Opinioni

Silvia Piani: l’assessora in Lombardia fa propaganda sulle mascherine (e sui migranti) dopo 16mila morti

A volte è meglio tacere: è il caso di Silvia Piani, assessora alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità in Lombardia. Con la sensibilità tipica di altri politici leghisti che coprono cariche simili (vedi l’assessora leghista di Como che toglie e getta via la coperta di un clochard) la Piani ha fatto un paragone che può risultare calzante solo agli analfabeti funzionali. Provate infatti a trovare qualcuno che preferisca salire su un barcone per venire in Italia piuttosto che prendersi una multa per non aver indossato la mascherina.

 

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Chi non vorrebbe attraversare il Mediterraneo su una tinozza in punto di naufragare ad ogni momento dopo essere stato torturato in Libia pur di arrivare in Italia con il rischio di finire su una nave quarantena? Vuoi mettere con il pagare una multa dopo aver volontariamente infranto una regola semplice come quella di portare la mascherina quando si è vicini a qualcuno o al chiuso? Ma a parte il paragone insensato forse la Piani dovrebbe riflettere meglio, perché magari anche i suoi elettori ci arrivano. Davvero chi in Lombardia ha avuto in famiglia un malato o un morto per COVID-19 è contento di un politico che strumentalizza una norma di sicurezza fondamentale come l’uso della mascherina? Nella regione di Fontana i decessi sono stati più di 16mila. Invece di parlare di migranti perché in Lombardia gli assessori non pensano a far arrivare in tempo i vaccini antinfluenzali? Un “post vergognoso” secondo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia Gregorio Mammì. “Silvia Piani – sottolinea – non è un assessore qualunque, ma è l’assessore alle politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità e questa è la becera propaganda che ha voluto fare sul suo profilo istituzionale. Il vuoto cosmico che ruota attorno alle politiche per la famiglia, genitorialità è pari opportunità è palese, e se ne capisce agevolmente la ragione”. Per Mammì, “in questo momento in cui le famiglie devono affrontare situazioni molto particolari fra classi in quarantena, tamponi, permessi lavorativi, isolamenti e relativi disagi economici l’unico messaggio che la nostra Assessora si sente di condividere è un messaggio filo-negazionista e che puzza del più vergognoso razzismo”

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Mario Neri

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