Politica

Lo strano caso del patrocinio ritirato del Governo al congresso delle famiglie di Verona (c’è ancora)

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Dal 29 al 31 marzo a Verona si terrà la tredicesima edizione del World Congress of Families. Un convegno che raccoglie tutto il meglio della destra “teo-con” italiana e mondiale e cui parteciperanno tre ministri (Salvini, Fontana e Bussetti), il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, il presidente del Veneto Luca Zaia e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Come ha spiegato Jennifer Guerra su The Vision si tratta di un congresso dei difensori della famiglia “tradizionale” preoccupati dal “dilagare” di altre forme di famiglia e che guardano con un certo sospetto i dritti civili di persone omosessuali e delle donne.

Il patrocinio di Schröndinger

Fino a qui nulla di particolarmente nuovo. Nemmeno la partecipazione di Salvini in fondo è una di quelle cose che ti fa saltare giù dalla sedia (certo il ministro di famiglie ne ha più di un paio) mentre le posizioni del Ministro della Famiglia sulle “famiglie schifezze” composte da omosessuali sono ben note. Salvini invece, in ossequio alla sua passione per il cibo ostentata sui social, le definisce spregiativamente “fritti misti”. Ebbene non è questo che indigna. Quello che stupisce è il patrocinio concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Famiglia. Certo ci sono anche quelli della Regione Veneto di Luca Zaia e quello della Provincia di Verona.

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Screenshot delle 13:15 del 13/03/2019

Proprio sulla concessione dei patrocini da parte del Governo era esplosa una piccola ma infuocata polemica. Ci aveva pensato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora a placare gli animi annunciando che i patrocini sarebbero stati ritirati. Lo ha ribadito in un’intervista a Repubblica dove spiega che sia Palazzo Chigi (il dipartimento dell’Editoria) che il Ministero della Famiglia ritireranno i patrocini perché “non ci sono i presupposti”.

Il governo di cui fa parte ha dato il patrocinio al congresso delle famiglie di Verona, che promuove la negazione di molti diritti.
«Il segretario generale di Palazzo Chigi ha chiuso un’istruttoria importante e ha chiesto al dipartimento dell’Editoria e a quello della Famiglia di ritirare il patrocinio. Sono stato tra i primi a segnalare il problema».

Al ministro della Famiglia Fontana non risulta.
«Lo confermo. C’è una nota ufficiale in data odierna per far presente che non esistono i presupposti e chiedere il ritiro. Questi sono i simboli, poi ci sono le azioni».

Di diverso avviso il Ministero della Famiglia che in un comunicato stampa subito rilanciato dalla pagina Facebook del WCF ha fatto sapere che «non risulta alcuna richiesta di revoca del patrocinio della Presidenza del Consiglio al World Congress of Families di Verona». Piccola curiosità: sia Spadafora che Fontana sono attualmente a New York e fanno parte della delegazione italiana alla 63esima sessione della Commissione sulla condizione femminile dell’Onu. Possibile che i due non abbiano avuto modo di parlarsi?

E alla fine il patrocinio rimane

Succede così che sia sul sito del World Congress of Families che sulla pagina Facebook i patrocini del governo facciano ancora bella mostra di sé. Si potrebbe pensare ad un inconveniente tecnico dovuto alla non tempestiva esecuzione da parte dei gestori del sito. Ma il messaggio di Fontana rilanciato ieri sui canali social del WCF fa pensare ad altro. Ovvero al fatto che non siano stati ritirati.

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Se ne è accorta anche la deputata PD Giuditta Pini, che nei giorni scorsi aveva presentato un’interrogazione sul tema, e che ammette di “esserci cascata” rispetto alla vicena dei patrocini governativi “ritirati”. L’onorevole Pini invita a togliere davvero il patrocinio ad un evento «in cui parleranno esponenti della destra più omofoba e sessista del mondo». Della questione si era occupata anche Laura Boldrini che sabato scorso ad Otto e Mezzo aveva chiamato in causa proprio Spadafora «qui viene dato il patrocinio ad un’iniziativa dove si dice che la donna deve stare al posto suo, cioè in cucina» definendo il patrocinio «lesivo della Costituzione che non ammette discriminazioni».

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Eppure c’è chi festeggia. Lo fa la presidente della commissione Giustizia della Camera Francesca Businarolo (M5S) che su Twitter cinguetta: «Sono d’accordo con Spadafora ! I diritti di ciascuna persona, al di là del suo sesso, religione o appartenenza, vanno difesi sempre. Non facciamo tornare indietro la Storia! Felice che sia stato ritirato patrocinio Presidenza del Consiglio al congresso di #Verona».

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Ci sarebbe poco da festeggiare se il patrocinio fosse stato rimosso visto che il problema è che è stato concesso. Figuriamoci fare come fa l’onorevole Businarolo che neanche si è accorta che il doppio patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Famiglia ancora campeggiano sul sito ufficiale. Anche in virtù del fatto che prima c’era chi negava che il patrocinio fosse stato effettivamente concesso. Nel frattempo anche al Presidente del Veneto Luca Zaia si chiede di ritirare il patrocinio. Lo fanno i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che lunedì scorso hanno depositato un’interrogazione alla Giunta chiedendo di ritirare il patrocinio dicendo che: «Non è accettabile che il nome e il simbolo della Regione Veneto siano accostati a messaggi contro l’autodeterminazione delle donne e contro le persone Lgbtq».

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