Fact checking

Lo show degli antivaccinisti a Piazza Pulita

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Un tema fortissimo e molto divisivo, così ieri sera Corrado Formigli a Piazza Pulita ha introdotto il dibattito sui vaccini e sull’obbligatorietà delle vaccinazioni nell’infanzia. E non c’è dubbio che le vaccinazioni pediatriche, anche grazie a certi programmi d’informazione come ad esempio Virus, siano diventate un terreno di scontro tra medici e genitori preoccupati che hanno conseguito la laurea in medicina tramite una ricerca su Google. Per cercare di fare chiarezza sul tema ieri Formigli non ha trovato di meglio da fare che riproporre in televisione quello che gli spettatori vedono ovunque su Facebook: persone che spiegano che i vaccini servono a far guadagnare le case farmaceutiche, che le malattie sono colpa delle “orde di persone che vengono da ogni parte del mondo” oppure medici antivaccinisti che pretendono di partecipare alla trasmissione “a condizione che non ci siano interventi estranei che siano a favore di una tesi differente dalla mia”.
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La lotta di Nogarin e dei Cinque Stelle contro le vaccinazioni obbligatorie

Nella giornata di ieri il dibattito sulle vaccinazioni era stato aperto dal sindaco di Livorno Filippo Nogarin che ha scritto su Facebook un post per spiegare che la legge regionale che prevede l’obbligatorietà dei vaccini per chi vuole iscrivere il proprio figlio all’asilo e alla scuola dell’infanzia, voluta dall’assessora Stefania Saccardi approvata nei giorni scorsi dalla Giunta guidata Enrico Rossi, è inaccettabile perché introduce delle discriminazioni tra bambini di Serie A (vaccinati) e bambini di Serie B (non vaccinati). In alcuni commenti il sindaco di Livorno lamentava il fatto che l’obbligatorietà venga introdotta solo in Toscana e non nelle altre regioni, ed è una posizione interessante visto che Nogarin probabilmente ha votato No al Referendum sulla Riforma Costituzionale avrebbe eliminato la legislazione concorrente attribuendo in maniera esclusiva allo stato centrale le competenze in materia di “disposizioni generali e comuni sulla tutela della salute“. Ancor più interessante è il fatto che qualche ora dopo sia stata data la notizia che le Regioni all’unanimità si sono espresse in maniera favorevole per un accordo con il Governo – nella persona del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin – al fine di introdurre l’obbligatorietà dei vaccini come condizione per consentire l’accesso dei bambini agli asili nido e alla scuola materna su tutto il territorio nazionale.

In che modo Piazza Pulita contribuisce a fare disinformazione sui vaccini?

Eppure il segmento della trasmissione dedicata ai vaccini era stato aperto dal racconto della madre di Flavio, un bambino morto dopo aver contratto una malattia per la quale avrebbe potuto essere vaccinato (se i medici avessero informato i genitori della possibilità). La mamma di Flavio da allora si è fatta promotrice di una campagna per sensibilizzare gli altri genitori sull’importanza delle vaccinazioni, un po’ come lo sono diventate Bebe Vio e la sua famiglia. In studio invece c’erano l’assessora alla salute di Regione Toscana Stefania Saccardi la professoressa Chiara Azzari – immunologa coordinatrice scientifica dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Dall’altra parte c’erano invece il giornalista di Guglielmo Pepe, giornalista di Repubblica difensore dell’omeopatia (ha sostenuto che vi fossero prove scientifiche della bontà delle “cure” omeopatiche) che ieri ha scritto un articolo contro il ritorno delle vaccinazioni obbligatorie e Alessandra Ghisla una rappresentante del gruppo di genitori toscani che si oppone all’obbligo di vaccinazioni che – a parte l’essere genitore – non ha alcun titolo per spiegarci che “i vaccini fanno male”. Già è possibile capire la sproporzione, “due contro due” quasi a voler far intendere che sulla questione non ci sia un consenso unanime. Inoltre mettendo sullo stesso piano ciò che dice un’immunologa con quello che dice un genitore si finisce per attribuire alle opinioni dei genitori un valore ed un importanza che non hanno assolutamente. È giusto che un amministratore pubblico si confronti con i cittadini, ma non dobbiamo dimenticare che la Ghisla rappresenta appena 1.500 genitori in una regione da poco meno quattro milioni di abitanti che sono rappresentati – e tutelati – proprio dalla Saccardi. Di nuovo oltre al “peso” scientifico delle affermazioni bisogna anche soppesarne anche la rilevanza dal punto di vista numerico.

