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Come il voto sulla piattaforma Rousseau mette a rischio il governo M5S-PD

La consultazione non è stata ancora ufficializzata ma a spingere per effettuarla è Davide Casaleggio, che vorrebbe consultare gli iscritti già oggi, prima della direzione Pd. E prima di andare a parlare con il capo dello Stato

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Ufficialmente il governo M5S-PD non è ancora nato, ma il suo destino è a rischio perché il voto su Rousseau è un’incognita vera. La consultazione non è stata ancora ufficializzata ma a spingere per effettuarla è Davide Casaleggio, che vorrebbe consultare gli iscritti già oggi, prima della direzione Pd. E prima di andare a parlare con il capo dello Stato. “Per sancire”, spiega Annalisa Cuzzocrea su Repubblica, “la supremazia della piattaforma digitale, che gestisce e per cui incassa 300 euro al mese a eletto, nei meccanismi decisionali del Movimento. Tanto che l’assemblea congiunta dei parlamentari è stata convocata solo stasera alle 19, a voto già avvenuto. Se davvero andrà come vuole Casaleggio”.

Come il voto su Rousseau mette a rischio il governo PD-M5S

Perché in effetti c’è un problema a monte su questa votazione. Ed è quello evidenziato da Lorenzo Borrè, avvocato che ha vinto molte cause contro il MoVimento 5 Stelle sulle questioni regolamentari e oggi avverte che lo statuto grillino prevede un preavviso di 24 re prima dell’inizio delle votazioni e quindi servirebbe una deroga, che però può essere disposta soltanto con voto dell’assemblea. Quindi in teoria i tempi per far votare i grillini prima della scadenza dell’ultimatum posto da Mattarella non ci sono. Ma l’esperienza ci insegna che i grillini da tempo violano le regole che scrivono: non sarebbe nemmeno la prima volta se lo facessero anche stavolta.

lorenzo borré

Il punto però è che al di là del voto il sentiment del grillino medio è chiarissimo: quasi nessuno ha digerito l’ipotesi di accordo quando è stata presentata, per questo il M5S ha insistito sul nome di Conte per cercare almeno una chance di vittoria. Ma non è detto che basti, vista l’aria che tira. «La base chiede più di partecipare alla stesura dei temi che dire sì o no», avverte intanto il grillino Carabetta in un’intervista al Corriere.

Il giallo del voto su Rousseau

La frase è soltanto all’apparenza ermetica: in realtà tradisce l’intenzione, ben presente tra le correnti grilline, di bypassare in qualche modo la consultazione degli attivisti. Oppure di dar loro la possibilità di votare su altro, ma non sull’accordo politico tra PD e M5S. Ma sarà difficile imporsi quando dall’altra parte, fa sapere il quotidiano di Fontana, ci sono personalità del calibro di Di Battista e Casaleggio Junior. Che non hanno gradito – eufemismo – il patto con il PD e vorrebbero almeno una possibilità di rivincita. Per questo sarà molto interessante, nel caso si votasse, vedere come verrà costruito il quesito su cui dovranno rispondere gli attivisti e gli iscritti: in questi anni sono stati scritti apposta per orientare il voto in un senso o nell’altro, a volte addirittura con acrobazie linguistiche che ne mettevano in pericolo la comprensione generale del testo. Stavolta come andrà?

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Intanto Travaglio stamattina, benedicendo il governo PD-M5S, ha già spiegato come devono votare gli iscritti:

Ora i 5Stelle temono il voto degli iscritti su Rousseau(allora forse non è truccato). Ma sarebbe stupefacente sefosse negativo: Rousseau, quello vero, ragionava. Cos’è il Pd lo sappiamo tutti, mapure cos’èla Lega.Anche un anno fa, nel voto sul contratto con Salvini, si parlò di “rivolta sul web”. E il programma del Pd – perquantovago ecangiante–è meno distante da quello grillino di quello leghista. Chi ha il maldipancia vacapito, madeve sapere che il Conte 2 o 2.0 in salsa giallo-rosa è la peggiore soluzione eccettuate tutte le altre.

Ma questo non vuol dire che la partita sia finita. Anzi, è appena cominciata.

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