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Veronica Giannone: l'ex deputata M5S e quelli che si fanno rimborsare dalla Camera i soldi per Rousseau

alessandrodamato|

veronica giannone rousseau m5s

Veronica Giannone, deputata pugliese eletta in parlamento con il MoVimento 5 Stelle e in seguito espulsa – nel luglio 2019 insieme a Gloria Vizzini – su Facebook accusa il MoVimento 5 Stelle per la storia dei parlamentari che non rendicontano più e lancia una serie di accuse – alcune note, altre meno note – a Luigi Di Maio e Davide Casaleggio.

Veronica Giannone: l’ex deputata M5S e quelli che si fanno rimborsare dalla Camera i soldi per Rousseau

Bisogna ricordare che la Giannone è stata espulsa perché il M5S l’ha accusata di «assenze alle votazioni finali di vari provvedimenti fondamentali, condivisi e sostenuti dal nostro Gruppo Parlamentare» alle quali si aggiungono «votazioni in difformità dal Gruppo di numerosi emendamenti contrari alla linea politica» del M5S. Praticamente le stesse cose che sta facendo Gianluigi Paragone da mesi ma i probiviri se ne sono accorti soltanto adesso. La deputata scrive:

Ebbene, dovreste sapere, per onor di cronaca, che tanti tra i “rendicontisti” più diligenti, portano in detrazione alla Camera dei Deputati la spesa dei 300€ mensili da destinare a Rousseau, che in realtà dovrebbero pagare di tasca loro, e non far pagare ai cittadini con i rimborsi delle spese di mandato!😉
C’è chi poi inserisce sul Tirendiconto (e magari vi rendeste conto!!!) le spese degli abiti, delle scarpe… una sorta di spese di rappresentanza. Come? Semplice, fanno uno screenshot della spesa dall’applicazione bancaria, cancellano tutti i dati tranne data e importo, e il gioco è fatto!!😵
Per non parlare di coloro i quali rendicontano ci spese telefoniche di grandi importi…strano visto che sono anni che esistono le tariffe del “Tutto Illimitato”!

veronica giannone rousseau

L’accusa della deputata su quelli che si fanno rimborsare dalla Camera i soldi dati a Rousseau è corredata, in perfetto stile grillino, dell’anonimato, così non possiamo sapere di chi precisamente parli l’onorevole. La quale poi ci fa anche sapere che c’è chi mette in conto alla Camera spese per abiti definite come “di rappresentanza” (anche qui senza fare nomi) e parla di spese telefoniche esorbitanti (si era parlato in precedenza di Paola Taverna riguardo la vicenda). Poi continua con la questione delle indennità per i ministri: i presidenti di Commissione M5S avevano scritto sul Blog delle Stelle che avrebbero rinunciato a quelle indennità, ma l’onorevole parla esplicitamente di ministri e sottosegretari:

Mi chiedo inoltre… coloro i quali si sono ritrovati a fare i Ministri o i Sottosegretari, hanno poi concretamente rinunciato ad una delle due INDENNITÀ? Qualcuno ha letto e controllato tali rinunce?
E poi, tutti quelle DONAZIONI trimestrali per ogni parlamentare dove sono andate a finire?Nelle tasche di chi? Del conto corrente collegato al comitato costituito il 9 agosto 2018 da Di Maio, Patuanelli e D’Uva?
Ma non dovevano essere destinati alle associazioni decise dal solito gruppetto di comando e messe a votazioni su Rousseau, per la definizione delle percentuali di donazione ad ognuna di esse? Dove sono i bonifici effettuati alle Associazioni o Fondi votati su Rousseau?
Per non parlare poi della mensilità di luglio, che sarebbe dovuta essere donata alla famiglia del carabiniere Cerciello Rega, ucciso a Roma da 2 ragazzi americani.
Ad ottobre in un articolo di stampa, Di Maio ha fatto la sua ennesima figuraccia: nulla è stato donato!

Infine cita la storia dei soldi alla vedova di Cerciello Rega, che era già nota. L’ex grillina lancia accuse precise in alcuni casi e parla di casi già conosciuti in altri casi. Chissà se il M5S saprà risponderle nel merito e con la solita trasparenzAHAHAHAHAHAAH.

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