Economia

Arcelor Mittal lascia l’ILVA per l’abolizione dello scudo voluta dal M5S (e votata da PD, LeU, IV)

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Arcelor Mittal ha deciso di restituire l’ILVA allo Stato italiano recedendo dal contratto stipulato un anno fa a causa dell’immunità penale che il MoVimento 5 Stelle ha cancellato e per i provvedimenti del tribunale di Taranto sull’altoforno numero 2. Lo dice la stessa multinazionale dell’acciaio nel comunicato:

“Con effetto dal 3 novembre 2019 il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso. In aggiunta, i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 – termine che gli stessi Commissari hanno ritenuto impossibile da rispettare – pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2.

Tali prescrizioni dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni dello stabilimento di Taranto. Lo spegnimento renderebbe impossibile per la Società attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento di Taranto e, in generale, eseguire il Contratto”.

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Arcelor Mittal aggiunge quindi che “altri gravi eventi, indipendenti dalla volontà della Società, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacita’ di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto. Tutte le descritte circostanze attribuiscono alla Società anche il diritto di risolvere il Contratto in base agli applicabili articoli e principi del codice civile italiano. In conformità con il contenuto del Contratto – conclude la nota – la società ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro ricezione della predetta comunicazione di recesso o risoluzione”.

L’emendamento che ha cancellato il ripristino dello scudo penale aveva come prima firmataria la senatrice grillina Barbara Lezzi. Il governo M5S-Lega, su iniziativa del ministro Di Maio, aveva eliminato l’immunità penale ad aprile con il decreto crescita. Per poi ripristinarla, sebbene notevolmente circoscritta, ad agosto. Poi la cancellazione voluta dal resto del M5S e votata in parlamento da Partito Democratico, LeU e Italia Viva.

I senatori del M5S sono intervenuti in questi giorni per difendere l’abolizione dello scudo penale: in questi video si vedono gli interventi di Giovanni Vianello, Giampaolo Cassese e Mattia Crucioli.

“In conformità con il contenuto del contratto”, Arcelor Mittal ha chiesto ai Commissari straordinari “di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro ricezione” della comunicazione circa la volontà di procedere al “recesso o risoluzione” del contratto per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva e di alcune sue controllate, a cui è stata data esecuzione il 31 ottobre 2018. Alle 15.30 i ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), Giuseppe Luciano Provenzano (Sud), Sergio Costa (Ambiente) terranno un incontro al Mise sul futuro del gruppo Ilva dopo la comunicazione di ArcelorMittal di voler rescindere il contratto. Al vertice – secondo quanto risulta all’ANSA – potrebbe aggiungersi il ministro dell’economia Roberto Gualtieri.

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