Fact checking

Alfonso Bonafede il “ministro” M5S che era consulente legale dei free-vax

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Il deputato pentastellato Alfonso Bonafede è senza dubbio uno dei fedelissimi di Luigi Di Maio. Nella lista dei ministri del futuro governo a 5 Stelle ci sono solo due politici (anche se in realtà non è proprio così). Uno è Riccardo Fraccaro, l’altro è Bonafede, per il quale Di Maio ha intenzione di proporre il Ministero della Giustizia. Avvocato con un proprio studio a Firenze, dottore di ricerca in Diritto Privato che ha svolto anche l’attività di insegnamento all’Università Bonafede ha iniziato l’esperienza politica con il M5S nel 2009 quando sfidò Matteo Renzi per la poltrona di sindaco di Firenze. Vinse Renzi ma Bonafede ha rimediato nel 2013, quando venne eletto alla Camera.

Alfonso Bonafede, Marcello Stanca e l’AMEV

Dal momento che è avvocato il nome di Bonafede sarà sembrato perfetto per ricoprire il ruolo di Guardasigilli. Per altri elettori invece Bonafede è il ministro ideale perché è stato uno dei consulenti legali di AMEV di Firenze, l’associazione per malati emotrasfusi e vaccinati presieduta dall’Avvocato Marcello Stanca. Stanca è uno dei più acerrimi nemici della legge Lorenzin e proprio tramite AMEV ha organizzato numerose manifestazioni di genitori “free-vax” nonché ha partecipato alla presentazione del ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della legge sulle vaccinazioni obbligatorie.

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Non stupisce quindi che in questi giorni su Facebook abbia preso a circolare un curriculum di Bonafede dove è riportato che il deputato pentastellato è consulente legale di AMEV. Circostanza confermata da Stanca ma della quale non si trova traccia né nel profilo di Bonafede su Rousseau né in quello pubblicato sul sito dello studio legale di Bonafede. Stanca però in un commento scrive di aver lavorato “per molti anni con il preparatissimo Bonafede” e di poter garantire “sulle sue preziose qualità professionali e umane”.

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Che AMEV e Bonafede abbiano avuto dei contatti è un dato confermato anche da un post della pagina Facebook “M5S Commissione Affari sociali e Sanità” del 12 novembre 2013 dove viene dato conto di un incontro al Ministero della Salute assieme ad AMEV “per capire meglio la risposta al question time su indennizzi danni da vaccino”. Purtroppo il relativo post sul blog di Grillo è andato perduto con il trasloco del comico dalla Casaleggio Associati.

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AMEV è un’associazione che – oltre a combattere per la “libertà di scelta” in campo vaccinale – si occupa di mettere in contatto genitori e cittadini con gli studi legali convenzionati per patrocinare cause “di risarcimento dei danni alla salute derivanti da trasfusioni di sangue, da vaccinazioni, da somministrazione di medicinali o emoderivati, o da responsabilità professionale medica”

Quando Bonafede e il M5S organizzavano conferenze con esperti di vaccini e autismo

Non è chiaro il ruolo di Bonafede come “consulente legale” dell’Associazione. Del resto poco meno di un anno fa il pentastellato si scagliava contro il deputato PD Giovanni Burtone che aveva presentato (e poi ritirato) una proposta di legge per l’Istituzione della Giornata in ricordo delle persone decedute o rese disabili a causa di vaccinazioni. Era il periodo in cui Renzi aveva deciso di politicizzare lo scontro sui vaccini dicendo che i vaccini dovevano essere la Banca Etruria dei grillini.

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Taceva però Bonafede sulla sua partecipazione nel novembre del 2010 ad un incontro d’informazione sulle vaccinazioni infantili al quale erano stati invitati “esponenti favorevoli e contrari alle vaccinazioni” ma dove a quanto pare avevano confermato la presenza il dottor Serravalle (un pediatra che sostiene la correlazione tra vaccini e autismo) e l’avvocato Stanca “da molti anni attivo su tutto il territorio in numerose cause per danni da vaccini”.

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Nella presentazione del convegno, che in questi giorni è stata rilanciata ovunque, Bonafede scriveva che “esistono dei dubbi sui vaccini infantili che meritano un’attenta ed approfondita valutazione” spiegando che le aziende farmaceutiche non avvisavano i pediatri delle Gravi reazioni ai vaccini” e chiedendosi infine “Se sono necessari, perché risultano obbligatori solo in Italia a differenza degli altri paesi nel mondo?”. Musica per le orecchie dei free-vax che nonostante siano stati condannati all’irrilevanza politica dal voto del 4 marzo (e come spiega questo articolo di Wired non sono nemmeno stati influenti) pensano ora di avere “uno dei loro” al governo.

Il giubilo free-vax per la “nomina” di Bonafede

Non è nota la posizione di Bonafede sui vaccini. Come molti pentastellati anche il futuro ministro della Giustizia ha detto che il MoVimento 5 Stelle non è contro i vaccini ma contro l’obbligo. Certo la sua vicinanza ad una delle associazioni “free-vax” più agguerrite non è certo rassicurante dal punto di vista istituzionale. Del resto è impossibile non ricordare la polemica esplosa a pochi giorni dal voto tra Elena Fattori e altri portavoce del 5 Stelle sul fatto che il programma Salute del M5S fosse stato cambiato all’improvviso con la proposta di tornare “al sistema previgente” e di introdurre le misure previste nella “proposta di legge Paola Taverna” (due eventualità escluse dal consulente per la vaccination policy del MoVimento).

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Nei giorni precedenti al voto, successivamente alla presentazione della squadra di ministri di Di Maio in diversi gruppi free-vax si è diffusa la notizia che il ministro della Giustizia sarebbe stato “un legale di AMEV” che difende i danneggiati da vaccino con l’avvocato Stanca (che però curiosamente sosteneva SìAmo di Dario Miedico). Nel bene o nel male, riportava uno dei messaggi copiato ovunque, Bonafede era “uno di noi”.

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Ora naturalmente succederà che dopo la vittoria di Lega e M5S i “free vax” si sentiranno in diritto di avanzare le loro richieste al “loro ministro”. Richieste che anche se verranno rispedite al mittente – perché anche il MoVimento 5 Stelle sa che i voti “free vax” pesano poco – sicuramente potrebbero causare un qualche imbarazzo a Bonafede e al partito di Di Maio.

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D’altra parte proprio la figura di Bonafede potrebbe essere vista come il punto di raccordo tra Lega e MoVimento. Salvini è da tempo contrario all’obbligo proprio per il timore che i vaccini possano provocare qualche danno ai bambini. E chi meglio di Bonafede – l’avvocato che collaborava con AMEV per difendere i “danneggiati da vaccino” – potrebbe rappresentare al tempo stesso gli interessi degli Elettori Preoccupati di entrambi gli schieramenti?

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