Opinioni

Così Di Maio e Salvini inventano scuse per fare sega al CdM

Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono due conigli mannari. Ovvero hanno la tendenza ad aggredire quando si sentono in posizione di forza e a scomparire quando sono deboli. Per questo ieri i due vicepremier sono riusciti nell’impresa di fare sega al Consiglio dei Ministri che ha approvato la correzione dei conti da 7,6 miliardi che ci risparmierà la procedura d’infrazione al prezzo, tra l’altro, dei soldi del reddito di cittadinanza e di quota 100 che il bisministro e vicepremier aveva promesso che avrebbe impegnato altrove.

La logica che move il sole e le 5 Stelle è cristallina: quando c’è un provvedimento che non permette di fare propaganda meglio scappare e non presentarsi al consiglio dei ministri. Di Maio ha fatto sapere che la sua era un’assenza annunciata dal 24 giugno, ma curiosamente prima del Consiglio dei Ministri non ha esitato a presentarsi in video per attaccare Autostrade e promettere la revoca che oggi si è rimangiato in un’intervista a Repubblica.

di maio salvini

Salvini invece al CdM si è presentato, ma si è allontanato quando gli hanno detto che Di Maio non sarebbe arrivato e non avrebbe messo la faccia sulla correzione dei conti che è finita sulle spalle di Tria, ormai candidato a essere il capro espiatorio di ogni provvedimento lacrime e sangue del governo. Secondo Salvini Di Maio l’ha fatto apposta e per questo si è dato – come dicono a Roma – anche lui. Dimostrando che non ci sono statisti, ma in compenso c’è un bell’asilo infantile a Palazzo Chigi.

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