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Adinolfi non è vaccinato: per lui è una “scelta privatissima”, ma interrompere una gravidanza no

Mario Adinolfi non è vaccinato: lo ha ammesso lui stesso a Zona Bianca su Rete 4. Su Facebook parla erroneamente di “scelta privatissima”, dimenticandosi anni di battaglie da lui portate avanti contro scelte davvero private, come l’interruzione volontaria di gravidanza

Adinolfi twitter Egonu

Fa acqua da tutte le parti la tesi con la quale Mario Adinolfi ha cercato di difendere la sua scelta di non vaccinarsi. Ieri sera nel corso della trasmissione Zona Bianca su Rete 4 gli è stato chiesto se si fosse fatto somministrare almeno una dose e lui – in collegamento da casa – ha risposto di “no”, aggiungendo: “Non vorrei scatenare gli auguri di morte che di solito partono sui social quando si dice in televisione una cosa del genere”.

“A differenza di altri colleghi che fanno i misteriosi – ha poi scritto oggi in un post su Facebook – io ho confermato che non sono vaccinato. Non ne ho mai fatto strumento di lotta, è una scelta personale nell’ambito di quelle che la legge mi consente ed è una scelta che fa parte del mio vissuto, refrattario ai farmaci di qualsiasi natura”. Adinolfi parla della vaccinazione come una “scelta privatissima da prendere con il medico”. Peccato che tutti i medici del mondo, tranne una sparuta minoranza che Adinolfi e i suoi simili prendono a modello, siano concordi sul fatto che i vaccini salvano vite. E lo dicono anche i dati scientifici.

La doppia morale di Adinolfi su vaccini e aborto

Inoltre, pare quantomeno doppiopesista definire “privatissima” una scelta simile quando si pontifica contro l’interruzione volontaria di gravidanza. E questo soltanto per restare in ambito sanitario, perché volendo estendere il concetto non c’è nulla di più “privato” che scegliere chi sposare, anche fosse una persona dello stesso sesso. Tornando al Covid, “se lo prendete – prosegue Adinolfi – al 99% non morirete e non finirete neanche in terapia intensiva (attuali infetti 402.769, attualmente in un letto di terapia intensiva 1.010 persone). Quindi, non abbiate paura: è una malattia e si cura, io sono romano e semmai mi prendesse il Covid andrei allo Spallanzani a fare gli anticorpi monoclonali che fanno sparire infezione e sintomi in otto giorni. Da gennaio 2022 poi arrivano anche le pillole specifiche di Pfizer”. Un inno all’esporsi senza reti di sicurezza al contagio, “tanto poi mi curano”, come se il sistema sanitario nazionale avesse risorse infinite.

L’assurdo paragone tra Covid e Aids

E ancora, “la caccia al morto no vax per dimostrare le teorie vacciniste è macabra e disumana”, dimenticandosi che sono i report ospedalieri a tenere traccia delle morti tra vaccinati e non, per dimostrare l’efficacia di un farmaco che salva vite, e invogliare le persone ad assumerlo. Infine, l’assurdo paragone con l’Aids: “Lo trattammo come fosse la peste bubbonica, poi venne messo sotto controllo attraverso la modifica di alcuni comportamenti e con le cure. Credo che dovremmo ricalcare quel modello”. È bene ricordare ad Adinolfi che l’Aids non si trasmette respirando, e che quindi si tratta di un confronto che non ha né capo né coda. Come l’intero ragionamento. Come la decisione di non vaccinarsi.