il simbolo… Renzi lo ha fatto, i governi del PD lo hanno fatto lo scudo penale. E sapete perché lo hanno votato? Perché 15 senatori capeggiati dalla Lezzi lo hanno imposto. Adesso dicono che è colpa di Tizio, Caio e Sempronio ma la responsabilità è loro. Il fatto che abbiano fatto un errore e non dicano ‘Scusate, vediamo come si può rimediare’ è un simbolo della loro confusione”.

carlo calenda ilva m5s pd renzi barbara lezzi

In realtà, come abbiamo raccontato, non si tratta di un retroscena perché è successo tutto alla luce del sole: come abbiamo raccontato ieri Barbara Lezzi, all’epoca appena uscita dal governo dove era ministra per il Sud e dalla cui posizione aveva dato l’ok al TAP dopo aver promesso di bloccarlo, si è pubblicamente e in più occasioni vantata della cancellazione dell’immunità ripristinata (in parte) da Di Maio e così hanno fatto anche altri senatori M5S che hanno pubblicato le loro repliche durante il dibattito in Senato prima del voto.

barbara lezzi

La Lezzi, dopo essere stata in silenzio per tutto il pomeriggio, ieri sera, chiamata in causa da tanti tra cui Salvini, è tornata a rivendicare la cancellazione dell’immunità su Facebook:

L’articolo 51 del codice penale e il decreto 231 del 2001 sulla responsabilità degli amministratori tutelano anche quelli dell’ex-Ilva. Non si accampino pretesti sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini di Taranto.

È inaudito che una multinazionale non mantenga gli impegni presi con il nostro Stato e i politici, da Renzi a Berlusconi, che si stanno facendo intimorire sono senza orgoglio e dignità. Non meritano di parlare in nome degli italiani.

Questo pomeriggio ho ascoltato e letto le nefandezze più vergognose dalla voce anche di coloro che hanno apprezzato il gesto di Nadia Toffa a favore dei bambini di Taranto. Chi la onora, non solo per ipocrita circostanza, dovrebbe chiedere umilmente perdono per le parole di oggi.

L’ho già detto e lo ripeto. A Taranto servono soldi, investimenti, sostegno. Si può fare anche utilizzando i fondi europei. Conte, Gentiloni, Gualtieri, Amendola e Provenzano facciano valere competenza e peso politico per, una volta per tutte, gestire la situazione.

Renzi lo lascio perdere per la sua indicibile insipienza ma a Salvini una risposta la devo dare. Dal momento che ci ha invitato ad andare a Taranto, come se per noi fosse un problema, dico al Capitano dei miei stivali di andarci lui a Taranto, vada a vivere a Taranto, compri casa ai Tamburi e poi ne parliamo.

Chissà se compra casa lei cosa succede.

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