Opinioni

I 61 milioni che vuole la Appendino… sono merito di Fassino

chiara appendino piero fassino

Piero Fassino ci tiene a mettere i puntini sulle i. L’ex sindaco di Torino, in merito ai 61 milioni che Chiara Appendino vuole recuperare dal governo Gentiloni, ricorda alla sindaca che è stata la sua amministrazione a intentare davanti al TAR e al Consiglio di Stato l’azione di giustizia contro il governo centrale:

La Sindaca Appendino annuncia di voler agire nei confronti del Governo per la restituzione dell’ Ici 2012 e dei tagli conseguenti subiti dal Comune di Torino nel 2013, 2014, 2015 per una cifra stimata dagli uffici dell’Amministrazione Comunale in 61 milioni. Peccato che si sia dimenticata di riconoscere che l’attuale amministrazione può oggi rivendicare quella cifra grazie all’azione intentata in sede di giustizia amministrativa dalla Giunta Fassino e vinta con sentenze favorevoli prima del TAR e poi, a fine 2015, del Consiglio di Stato.
Con il che cade anche definitivamente la campagna propagandistica, e non vera, su presunti buchi di bilancio ereditati dal passato.
Non solo l’attuale Giunta non ha ereditato buchi, ma potrà disporre di 61 milioni in più di quelli che ha potuto avere la Amministrazione precedente.

chiara appendino piero fassino
Poi Fassino, già che c’è, infila il coltello nella piaga della colata di cemento della Appendino e delle altre faccende che riguardano l’attuale giunta e le promesse elettorali non mantenute:

Con quei milioni l’attuale Giunta pensa cosi di coprire i pesanti tagli, previsti dal nuovo bilancio, alle scuole dell’infanzia Fism, alle agevolazioni sulla Tari per le famiglie indigenti, alla cultura, ai servizi informatici.
Vedremo se sarà così. Intanto una cosa è certa: la Giunta Fassino, pur avendo 61 milioni in meno, non ha tagliato i servizi, non ha ridotto le agevolazioni per le famiglie indigenti, non ha tagliato le risorse per la cultura. Insomma, ha scelto di non penalizzare i cittadini.
Un comportamento ben diverso da quello dell’attuale Giunta che, invece, presenta un bilancio con tagli ai servizi, aumento di tariffe e utilizzo di tutti gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente, privando così la città della possibilità di utilizzare quelle risorse per gli investimenti.

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