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Come i free-vax si preparano a fregare l’obbligo “intelligente” della ministra Grillo

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Anche quest’anno ci risiamo. Si avvicina la scadenza del 10 marzo e i genitori free/no/boh/anti-vax sono alle prese con le procedure per aggirare di nuovo la legge sulle vaccinazioni obbligatorie. Per l’anno scolastico 2017/2018 il legislatore aveva previsto il termine del 10 marzo 2018 per consentire ai genitori di mettersi in regola con le vaccinazioni pediatriche. L’anno scorso la misura era giustificata dal fatto che la legge era entrata in vigore poco prima dell’inizio dell’anno scolastico e si è voluto così lasciare più tempo ai genitori di adeguarsi alla nuova normativa.

Il dramma di chi ha presentato l’autocertificazione dichiarando il falso

Per l’anno scolastico 2018/2019, quello in corso, in teoria non sarebbe stato necessario. Ma la nuova ministra della Salute Giulia Grillo appena insediata si è inventata prima l’obbligo flessibile e poi l’obbligo intelligente. L’obiettivo dichiarato era quello di facilitare gli adempimenti burocratici, di fatto si è voluto lasciare ai genitori “indecisi” sulle vaccinazioni la possibilità di iscrivere i propri figli a scuola con una semplice autocertificazione.

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Con il decreto Milleproproghe la maggioranza Lega-M5S ha successivamente stabilito che le famiglie avevano la possibilità di autocertificare le vaccinazioni obbligatorie dei bambini – soprattutto quelli nella fascia d’età 0-6 anni – fino al 10 marzo 2019. Manca poco più di una settimana alla scadenza entro la quale i genitori dovranno presentare “la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie”. Ovvero gli stessi documenti che – se hanno fatto le vaccinazioni – gli vengono consegnati un istante dopo la vaccinazione, senza bisogno di astrusi accessi agli atti o pratiche burocratiche esoteriche.

La diffida dei free-vax inadempienti

Entro il 10 marzo infatti le scuole dovranno trasmettere alle ASL l’elenco degli iscritti. I genitori free-vax tornano così ad interrogarsi su cosa fare e come. Diversi di loro a quanto pare sono riusciti ad iscrivere i figli a scuola autocertificando l’adempimento degli obblighi vaccinali. Come era scontato infatti lasciare aperta l’opzione autocertificazione anche per quest’anno ha consentito di sfruttare questa scappatoia per rimandare la vaccinazione e al tempo stesso iscrivere i figli alle materne o agli asili nidi.

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Eppure così facendo hanno autocertificato il falso. E ora i nodi stanno per venire al pettine. Ma, potete starne certi, dal Ministero arriverà qualche circolare sulla flessibilità o sull’obbligo intelligente e nessuno rischierà nulla. Eppure dichiarare il falso in un’autocertificazione dovrebbe essere un reato. Così come non adempiere agli obblighi di legge dovrebbe comportare una qualche sanzione. La legge Lorenzin ne prevede due: le sanzioni amministrative e la sospensione della frequenza fino a quando non saranno fatte le vaccinazioni.

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Alcuni genitori che – grazie all’obbligo flessibile e intelligente della ministra Grillo – sono riusciti ad iscrivere i figli a scuola ora non sanno più cosa fare. Non possono più prendere appuntamento presso i centri vaccinali per poi disdire (altra geniale tattica free-vax per prendere tempo) e vedono ormai arrivare l’inevitabile. Curiosamente c’è chi testimonia di essere riuscito ad iscrivere il figlio anche senza autocertificazione, segno che la dittatura sanitaria vaccinista non funziona poi così bene.

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Come fare ad evitare la terribile iniezione? Qualcuno ha pensato di utilizzare l’arma finale: la diffida. In poche parole si tratta di un documento nel quale i genitori ammettono di non aver eseguito le vaccinazioni e – non potendo legalmente ricorrere all’autocertificazione – spiegano che però hanno preso appuntamento per fare la vaccinazione e che stanno seguendo un “percorso” volto a raccogliere le informazioni necessarie sui vaccini.

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Sappiamo già come funzionano le cose: i free-vax vanno all’appuntamento chiedendo tutte le copie dei bugiardini o di sapere tutte le reazioni avverse e pretendendo assolute garanzie di sicurezza. Una volta fatto continuano a disdire l’appuntamento successivo, quello per la vaccinazione, in modo da rimandare il più possibile. In questo contesto la diffida dovrebbe essere un atto formale per intimare al dirigente scolastico di adottare qualsiasi provvedimento di sospensione della frequenza scolastica. Geniale vero? E se l’anno scorso tutto ciò è stato reso possibile dal fatto che in fondo la legge era appena stata approvata quest’anno le diffide sono la diretta conseguenza dell’obbligo intelligente.

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Ecco quindi che anche quest anno i free-vax si dedicheranno a disboscare l’Amazzonia e a produrre tonnellate di carte inutili solo per poter continuare a poter infrangere la legge indisturbati. I cittadini che invece rispettano la legge dovrebbero farsi sentire, per chiedere al ministro della Salute e a quello dell’Istruzione di tutelare i diritti di chi non cerca facili scappatoie e – probabilmente da sciocco – rispetta la legge.

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