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L'Ungheria inventa il referendum sul Piano Soros per dire no ai migranti

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In Italia i sovranisti si limitano denunciare gli effetti nefasti del Piano Kalergi e della sostituzione di popolo in atto nel nostro Paese. Altrove invece il Governo ha deciso di chiedere direttamente ai propri cittadini se vogliono continuare ad essere invasi oppure no. Succede in Ungheria – paese che già ha dato prova di essere tra i più xenofobi dell’Unione Europa – dove il Governo ha deciso di indire un referendum affinché i cittadini possano esprimere la loro contrarietà a quello che è stato definito il “Soros Plan“.

In Ungheria Orbán ha inventato il “Piano Soros”

A quanto pare Ovviamente non esiste e non è mai esistito nessun “piano di Soros” per favorire l’ingresso di un milione di migranti in Europa. Non che questa sia una specialità ungherese. Anche in Italia Grillo e i 5 Stelle hanno più volte sollevato il sospetto che Soros fosse in qualche modo legato ai presunti traffici delle ONG che facevano da tassisti per i migranti nel Mediterraneo. In Ungheria però il Piano Soros non è altro che il modo in cui Viktor Orbán ha presentato la richiesta da parte dell’Unione Europea, di ripartizione delle quote di richiedenti asilo (molto meno di un milione) che il Paese deve accogliere in quanto parte della UE. Perché questo è quello che succede quando un nazionalista va al governo: se ne frega dei problemi dei sovranisti delle altre nazioni.

I manifesti con il “ghigno” di Soros per invitare a votare contro il Soros Plan [Fonte]
Soros diventa così il nemico, il capro espiatorio perfetto per consentire al Governo di raccontare ai cittadini dell’esistenza di un disegno malvagio, architettato dal banchiere ebreo. In fondo Soros vuole o no eliminare tutti i confini? E l’Unione Europea non è in sostanza la stessa cosa? Ecco quindi che la nazione che si difende dai migranti con un confine di filo spinato ora prova a respingerli con un voto popolare. Non essendoci nessun “Soros Plan” il Governo ungherese fare votare una “consultazione nazionale” sul nulla all’unico scopo di alimentare i sentimenti xenofobi e antieuropei del Paese e soprattutto di ricompattare la base di Fidesz, il partito di governo.

C’è bisogno di un nemico comune: l’ebreo Soros

L’Ungheria ha perso la causa con l’UE sulle quote di migranti. Nei manifesti elettorali campeggia la faccia di George Soros con scritto «Non lasciate a George Soros l’ultima risata». Come nella migliore tradizione della propaganda antisemita. La consultazione nazionale ha toni già sentiti, e non solo durante la Seconda Guerra Mondiale ma anche in questi mesi, in italia. C’è il piano per la distruzione dei confini, per la sostituzione del popolo con le “risorse boldriniane” e anche l’accenno ai soldi destinati ad ogni immigrato.

Questo è George Soros, uno dei più influenti miliardari al mondo. E questo è il suo pericoloso piano: smantellamento della barriera ai confini; insediamento di un milione di migranti all’anno in Ungheria; nove milioni di fiorini in sussidi pubblici per ogni migrante. Cosa ne pensi? Consultazione nazionale sul piano Soros.

Vista da qui l’Ungheria è un paese governato da un Primo Ministro fascista che come nelle migliori distopie orwelliane aizza il Popolo contro un nemico immaginario per manipolarlo meglio. Dall’Italia è facile bollare come fascista, xenofobo e antisemita il tentativo di Orbán di far credere agli ungheresi dell’esistenza di un complotto ai loro danni. Il modo di fare del governo ungherese desta apprensione nelle istituzioni europee. Ma nessuno fino ad ora ha realmente fatto qualcosa per richiamare Orbán al rispetto delle regole europee. Ma quanto tempo ovremo aspettare perché anche nelle parole di Salvini, di Grillo, di Toninelli si veda questa luce sinistra?

In un comizio a Verona Salvini ha detto (25 aprile 2017) che l’immigrazione clandestina è finanziata da George Soros. E che Soros «dovrebbe scomparire dalla faccia della Terra per il male che ha fatto a milioni di persone per bene». Qualche giorno dopo da Catania Salvini disse di essere “sempre più convinto che sia in corso un chiaro tentativo di sostituzione etnica di popoli con altri popoli” e che con le migrazioni non c’entrano guerre, la fame o i diritti umani ma che “è semplicemente un’operazione economica e commerciale finanziata da gente come Soros”.

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Da La Verità del 04/05/2017: gli insulti a Soros

E nemmeno certa stampa è immune dalle teorie del complotto. Pochi giorni dopo le dichiarazioni di Salvini La Verità, quotidiano scritto diretto e interpretato da Maurizio Belpietro, descriveva Soros come “il finanziatore dei taxi del mare” che andava a dare ordini a Palazzo Chigi.