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Zingaretti: no al Conte Bis, per ora è stallo

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La discontinuità deve essere garantita anche da un cambio di persone. E quindi niente Conte Bis, almeno per ora: lo dice Nicola Zingaretti durante una conferenza stampa al Nazareno in cui il Partito Democratico ha illustrato le conclusioni dei tavoli per il programma. Il segretario chiude per ora all’accordo con il MoVimento 5 Stelle, che mantiene il nome di Conte presidente del Consiglio come punto irrinunciabile insieme al taglio dei parlamentari per dare il via alla trattativa con il PD.

Zingaretti: no al Conte Bis, per ora

“Faremo di tutto per cercare una soluzione possibile che ancora non si e’ determinata”, ha aggiunto Zingaretti riferendosi ancora al Lodo Conte che attualmente blocca la politica italiana. Ed evidentemente senza dare retta ai tanti commenti che sulla sua pagina facebook sono comparsi oggi per spingerlo a togliere il veto sull’Avvocato del Popolo. Così come il M5S non sembra filarsi molto i militanti pronti a votare no su Rousseau all’eventuale accordo con i DEM. “Ribadisco una posizione, come ho detto stamattina, anche convinto che su questo si può lavorare e trovare una soluzione, in un confronto reciproco capendoci e interloquendo l’uno con l’altro. Noi faremo di tutto per cercare una soluzione possibile che, non nego, a questo punto non si è determinata”, aggiunge ancora Zingaretti che comunque non sembra escludere la possibilità di cambiare idea su Conte. Il segretario ha approfittato della situazione anche per togliersi un sassolino dalla scarpa: “Faccio un appello: non piu’ fonti parlamentari. Chi si vuole assumere nome e cognome lo dica. Faccio appello: siamo in un momento delicato in cui si parli con i fatti, e i processi siano gestiti con la massima serietà”. Il riferimento è alle “fonti renziane” che oggi hanno parlato nelle agenzie di stampa per aprire a Conte.

fonti renziane conte

Poi è arrivato il richiamo sui tempi, che Mattarella vorrebbe più brevi possibile: “Saremo chiamati mercoledì a tornare dal presidente della Repubblica. Siamo chiamati a verificare se ci sono le condizioni. Faccio un appello affinché si superino le timidezze e si apra un confronto vero”. Infine l’appello finale: “Faccio un appello al M5s e alle forze di sinistra a riunirci per verificare le possibilità di andare avanti. Al centro bisogna mettere il lavoro per verificare se esistono le convergenze programmatiche non tra due parti che non si parlano, il mio appello è per superare le timidezze e andare al confronto sul merito”, ha aggiunto il segretario PD.

Ma il M5S insiste su Conte

La risposta del MoVimento 5 Stelle è arrivata a stretto giro di posta: “La soluzione è Conte, il taglio dei parlamentari e la convergenza sugli altri 9 punti posti dal vicepresidente Di Maio. Non si puo’ aspettare altro tempo su delle cose semplicemente di buon senso. E’ assurdo. L’Italia non puo’ aspettare il Pd. Il Paese ha bisogno di correre, non possiamo restare fermi per i dubbi o le strategie di qualcuno”.

La situazione è di stallo messicano, come dopo il voto del 4 marzo. All’epoca vinse la Lega. Oggi?

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