Economia

Virginia Raggi vuole mandare i rifiuti di Roma in tutta Italia

virginia raggi emergenza monnezza

Virginia Raggi vuole mandare i rifiuti di Roma in tutta Italia per evitare un’altra emergenza a settembre nella Capitale. La sindaca chiederà oggi al ministro dell’Ambiente Sergio Costa di aprire i confini delle regioni, di consentire all’immondizia non trattata di viaggiare liberamente all’interno del Paese, in modo da usare con facilità impianti laddove ci siano spazi.

Virginia Raggi vuole mandare i rifiuti di Roma in tutta Italia

Il Messaggero racconta in un articolo a firma di Mauro Evangelista che questa mattina, su richiesta della sindaca, si svolgerà la riunione della cabina di regia tecnica: vi parteciperanno oltre ai dirigenti del Ministero dell’Ambiente, i responsabili del dipartimento ambiente di Roma Capitale, Laura D’Aprile, e della Regione, Flaminia Tosini. Il motivo della riunione è che gli impianti del Lazio, che attualmente la Capitale sta utilizzando dopo che la Regione ha detto sì, non potranno garantire lo stesso livello di servizio perché alcuni andranno in manutenzione mentre altri non l’hanno ancora terminata.

immondizia roma raccolta differenziata
La monnezza di Roma e la raccolta differenziata (Il Messaggero, 13 agosto 2019)

Ama sta cercando alternative: la strada verso l’estero ha dato risultati molto deludenti, Stoccolma ha messo a disposizione spazi per appena 6.000 tonnellate, si sta trattando con impianti in Austria. Su richiesta dell’Ama, la Regione Lazio ha inviato la richiesta alla Regione Marche di ricevere una parte dell’indifferenziato romano. Ma dalla giunta regionale marchigiana è già stato anticipato che difficilmente si potrà aiutare la Capitale: le discariche locali sono vicine alla saturazione. Tutto questo si va a inserire nella situazione surreale che il contribuente romano deve subire: AMA chiede di produrre meno indifferenziato mentre incassa una delle tariffe rifiuti più alte d’Italia.

La soluzione di Raggi per la monnezza di Roma

E qui si incastra la richiesta di Raggi, che tecnicamente suona come creazione di un ambito territoriale nazionale e in concreto vuol dire che tutta l’Italia dovrebbe prendersi i rifiuti di Roma:

Significa consentire ai rifiuti indifferenziati non trattati di viaggiare in Italia dai territori in difficoltà alle zone dove ci sono molti impianti. Oggi per spedire i rifiuti “tal quali” c’è un meccanismo complicato che prevede l’accordo tra Regioni. E non è facile per un governatore di regioni del centro nord che hanno, con lungimiranza, realizzato per tempo gli impianti spiegare ai propri cittadini: ora prendiamo anche i rifiuti di Roma.

tari roma
La TARI a Roma e nelle altre grandi città (Il Messaggero, 14 dicembre 2018)

Ma non c’è solo la Capitale in crisi. Anche la Campania e la Sicilia sono in affanno: il provvedimento di «apertura delle frontiere» avrebbe senso alla luce di una sorta di pre-emergenza nazionale. Ma servirebbero un governo e un presidente del Consiglio che se ne prendessero la responsabilità: questa fase di incertezza politica non aiuta (eufemismo).

Ecco quindi che la soluzione di Raggi non sembra poter essere praticabile visto che il governo “amico” Lega-M5S si sta progressivamente sfaldando e uno dei ministri nel mirino di Salvini era proprio Costa. E allora che si fa con l’emergenza periodica di settembre?

Leggi anche: Decreto Scuola: 79mila rimangono precari con la crisi