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Il "risultato epocale" di Virginia Raggi sui cartelloni pubblicitari non è merito dei 5 Stelle

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Ieri Virginia Raggi ha annunciato un risultato epocale per la città di Roma: “dopo decenni di assenza di regole” la Giunta capitolina ha approvato il Piano regolatore degli impianti pubblicitari (PRIP). Una vittoria in fatto di legalità, scrive la sindaca su Facebook, dalla quale ne trarranno vantaggio soprattutto le imprese “che avranno ora regole certe da seguire”. Finisce così l’era dell’abusivismo e delle foreste di cartelloni pubblicitari piazzati ovunque in città senza alcun controllo da parte del Comune.

Il nuovo successone di Virginia Raggi…

L’approvazione del PRIP si va così ad aggiungere agli oltre 254 successi di Virginia Raggi che da un anno e mezzo a questa parte si sta dando un gran da fare per cambiare Roma. La Raggi ci tiene anche a dare i numeri di questa rivoluzione che finalmente ripristina il decoro dell’Urbe. Con il PRIP ci saranno nella Capitale 15mila impianti pubblicitari al posto dei 28mila che invadevano la città. Cambia di conseguenza anche la superficie espositiva totale che passa da 166mila a 61mila quadrati. Non c’è che dire, un bel risultato per la sindaca della legalità. Certo, ci sono stati i soliti criticoni che hanno detto che forse “epocale” è un po’ eccessivo, perché a Roma ci sono ancora tante altre cose che non vanno.
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Ma il problema dell’annuncio trionfale della Raggi in realtà è un altro. Perché in realtà la giunta pentastellata ha fatto ben poco per il  Piano regolatore degli impianti pubblicitari che era già bello e pronto grazie al lavoro delle famigerate “amministrazioni precedenti” alle quali la Raggi e il M5S sono sempre pronte ad addossare le colpe di qualsiasi cosa sbagliata succeda a Roma. Non che sia difficile farlo, perché se Roma è una situazione che i più ottimisti definiscono “complicata” è grazie all’inefficienza e agli errori di chi ha preceduto la Raggi.

…è un’eredità della giunta Marino

Marta Leonori, ex assessore alle Attività produttive del Comune di Roma durante il mandato di Ignazio Marino, ha ricordato alla Raggi di chi è il vero merito se oggi Roma va incontro a questa svolta “epocale”. I cittadini romani dovrebbero ringraziare il lavoro della giunta guidata da Marino che il 20 ottobre 2015 dava l’annuncio dell’approvazione dei piani locali per le affissioni nei quindici municipi. I numeri sono gli stessi della Raggi: “62mila metri quadri di spazi pubblicitari stradali contro i circa 233mila del passato”. Il comunicato dell’epoca ricorda che il PRIP era stato elaborato da Aequa Roma anche grazie alla raccolta opinioni dei cittadini nel novembre 2013. Nella presentazione in PowerPoint dei due anni di lavoro sul “manifesto” per Roma si trova tutta la cronistoria del Piano


Il PRIP è iniziato con la cancellazione della precedente sanatoria per 5.000 impianti abusivi voluta dalla giunta Alemanno (dicembre 2013), è proseguito con l’approvazione in Giunta (maggio 2014) e ha avuto il via libera dell’Assemblea Capitolina nell’estate del 2014. Non è purtroppo la prima volta che la Raggi si prende i meriti del lavoro di Marino senza menzionarlo, era già successo con l’inaugurazione della Sala degli Orazi e Curiazi al Campidoglio oppure quando ha annunciato la partenza del progetto Roma Resiliente.

Ma allora perché Virginia Raggi parla di successo epocale e di grande vittoria per Roma? Cosa ha fatto in concreto la giunta a 5 Stelle che da un anno e mezzo è al governo della Capitale? Secondo la Leonori è molto semplice, la Raggi “ha approvato in via definitiva i piani già pronti da ottobre 2015 e su cui il Prefetto Tronca aveva fatto (con una certa lentezza) il percorso partecipativo!”. La Raggi però non ha assolutamente ringraziato o ricordato il lavoro svolto da Leonori e Marino ed anzi ha parlato solo del contributo determinante dei Municipi (della scorsa amministrazione) “attori di un percorso partecipato cui hanno preso parte anche cittadini e Associazioni”. Senza dubbio senza l’approvazione da parte della giunta guidata dalla Raggi il piano sarebbe rimasto lettera morta, ma c’è ancora molto da fare, ad esempio bisogna ancora definire i lotti alla base delle gare per impianti privati, bike sharing e arredo urbano. Forse se la sindaca avesse annunciato l’avvio delle gare si potrebbe parlare di un “buon risultato”, ma un anno e mezzo per approvare Piani che erano già pronti sembra essere davvero tanto.