Cultura e scienze

Terrapiattisti contro Marcianò: la sfida finale (a Palermo?)

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Venti euro, questo il prezzo della verità. Anzi di tutta la verità sulla Terra. Che è piatta, come sanno tutti quelli che passano almeno otto ore della loro esistenza su Internet. Il tema, bizzarro, va molto di moda. Netflix ci ha dedicato uno spassoso documentario dal titolo Behind the Curve, durante il quale alcuni “ricercatori” terrapiattisti scoprono accidentalmente durante un esperimento che la Terra in realtà non è piatta. Ma la notizia non deve essere ancora giunta a Palermo dove il 12 maggio si terrà la conferenza dal titolo Terra Piatta – Tutta la verità.

La conferenza sulla Terra Piatta a Palermo

Non preoccupatevi di portarvi il pranzo da casa perché si passerà anche per una rosticceria (per analizzare la sfericità delle arancine). Il panel degli interventi si presenta denso di argomenti e si inizia subito con le cose difficili: la dimostrazione dell’assenza della curvatura terrestre e della differenza tra pressione atmosferica e quella nello spazio siderale. Si passa poi alla storia dell’inganno della conquista della Luna (tema caro al viceministro Carlo Sibilia) e poi via con la storia del “dimenticato” impero dei giganti della Tartaria, la free-energy e un interessantissimo intervento sull’egocentrismo della stella polare. Quella stella che nel nostro emisfero (pardon, non esistono) indica il Nord mentre in quello australe a svolgere una funzione analoga ma inversa è la costellazione della Croce del Sud. Attualmente la polare è la stella chiamata Polaris, almeno così ci insegnano alle elementari.

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Ma in fondo non è questo che rende interessante la conferenza organizzata da un certo Agostino Favari. Perché di conferenze sulla Terra Piatta se ne fanno su tutto il Pianeta. La cosa divertente è che la presenza di un relatore – Albino Galuppini – ha particolarmente infastidito uno dei più grandi esperti italiani di cospirazioni e complotti: Rosario Marcianò.terra piatta tutta la verità palermo marcianò - 2

Il nostro non ha gradito. Perché? Perché il relatore che dovrebbe spiegare l’inganno dello sbarco sulla Luna «è quello che dice che io sarei dei servizi…». Offesa gravissima, visto che di solito è quello che l’esperto sanremese di scie chimiche (e false flag) dice di giornalisti, divulgatori e debunker.

Marcianò al soldo dei servizi segreti e dei poteri occulti?

Dove sta la verità? Francamente non ci interessa scoprirlo. Il punto è che dal momento che Marcianò sostiene che la terra è sferica e non piatta non è possibile per un terrapiattista escludere la possibilità che l’esperto sanremese di precipitazioni e metalli pesanti sia o meno al soldo dei servizi segreti. In fondo è un geo-metra che si occupa di geo-ingegneria. Possibile che non si sia mai accorto che la Terra è piatta? Perché non va a Palermo portare le prove geometrico-matematiche della curvatura terrestre?

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Il problema però sta a monte. All’interno del mondo del complottismo globale non tutti credono a tutti i complotti esistenti. È vero infatti che generalmente si ha la tendenza a crearsi una teoria unificata che li comprenda tutti. Ad esempio le scie chimiche che spargono metalli pesanti che interagiscono coi vaccini per farci diventare tutti autistici e controllarci mentalmente fino a farci credere che due aerei si siano schiantati sulle Torri Gemelle nel 2001 o che l’uomo sia sbarcato sulla Luna nel 1969.

Come Marcianò ha sbufalato la teoria della Terra Piatta (nonostante le manipolazioni della NASA)

Ci sono però dei limiti. Dettati non tanto da evidenze empiriche e scientifiche ma dal metodo di ragionamento dei complottisti. In linea di massa (anche se non è esattamente così ma concedetemi una semplificazione) le persone scelgono di credere a qualcosa in base ad una serie di fattori. Tra questi c’è in parte anche la disponibilità o meno di prove scientifiche. Ad esempio “crediamo” che esista l’Everest anche se non ci siamo mai stati davvero. “Sappiamo” che la velocità della luce nel vuoto equivale all’incirca ad una data costante. Oppure per abitudine siamo certi che il Sole sorgerà domani anche se non abbiamo mai studiato davvero le formule matematiche che dimostrano la rivoluzione dei corpi celesti.

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Ma cosa succede quando mettiamo costantemente in dubbio quello che è la credenza comune, basata o meno su fatti scientifici? Ci sono due possibilità: o si diventa degli “scienziati”, ovvero ci si dedica ad un ben preciso ambito di ricerca per mettere alla prova teorie accettate dal senso comune oppure si diventa complottisti. La differenza è data sostanzialmente dal metodo. Rigoroso e verificabile il primo, basato su correlazioni non causali il secondo.

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E così succede che Marcianò abbia scritto di considerare la teoria della Terra Piatta un’operazione psicologica messa in atto dai soliti poteri forti per distrarre le masse e soprattutto ridicolizzare e gettare discredito su “altri filoni di ricerca”. Come ad esempio quello sulle scie chimiche o i terremoti generati artificialmente. Qualche anno fa Marcianò scriveva della “cazzata della Terra Piatta” spiegando che «al di là delle evidenti manipolazioni della N.A.S.A. nonché delle missioni spaziali fasulle (magari non tutte) è ben evidente (basta leggersi un po’ di testi al proposito), che la sfericità della Terra non è un’idea della N.A.S.A., bensì ha origini ben più antiche, a partire da Aristotele!». Insomma Aristotele non era certo al servizio degli Illuminati, ci si può ben fidare di lui. Ecco però che questo attacco ad una teoria bislacca si trasforma in un attacco ad personam proprio come quello di certi complottisti condannati per diffamazione che se la prendono con i tribunali bolscevichi e i complotti per metterli a tacere. Solo che questa volta è il nostro geometra preferito ad essere accusato di essere un gatekeeper che nasconde al popolo la verità sulla Terra. Che è piatta.

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