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Le mail di Tiziano Renzi sotto accusa e gli sms del figlio

tiziano renzi

Il Corriere della Sera oggi racconta i dettagli della difesa dei genitori di Matteo Renzi sull’accusa di false fatturazioni e bancarotta fraudolenta. Si parla prima di tutto della mail in cui Tiziano Renzi ammetteva la strategia messa sotto la lente dai magistrati:

In una mail spedita nel 2015 Tiziano Renzi di fatto ammette l’utilizzo che Eventi 6 può fare di un’altra cooperativa finita in procedura fallimentare, la Marmodiv, parlando esplicitamente di«strategia»: «Quando abbiamo preso in mano i lavoratori e abbiamo capito, facciamo il blitz, cambiamo il presidente e chiudiamo Marmodiv per mancanza di lavoro che nel frattempo dall’oggi al domani lo dirottiamo alla nuova». In un’altra propone invece di versare soldi per evitare la chiusura dell’attività. Ulteriori dimostrazioni — secondo il giudice — di questo«sistema»utilizzato per occultare i guadagni della capofila.

«Le mail — così si sono difesi Bovoli e Renzi —vanno lette e contestualizzate». E Bagattini aggiunge: «C’era una situazione di difficoltà di una cooperativa ed era stato chiesto un aiuto. Tiziano Renzi aveva detto che non c’era problema ad anticipare i soldi. La loro attività di impresa si nutre di contratti a tempo determinato, dunque è volatile, non ci si può onerare di un’assunzione di un certo numero di dipendenti se si corre il rischio che da lì a qualche settimana i contratti si dissolvano. Quindi ci si avvale di soggetti che svolgono questo servizio, comprese le cooperative».

L’articolo racconta anche degli sms all’avvocato del figlio di Tiziano, Matteo, evidentemente preoccupato dell’interrogatorio:

Oltre alle lettere che provano l’abbandono di ogni incarico, l’elenco dei documenti depositati contiene la revoca dei contratti tra la Eventi6 e la Esselunga, alcune missive sull’attività di volantinaggio e le dichiarazioni sostitutive sui compensi dei dipendenti. L’avvocato Bagattini ammette che per tutto il pomeriggio Matteo Renzi è stato informato in tempo reale di come stava andando l’interrogatorio.

«Ci siamo messaggiati com’è di costume», spiega. Qualche giorno fa l’ex premier ha sostenuto la volontà «dei miei genitori di andare a processo per dimostrare di essere innocenti». Bagattini lo liquida con una battuta: «Vorrei essere più ardito del senatore e non invocare il processo quando c’è un passaggio verso la possibile archiviazione».

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