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Come la Lega governa in Umbria: solo 200 mila euro per la Protezione Civile regionale

La giunta regionale dell’Umbria guidata dalla leghista Donatella Tesei è al lavoro sul prossimo bilancio. Oltre ai tagli al trasporto pubblico locale che stanno facendo infuriare i sindacati sono previsti anche minori stanziamenti ad un comparto che in Umbria, una regione che sta faticosamente uscendo dalla fase post-terremoto e dove sono presenti diverse criticità per quanto riguarda il rischio idrogeologico, è molto importante: la Protezione Civile.

Come la Lega ha drasticamente ridotto i fondi per la Protezione Civile

Al punto che al termine della Consulta Regionale per la Protezione Civile il Presidente della Consulta Giuliano Santelli ha espresso preoccupazione per la scarsità di fondi e di risorse messe a disposizione del comparto della Protezione Civile umbra. «Noi abbiamo sollevato problemi relativi al funzionamento del sistema che vede il volontariato assieme alla protezione civile il punto di riferimento per le tante emergenze del territorio», ha detto durante una conferenza stampa spiegando che «porre queste questioni significa mettere al centro al sicurezza dei nostri concittadini».

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Ma cosa è successo?  Dopo un incontro con l’assessora regionale Paola Agabiti sulle disponibilità di bilancio per la Protezione Civile sono state fornite le cifre che la nuova giunta intende stanziare. Bisogna tenere presente che «la Regione dell’Umbria ha un sistema di protezione civile che per funzionare ha bisogno di risorse ingenti, soprattutto dopo il terremoto. Risorse, personale e funzionamento del sistema. Con importi che sono all’incirca di un milione di euro per il funzionamento complessivo». L’ipotesi della giunta invece è di destinare 200 mila euro (sui 700-850 mila necessari)  per il funzionamento dell’intera struttura.

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A questi vanno aggiunti i finanziamenti per il fondo per regionale per le emergenze che, con le parole di Santelli: «il fondo regionale per le emergenze significa che se domani mattina c’è un terremoto, c’è una calamità, si attinge a quel fondo. Quel fondo oggi ha zero lire. Sono previste – secondo quanto ci ha detto l’assessore Agabiti – solo 70 mila euro». Il tutto a fronte di richieste per emergenze certificate dai Comuni e Province – soldi in parte già spesi dagli enti – di un milione e ottocentomila euro. Ultima questione è quella del volontariato. La Protezione Civile aveva richiesto di mantenere lo stesso livello di finanziamenti degli anni precedenti, vale a dire 300 mila euro (ad eccezione dello scorso anno quando a causa della crisi della giunta regionale ne vennero stanziati solamente 60mila). L’ipotesi della giunta Tesei è di ridurre ancora di più i fondi: «quello che è previsto in questo bilancio sono 20mila euro. Non riusciamo neanche a pagare bolli e assicurazione dei mezzi, oltre alla manutenzione, oltre ai DPI [dispositivi di protezione individuale NdR]».

Cosa comporta il taglio delle risorse per la Protezione Civile umbra

Secondo il consigliere regionale del M5S Thomas De Luca la Regione ha così deciso di stanziare “solo le briciole” per la Protezione Civile, con il rischio di «provocare la paralisi del sistema della Protezione Civile soprattutto in caso si presentino emergenze e calamità». Per la Consulta infatti i fondi sono “altamente insufficienti” frutto di quella che sembra essere una sottovalutazione del problema. Scrive la Consulta in una nota che le proposte di bilancio avanzate dall’assessora Agabiti sono «il frutto non chiaro dell’importanza del sistema di protezione civile in una Regione dove i rischi idrogeologi, idraulici e sismici sono altamente presenti, dove il tema della previsione-prevenzione–pianificazione dovrebbe essere centrale nella politica regionale». Sul suo sito De Luca riferisce le parole di alcuni volontari che a margine della conferenza avrebbero detto «Se in questo momento dovesse accadere qualcosa noi potremmo non essere pronti».

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In poche parole destinare così poche risorse alla Protezione Civile regionale significa sottovalutare i rischi del territorio e quindi mettere a repentaglio la vita dei cittadini. Il tutto senza considerare il fatto che la Protezione Civile oltre che di mezzi è fatta soprattutto di uomini. In Umbria sono 6.500 i volontari e per Santelli «la proposta avanzata risulta perlomeno offensiva nei confronti 6.500 volontari, spina dorsale del sistema, volontari che anche in questi giorni stanno dando il proprio contributo nell’emergenza coronavirus presso l’aereoporto San Francesco di Assisi nell’ambito dell’emergenza coronavirus». Per il consigliere pentastellato se queste ipotesi di bilancio venissero confermate si tratterebbe di «uno scenario da brividi che potrebbe provocare la paralisi del sistema della Protezione Civile soprattutto se si presentassero emergenze e calamità». Per fortuna che al governo ci sono quelli che hanno fatto campagna elettorale sui terremotati “nelle tende”. Ma quelle tende sono anche della Protezione Civile.

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