Economia

Il rischio dello stipendio tagliato per i lavoratori statali

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La parola d’ordine è perequazione. Dal prossimo gennaio circa trecentomila dipendenti pubblici consultando il proprio cedolino potrebbero ritrovarsi uno stipendio un po’ più leggero di quello ricevuto nel 2018. Non di moltissimo,una manciata di euro al mese; ma l’effetto sarebbe comunque fastidioso visto che tra l’altro dal 2019 scatta il nuovo triennio contrattuale, che sulla carta dovrebbe invece portare un aumento.

Il rischio dello stipendio tagliato per i lavoratori statali

Che gli aumenti per i lavoratori statali varati dal governo Gentiloni prima delle elezioni fossero a tempo era risaputo. Tanto che i sindacati della Funzione Pubblica avevano già lanciato una serie di allarmi già all’epoca della firma dell’accordo. Che si basava su un’intesa con l’esecutivo precedente (quello guidato da Matteo Renzi) che prevedeva un incremento medio garantito di 85 euro lordi: il problema di garantire un importo invece che una percentuale aveva creato la necessità di evitare che per i dipendenti con imponibile fiscale annuo fino a 24 mila l’incremento retributivo andasse a decurtare il bonus 80 euro attribuito a tutti i lavoratori dipendenti.

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L’elemento perequativo per alcune categorie di lavoratori statali (Il Messaggero, 16 settembre 2018)

Il credito di imposta si riduce e viene meno al raggiungimento di una soglia di reddito (24mila euro). Così era stata ritoccata la soglia a 24600 e inserito un elemento perequativo variabile che avrebbe compensato il calo del bonus. Una somma che vale circa venti euro lordi al mese e che però verrà erogata fino al 2018. Dal 2019 spetterà al nuovo governo confermarla, ma servono 500 milioni di euro per farlo. Oppure il governo potrebbe anticipare gli aumenti già previsti nel 2019. Ma deve muoversi con la legge di bilancio. Altrimenti poi sarà troppo tardi.

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