È stato successivamente dato molto spazio ad altri genitori preoccupati che non hanno vaccinato i propri figli e che hanno potuto spiegare le proprie ragioni senza che venissero illustrati i dati e le prove scientifiche dalle quali risulta che sono infondati. Poi Eugenio Serravalle, un pediatra ha potuto negare di aver mai affermato che i vaccini causano l’autismo (lo stesso genere di difesa di Roberto Gava) invitando ad andare a leggere quello che ha scritto. E andando a leggere quello che Serravalle ha scritto sul suo sito non ci vuole molto a trovare un articolo dal titolo “Autismo e vaccini” dove il medico scrive esattamente quello che sostiene di non aver mai detto e ovviamente parla – senza citarlo – del famoso studio scientifico condotto da Andrew Wakefield sul vaccino trivalente:

Ho conosciuto molti bambini autistici. Spesso i genitori affermano che lo sviluppo psico-motorio dei loro figli era normale fino alla somministrazione di un vaccino. Ho avuto modo di vedere filmati, fotografie che mostrano bimbi allegri, sorridenti e con comportamenti ben differenti da quelli che presentano in ambulatorio. Uno studio ha dimostrato che vaccinazioni multiple durante i primi 3-4 mesi possono avere un impatto sulla crescita del cervello e sul suo sviluppo. In particolare quella zona che gestisce le emozioni (amigdala), potrebbe subire danni nella sua crescita e nella sua funzionalità dopo le vaccinazioni anti-morbillo,parotite,rosolia e difterite,tetano,pertosse ed haemophilous influenza tipo B eseguite ai 12 mesi.(2) La nuova versione del vaccino contro morbillo, rosolia e parotite (MMR II) che non contiene Thimerosal venne introdotta nel 1979 ed utilizzata in maniera esclusiva dal 1983, L’autismo negli Stati Uniti ebbe un picco tra il 1983 e il1990 passando da 4–5 casi ogni 10.000 nati a 1 su 500. Nel 1988, venivano consigliate due dosi dell’MMR II per immunizzare quei soggetti che non rispondevano al primo vaccino. Un picco nella diffusione dell’autismo si ebbe inoltre con l’introduzione della seconda dose di MMR II. Dal 1988, l’MMR II è usato anche in Inghilterra dove oggi il tasso di incidenza è arrivato a 1 bambino ogni 64. Anche in Canada, Danimarca e Giappone si sono avuti importanti incrementi della diffusione dell’autismo. Il nuovo vaccino MMR II è contaminato con DNA umano, e questa contaminazione potrebbe essere la causa della diffusione dell’autismo.

Quello studio scientifico, poi rivelatosi falso, è ad oggi l’unica prova “scientifica” in mano agli anti-vaccinisti per dimostrare la presunta pericolosità delle vaccinazioni in età pediatrica. Ma sia il fatto che Serravalle abbia mentito sia il fatto che lo faccia basandosi su studi scientifici inesistenti non è stato assolutamente sottolineato da Piazza Pulita che se avesse voluto informare non avrebbe lasciato così tanto spazio anche ad un altro medico che ci ha spiegato (curiosamente senza prove) che i vaccini possono causare la leucemia. Tutte affermazioni che non sono state smentite e che per il solo fatto che sia stato un dottore a dirle danno l’impressione – nuovamente – che nemmeno la comunità scientifica sia poi così sicura che i vaccini non siano pericolosi. Come se non bastasse, giusto per rendere molto più equilibrato il dibattito, è stato invitato in studio un altro anti-vaccinista, il medico Fabio Franchi (già autore del libro Aids la grande truffa dove “dimostra” che l’HIV non causa l’AIDS) che ci ha spiegato che i medici sono “sotto ricatto” e che “nella patria di Galileo viene negata la possibilità ad alcuni di partecipare al dibattito scientifico”. Ma al dibattito scientifico non si partecipa per “par condicio” come ha chiesto Serravalle ma in forza di ragioni corroborate da studi scientifici. Questi studi scientifici sui quali gli anti-vaccinisti hanno fondato fino ad ora le loro opinioni non esistono, prova ne è lo stesso documento che chiede (dopo aver utilizzato per trent’anni senza problemi lo studio di Wakefield) che venga avviato uno studio per dirimere la questione. Ma al di là delle note posizioni di chi è contro i vaccini – come la mamma del bambino autistico che piangendo racconta che vaccinare “è come puntare la pistola alla testa” del bambino – quello che è incredibile è il modo in cui Formigli ha gestito la trasmissione dando sostanzialmente più spazio e importanza a chi ne sostiene la pericolosità (o ritiene inutile l’obbligatorietà) a chi, come la professoressa Azzari, ne spiegava l’importanza. Ieri a Piazza Pulita si è parlato di un tema di salute pubblica senza invitare l’ospite più importante: la scienza. Quella che avrebbe dovuto essere una trasmissione divulgativa fondata sul confronto di dati scientifici si è ridotta ad essere un’esposizione di opinioni che a molti telespettatori saranno sembrate equivalenti o intercambiabili a seconda della “fede” o della tifoseria d’appartenenza. E dal momento che chi è contro i vaccini non ha dati scientifici in mano i veri vincitori sono stati loro che hanno avuto, di nuovo, la possibilità di presentare le loro teorie “alla pari” con quelle della medicina contemporanea.