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La senatrice M5S al Congresso delle Famiglie che mette sullo stesso piano diritti civili e violenza sulle donne

A sorpresa la senatrice 5 Stelle si è presentata al congresso di Verona facendo fare una figuraccia a Di Maio che aveva promesso che nessuno del M5S ci sarebbe andato. Ma ha fatto ancora di meglio. Ad esempio quando ha messo sullo stesso piano i “cosiddetti diritti civili”, la violenza sulle donne e il mancato welfare famigliare. WTF?

Luigi Di Maio ci assicura che il governo manterrà le promesse fatte nel famoso contratto, ma nel frattempo non riesce a mantenere una promessa molto più semplice. Quella secondo cui nessun esponente del MoVimento 5 Stelle sarebbe andato al convegno di quella destra sfigata del World Congress of Familes di Verona cui pure partecipano autorevoli esponenti del governo di cui Di Maio fa parte. Ed eccola qui la senatrice Tiziana Drago, del M5S. Dove? Sul palco del tredicesimo congresso mondiale delle famiglie.

La senatrice Drago rassicura le famiglie: anche nel M5S sono vicini alla famiglia naturale

La senatrice è comparsa “a sorpresa” a Verona, anche se in un post su Facebook pubblicato ieri aveva annunciato la sua presenza al WCF per portare il suo punto di vista “su un tema delicato come la famiglia”. La Drago faceva sapere di aver accettato l’invito perché crede «che il con-fronto ed il dia-logo, scevro da pre-giudizi» facciano parte del suo DNA. Dal palco del congresso veronese invece le sue parole sono state queste: «sono presente più per scelta personale. Non è stato assolutamente semplice decidere di venire qui, penso che sia intuibile». Un chiaro riferimento alle dichiarazioni contro il congresso da parte di Di Maio e il balletto dei patrocini concessi e poi ritirati che ha visto come protagonisti i sottosegretari Spadafora e Crimi e il ministro della Famiglia Fontana.

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Dopo però l’attacco si è fatto più diretto ed esplicito. Parlando non più a titolo personale ma apparentemente a nome del M5S la senatrice ne ha rivelato quella che secondo lei è la sua vera essenza: «ci tengo moltissimo a sottolineare che il Movimento 5 Stelle non è quella realtà politica che viene delineata e non è nemmeno quella realtà politica legata solo alle dichiarazioni di questi giorni. Ci sono anche dei senatori e dei deputati che hanno apertura nei confronti della famiglia naturale». Una frase che non ha senso, perché in nessuno schieramento politico ci sono deputati e senatori che sono in qualche modo “contro” la famiglia naturale. Semmai ci sono parlamentari che ritengono sia possibile estendere ad altre forme di famiglia i diritti e le tutele che oggi sono esclusive della cosiddetta famiglia naturale. Senza nulla togliere in termini di diritti a chi crede che la famiglia sia una sola e che invece vorrebbe imporre la sua visione sugli altri.

Tiziana Drago, la pentastellata che sta con i pro-life di destra

Quello che dice la senatrice Drago – e soprattutto la sua presenza a Verona – potrebbe forse causarle qualche grattacapo. In fondo ha disobbedito ad un diktat esplicito del Capo Politico. Che è uno che ultimamente non è andato tanto per il sottile sulle espulsioni. Ma quello che ha detto la senatrice pentastellata sul fatto che nel M5S ci sono deputati e senatori vicini alle posizioni del Family Day, dei Pro Life e dei bigotti di Verona non è una menzogna.  Nel settembre del 2018 è nato “Famiglia e vita” l’intergruppo parlamentare dei cattolici del Family Day cui ha aderito la senatrice M5S  Tiziana Drago. Promotore e ispiratore del gruppo è Massimo Gandolfini (uno degli inventori del Family Day), che all’Huffington Post ha spiegato che: «Anche altri, deputati e senatori, dei Cinque Stelle hanno aderito, ma hanno preferito non esporsi, chiedendo riservatezza».

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In nome della trasparenza che da sempre contraddistingue il MoVimento 5 Stelle forse sarebbe il caso che questi parlamentari avessero il coraggio di venire allo scoperto. Anche perché le priorità di quell’intergruppo parlamentare – fondato dai senatori Pillon, Gasparri, Quagliariello e Pagano – sono molto chiare e precise. Obiezione di coscienza sul testamento biologico, “scoraggiare il ricorso all’aborto”, cancellare la legge sulle Unioni Civili, combattere la sacra battaglia contro il gender nelle scuole e quelle strane forme di genitorialità che non sono “naturali”. Nessuno a parole vuole cancellare la legge 194 del 1978. E non lo vuole fare nemmeno la senatrice Drago che nel novembre scorso spiegava invece l’importanza di spiegare alle giovani generazioni “il dolore indelebile” che causa in modo da proteggere le donne “dalla devastazione psicologica che segue un aborto”, possibilmente evitandolo. Forse di questa strategia di comunicazione sull’aborto fanno parte anche i gadget con i portachiavi-feto a grandezza naturale distribuiti a Verona per far capire a chi decide di abortire quale orrendo crimine sta commettendo, contro sé stessa e contro gli altri.

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Che la Drago sia una che sostiene la natalità e le famiglie numerose non è certo un mistero. È stata a lungo coordinatrice a Catania per l’ANFN, l’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, che di recente ha incontrato il senatore Pillon (a sua volta già membro del Consiglio direttivo del Forum delle Associazioni familiari). Lo si capisce dalla proposta di legge “più bimbi, più futuro” avanzata dalla Drago. Nel video di presentazione la senatrice spiega che i bambini sono utili per rilanciare l’economia perché mettono in moto la domanda per tutta una serie di prodotti e servizi per l’infanzia. A Verona la Drago ha fatto di più, ha detto «se noi continuiamo come ho sentito nelle interviste anche poco fa in merito alla condotta della scorsa legislatura sui temi dei cosiddetti “diritti civili” che già sono stati acquisiti. Io direi che siamo nella direzione sbagliata, ormai sono stati acquisiti. Anche se l’1,4% è una realtà di cui bisogna tenere conto. Poi possiamo fare qualsiasi confronto sul fatto che in quel momento storico non fosse proprio la necessità e su questo mi trovate d’accordo». Insomma i diritti civili sono “cosiddetti” e non solo perché poi la Drago ha detto «io vorrei puntare l’attenzione su una tematica di cui si parla tanto ma che non è sviscerata e analizzata nel modo giusto che riguarda la violenza sulle donne. Noi tra diritti civili, violenza alle donne e mancato welfare famigliare vediamo un lontanamento [sic] di questi due mondi che sono il maschile e il femminile. E noi dobbiamo lavorare per operare un avvicinamento. E la mia attenzione dove va? Va a quegli uomini violenti, ci sono dei progetti rieducativi». Il discorso non è molto chiaro, ma sembra proprio che la senatrice stia mettendo sullo stesso piano diritti civili, anzi i “cosiddetti diritti civili” e la violenza sulle donne.

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