La macchina del funky

Chiara Appendino vuole 61 milioni da Gentiloni

chiara appendino stipendio

La sindaca di Torino Chiara Appendino apre un contenzioso con il governo, chiedendo indietro 61 milioni di euro previsti dal Fondo perequativo Imu-Ici e assegnati a Torino da due sentenze, una del Tar, l’altra del Consiglio di Stato. Ora di fatto dal Comune di Torino parte un atto ingiuntivo destinato al governo. Lo annuncia lei stessa in un’intervista a La Stampa firmata da Luca Ferrua:

Buongiorno sindaca, nel giorno dei tagli del bilancio arriva anche una dichiarazione di guerra al governo?
«È inaccettabile che un Comune si debba sobbarcare l’incapacità di un governo di garantire risorse che sono dovute e confermate da due sentenze. I Comuni sono i primi enti che erogano servizi essenziali e se i soldi non arrivano vuol dire fare tagli. Mi aspetto che tutto il territorio si unisca a noi in questa battaglia che è una battaglia per la dignità di Torino».
Le sentenze di cui parla sono nel cassetto dal 2015, perché Torino non ha fatto questo passo prima? Perché Lecce incasserà i soldi prima di voi?
«Questa strada che intraprendiamo è un segnale politico nell’interesse di Torino e se non adempiranno spontaneamente all’esito del giudizio di ottemperanza, sarà possibile chiedere al Consiglio di Stato di nominare un commissario ad acta che provvederà ad eseguire la decisione del giudice. Mi auguro che non si debba arrivare a tanto».

chiara appendino gentiloni

Ma in campagna elettorale Maria Elena Boschi aveva minacciato i torinesi di perdere finanziamenti se avesse vinto Appendino?
«Mi aspetto i soldi che sono dovuti e mi attendo che tutti coloro che hanno a cuore la nostra città ci appoggino in questa battaglia, altrimenti saremo costretti a pensare che nei confronti di Torino c’è un atteggiamento diverso perché è governata dai Cinquestelle».

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